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Perché Di Maio vuole l'offerta di Riccardo Toto per Alitalia

Gli eredi dei capitani coraggiosi crescono. E così la Renexia valuta di prendersi tra il 20 e il 30% della compagnia di bandiera. In una cordata con Ferrovie, Delta e il Tesoro. E anche senza i Benetton.

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Anche i figli dei capitani coraggiosi crescono. E così nella partita Alitalia si fanno avanti nuovi protagonisti che sanno tanto di vecchio. A movimentare il dossier Alitalia infatti è tornato il gruppo Toto, ma questa volta non per mano del patron Carlo che tanto aveva guadagnato nell'avventura della cordata di imprenditori confezionata dal governo di Silvio Berlusconi nel 2009 (Alitalia si era infatti accollata i debiti di AirOne), ma con il figlio Riccardo Toto e la sua Renexia.

Un interlocutore più adatto a Luigi Di Maio, il leader M5s che da ministro dello Sviluppo economico sta gestendo il dossier della compagnia di bandiera. Sì perché mentre il Mise ha pronunciato una mezza smentita rispetto alle indiscrezioni pubblicate dalla stampa sul nuovo capitolo dell'accoppiata Toto-Alitalia, negando contatti diretti tra vicepremier e Toto figlio, da fonti vicine al gruppo abruzzese filtrano conferme sui contatti con il Governo. E anche conferme precise: Renexia, la società guidata da Riccardo che si sarebbe visto con Di Maio a Taranto, potrebbe formalizzare una offerta entro la scadenza di martedì, quando terminerebbe la proroga al 30 aprile concessa a Ferrovie dello Stato per la sua offerta.

IL TENTATIVO DI SUPERARE IL COINVOLGIMENTO DEI BENETTON

Gli ambienti della maggioranza di governo non ammettono quello che è chiaro:c'è un tentativo in corso per superare il coinvolgimento di Atlantia, anche se non è ancora chiaro se si potrà fare a meno dei Benetton. Dando per acquisito il possibile rinvio della pratica a dopo il 30 aprile, nell'esecutivo si starebbe facendo una panoramica a 360 gradi per trovare o ritornare su altri partner industriali, come Delta. Il rafforzamento del progetto con nuovi investitori che confermino il loro interesse entro martedì - secondo alcune indicazioni - potrebbe dunque non essere il punto definitivo di arrivo ma una condizione che permetta ai commissari straordinari di rinviare la scadenza. A tal proposito intanto il decreto crescita ha annullato la scadenza prevista a luglio del prestito ponte di 900 milioni. Un intervento sotto la lente di Bruxelles con la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager molto cauta sull'argomento: «Ho visto la decisione del governo italiano», ha detto al Sole 24Ore. «Questa non influenzerà l'analisi se si tratta di aiuto di Stato o meno. Da questo punto di vista, la decisione ha un effetto neutrale. Se dovesse trattarsi di aiuto di Stato, ebbene questo sarà stato più lungo».

SVOLTA POLITICA: IL M5S SI PRENDE IL DOSSIER DEL LEGHISTA RIXI

L'intervento della famiglia abruzzese che è anche titolare della concessione autostradale per la A-24 A-25 'Strada dei Parchi' sarebbe alternativo a quello di Atlantia e costituirebbe una svolta nella gestione politica del dossier che aveva visto tra i protagonisti nelle scorse settimane il sottosegretario della Lega Edoardo Rixi. Sull'ipotesi di un intervento della famiglia Toto l'opposizione parla di «ipotesi sempre più inquietanti e chiede al governo di riferire in aula. Secondo quanto anticipato da Repubblica, il gruppo di costruzioni abruzzese potrebbe entrare con una quota tra il 20% ed il 30% ed un impegno di circa 250 milioni costituendo così la tessera mancante per comporre il mosaico societario della compagnia di bandiera. Alla società parteciperebbe poi Ferrovie dello Stato con il 30%, Delta con il 15% che potrebbe farsi garante anche di una partecipazione di China Eastern, il Tesoro con un altro 15% pari agli interessi sui 900 milioni di prestito ponte. Dal canto suo, non commenta il Fondo QuattroR che sarebbe stato chiamato in causa per una piccola partecipazione e che ha Cdp come anchor investor e tra i sottoscrittori Inail, Inarcasse e Cassa Forense. La liquidità del gruppo abruzzese arriverebbe grazie alla vendita ad Edf di UsWind, società Usa americana che detiene il parco eolico più grande del mondo. Per il gruppo, sebbene con un cambio di generazione, si tratterebbe di un ritorno sulla scena dopo 10 anni esatti: era il 2009 infatti quando aerei (una trentina) e dipendenti di AirOne di proprietà di Toto confluirono in Alitalia dopo la chiamata dei cosiddetti capitani coraggiosi proprio per il salvataggio della compagnia.

26 Aprile Apr 2019 1956 26 aprile 2019
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