Nexi Quotazione

Nexi in Borsa, un affare per pochi

Il titolo naviga poco sopra gli 8 euro, il 6% al di sotto del prezzo fissato per l’esordio in Borsa. A guadagnarci sono solo i fondi - Advent, Bain, Clessidra - e il management. 

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L’amministratore delegato della società, Paolo Bertoluzzo, allo sbarco a Piazza Affari aveva dichiarato: «È il primo giorno di un lungo percorso», cercando di gettare acqua sul fuoco poiché il titolo Nexi stava ripiegando già dalle prime ore (-6,2% e 400 milioni di euro di perdita alla fine delle contrattazioni, nell’ultimo decennio solo due società hanno fatto peggio al debutto). E ora che dal suono della campanella è passato quasi un mese, non sa più che cosa dire dato che il prezzo ha chiuso il 13 maggio a 8,33, cioè oltre 6% al di sotto di quello fissato per l’esordio in Borsa.

LA QUOTAZIONE RECORD

Nexi è la società italiana attiva nei pagamenti digitali che il 16 aprile scorso si era presentata al pubblico con un prezzo di 9 euro per azione e una capitalizzazione da 5,7 miliardi di euro: la più grande quotazione dell’anno a livello mondiale e la maggiore quotazione in Italia degli ultimi 20 rivolta a un pubblico qualificato. Tanto da far dire a Raffaele Jerusalmi, boss di Borsa Italiana, che Nexi poteva «fare da volano» ad altre quotazioni, poiché il settore dei pagamenti digitali è in grande evoluzione e crescita in tutto il mondo.

UN AFFARE PER I FONDI E IL MANAGEMENT

Ma a oggi la quotazione per chi è stato un vero affare? Sicuramente per i tre fondiAdvent, Bain e Clessidra – che l’hanno comperata nel 2015 dall’Istituto Centrale delle Banche Popolari per 2,15 miliardi di euro e che ora posseggono circa il 60% per un valore di 2,7 miliardi dei 5,1 totali di capitalizzazione. E poi per il management di Nexi, in particolare l’amministratore delegato Bertoluzzo, e il Cfo, Bernardo Mingrone, che hanno le tasche gonfie di warrant rispettivamente per oltre 40 e 18 milioni di euro (di cui per Bortoluzzo 26 reinvestiti in azienda). Mentre sono giorni amari per gli oltre 340 investitori istituzionali italiani, europei e asiatici che hanno aderito alla quotazione e per tutti quelli che hanno comperato successivamente. Meglio è andata a chi ha investito in altre società del settore, per esempio Adyen, il cui titolo fin dal debutto di meno di anno fa a Amsterdam è cresciuto di circa il 180% dal prezzo dell’Ipo da 240 euro a 670 euro.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

14 Maggio Mag 2019 0909 14 maggio 2019
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