Finanza Sostenibile Italia

I numeri italiani della finanza sostenibile

I fondi Esf, green e responsabili, piacciono più agli uffici marketing che ai risparmiatori. Nel nostro Paese si parla di una somma non superiore ai 20 mld sui 1.000 in mano alle Sgr.  

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In Italia la finanza sostenibile piace soprattutto a chi si occupa di marketing nelle banche e nelle società di investimento. Perché a conti fatti, nella realtà si parla di una somma che non supera i 20 miliardi di euro. Esigua se pensiamo che la ricchezza finanziaria degli italiani è stimata in circa 4.400 miliardi di euro, di cui circa 1.000 miliardi in mano all’industria del risparmio. Il tema e lo storytelling comunque hanno un forte appeal: non solo la finanza sostenibile è stata al centro del Salone del Risparmio 2019, la “fiera” organizzata da Assogestioni, la lobby che rappresenta il mondo l’industria italiana del risparmio (le Sgr), ma negli ultimi anni si sono moltiplicate le pubblicità di prodotti di investimento con l’etichetta Esg (Enviromental, social and governance).

NEL MONDO INVESTIMENTI RESPONSABILI PER 30,7 TRILIONI DI DOLLARI

Il mercato degli investimenti sostenibili nel mondo ha raggiunto a fine 2018 i 30,7 trilioni di dollari, secondo i dati forniti dal report biennale della Global Sustainable Investment Alliance (Gsia), l’organizzazione che riunisce associazioni e forum di tutto il mondo specializzati nel settore, un numero in crescita del 34% rispetto al 2016 quando la massa di investimenti socialmente responsabili ammontava a 22,9 trilioni di dollari. In Italia il numero di fondi Esg cresce a un tasso comparabile a quello europeo (in Europa il mercato degli investimenti sostenibili vale 14 trilioni di dollari): parliamo di 167 fondi catalogati da Assogestioni come sostenibili e responsabili (dati al 31 dicembre 2018) per un patrimonio di 18,5 miliardi di euro su un mercato interno che conta 4.881 fondi aperti che gestiscono masse complessive per 905 miliardi di euro, pari quindi a circa il 2% dell'offerta in fondi comuni.

Uno scenario che mostra un greenwashing - ossia di ampio utilizzo di strategie di comunicazione che costruiscono un'immagine positiva sotto il profilo dell'impatto ambientale e allo stesso tempo distolgono l'attenzione dell'opinione pubblica dagli aspetti negativi - diffuso. Generalizzare però è pur sempre sbagliato. Proviamo, quindi, a capire chi fa sul serio finanza sostenibile, chi potrebbe fare di più e chi fa poco o nulla.

ANATOMIA DEI FONDI ESG

Ricordiamo, anzitutto, che Esg è un acronimo composto da tre parole cui corrispondono i criteri per la scelta degli investimenti: l’impatto sull’ambiente, che comprende rischi come cambiamenti climatici, emissioni di CO2, inquinamento dell’aria e dell’acqua, sprechi e la deforestazione; il sociale, ossia le politiche di genere, i diritti umani, gli standard lavorativi; e la governance cioè le pratiche di governo societarie, comprese le politiche di retribuzione dei manager, la composizione del consiglio di amministrazione, le procedure di controllo e i comportamenti dei vertici e dell’azienda in termini di rispetto delle leggi e della deontologia. Gli investimenti Esg, inoltre, oggi possono realizzarsi secondo diverse strategie: alcune, le Sri (socially responsible investing), sono più rigide ed escludono determinati settori dal portafoglio sulla base di principi etici degli investitori (per esempio: tabacco, gioco d’azzardo, armi, pornografia e così via) altre sono più flessibili (impact investing) e abbinano ai risultati finanziari un beneficio concreto anche per ambiente e società civile.

LA CLASSIFICA ITALIANA

Stando alla classifica di Assogestione, al primo posto nella finanza sostenibile troviamo il gruppo Intesa Sanpaolo (con le controllate Eurizon e Fideuram) che a fine 2018 contava in gamma 26 fondi Esg che gestivano un patrimonio di 5,74 miliardi di euro (su un totale di quasi 383 miliardi) pari al 31% di questo mercato in Italia. La raccolta è stata nel 2018 di 2,14 miliardi. Il secondo player è Etica Sgr (il gestore patrimoniale di Banca Etica) con il 18,9% del mercato Esg in Italia pari a 3,5 miliardi di euro gestiti con sei fondi. Al terzo posto la britannica Schroders con il 17,7% del mercato, un patrimonio investito in modo “sostenibile” per circa 3,3 miliardi di euro (su 18,7 miliardi gestiti nel nostro Paese) e una gamma sostenibile e responsabile di 39 fondi. Il saldo tra sottoscrizioni e riscatti nel 2018 per queste strategie è stato però negativo per circa 532 milioni. Giù dal podio si distinguono due gruppi francesi e un italiano: il gruppo Bnp Paribas con una quota di 11,1%, circa 2,1 miliardi (su un patrimonio di circa 29 miliardi in Italia), una raccolta di 428 milioni nel 2018 e 24 fondi; Amundi (gruppo Crédit Agricole) con il 6,5%, masse per 1,2 miliardi (su un totale di 184 miliardi in Italia), una raccolta netta di 714 milioni e 12 fondi; e il gruppo Ubi con il 5,9%, masse per 1,1 miliardi (su 57,6 miliardi), una raccolta di 477 milioni e 5 fondi Esg. Senza dimenticare Cassa Centrale Banca che gestisce 490 milioni di euro con i criteri Esg su un patrimonio complessivo di 5,6 miliardi, cioè poco meno del 10%.

SOLO SEI SOCIETÀ SUPERANO IL MILIARDO DI INVESTIMENTI SOSTENIBILI

In Italia, dunque, solo sei società gestiscono patrimoni secondo criteri Esg superiori al miliardo di euro. Per tutte le altre parliamo di numeri poco significativi. Colpisce, per esempio, che il player numero uno del gestito in Italia, il gruppo assicurativo Generali, su un totale di 468 miliardi di euro, gestisca appena 26,8 milioni con un solo fondo Esg, o che un colosso mondiale come JP Morgan, che con la divisione asset management gestisce in Italia 34,3 miliardi, abbia solo 54,4 milioni di euro investiti a fine 2018 in maniera sostenibile e due soli fondi classificabili come Esg. Sono solo tre i fondi Esg del gruppo Axa che gestiscono appena 18,2 milioni su masse gestite in Italia per circa 41 miliardi, mentre Credit Suisse, che in Italia gestisce oltre 12 miliardi con l’asset management, gestisce con criteri di sostenibilità solo 2,9 milioni di euro. E BlackRock? Il numero al mondo con un patrimonio di oltre 6.000 miliardi di dollari, che in Italia gestisce circa 68 miliardi (dati a fine 2018), nella classifica dei fondi Esg in Italia non è neppure presente.

27 Aprile Apr 2019 1922 27 aprile 2019
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