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20 Dicembre Dic 2018 1602 20 dicembre 2018

Il riscatto delle città verso la svolta verde

Da poli inquinanti a centri di innovazione e buone pratiche: illuminazione led, edifici energeticamente autonomi, ibridazione con la natura. Così sta cambiando il panorama urbano.

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Boschi verticali, illuminazione stradale a Led, case a risparmio energetico, teleriscaldamento, iniziative per incoraggiare l'utilizzo dei mezzi pubblici e lo sviluppo delle aree pedonali, ma anche per incentivare i cittadini ad adottare una dieta principalmente vegetariana: sono solo alcune delle azioni che si possono intraprendere per cambiare il clima dal basso. Le città, infatti, hanno l’opportunità unica di far fronte al cambiamento climatico per almeno un paio di ragioni: oltre a essere responsabili di una quantità importante di emissioni, come ha sottolineato l'ex sindaco di New York Michael Bloomberg nel libro Climate of Hope, conoscono meglio le esigenze dei cittadini e sono governate attraverso processi decisionali più snelli e meno burocratici rispetto agli Stati.

DALLE POLITICHE STATALI A QUELLE CITTADINE

Sono molti gli studi che dimostrano come le città possano fare molto per contrastare il climate change, come quelli intrapresi di recente dall’Istituto per la ricerca sui cambiamenti climatici di Potsdam. Da questi studi emerge chiaramente che anche semplici azioni, che però modificano le abitudini dei singoli cittadini, possono evitare le emissioni, sia locali che in altre parti del mondo, dove si producono i beni consumati nei centri urbani. In questo senso incoraggiare l’utilizzo dei mezzi pubblici o soluzioni di mobilità condivisa e creare delle aree pedonali può ridurre la domanda di veicoli, migliorando la qualità dell’aria in città e diminuendo allo stesso tempo l’impatto su altre zone. La responsabilità del climate change, infatti, non è solo delle amministrazioni, ma anche dei cittadini: inquadrare solo collettivamente le cause dei cambiamenti climatici rischierebbe di annacquare la responsabilità di ogni individuo. Ma quali azioni concrete possono essere prese da amministrazioni e cittadini? Eccone alcune.

Un orto urbano a Berlino

L'IMPEGNO DEI SINDACI LUNGO DIECI ANNI

L'input per il cambiamento parte sempre dall'alto. Per queste ragioni 10 anni fa è nato in Europa il “Patto dei sindaci per il clima e l'energia”, un'iniziativa che può contare sull’impegno di 7.000 città e in 57 Paesi che da sole potrebbero ridurre le emissioni di CO2 su base annuale di 1,3 miliardi di tonnellate entro il 2030. Però, cosa stanno facendo sul serio i sindaci? In Europa, secondo uno studio internazionale pubblicato nel maggio 2018 e al quale ha partecipato per l'Italia l'Istituto di metodologie per l'analisi ambientale del Cnr di Potenza, su 800 amministrazioni locali analizzate, quasi la totalità ha implementato strumenti per affrontare i cambiamenti climatici. I più virtuosi sono i Paesi del Nord Europa, ma anche in Italia l'impegno è alto: 58 su 76 città analizzate sono firmatarie del Patto dei Sindaci e di queste 56 sono dotate di un Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile. Soltanto Bologna e Ancona, però, hanno sviluppato un piano di adattamento nell'ambito di progetti europei.

CAMBIARE I QUARTIERI

Si può fare molto a livello locale, partendo dalle singole abitazioni. In Europa, ad esempio, il 75% degli edifici non sono efficienti da un punto di vista energetico e il settore edilizio consuma la maggior parte di energia (circa il 40%). L'obiettivo che si è dato il Parlamento europeo è quello di arrivare al 2050 con edifici pubblici e privati a consumo zero. Un esempio è l’eco-quartiere Vauban a Friburgo (Germania): costruito all’inizio del ’900, è caratterizzato da pannelli solari, tetti verdi, strade pedonali per bambini e abitazioni a basso consumo energetico. Studi come quello di David Hsu del Mit su 11 città americane hanno mostrato inoltre che l’evoluzione degli standard di costruzione può portare a una riduzione delle emissioni del 6% entro il 2030, mentre la riqualificazione delle abitazioni residenziali comporterebbe un miglioramento del 19%.

Pannelli solari a Roma

MODIFICARE LE ABITUDINI DEI CITTADINI

Molto può essere fatto anche da ogni cittadino. La ripresa dell'orticoltura urbana e l'incremento di consumo di prodotti agricoli a "chilometro zero" sono un esempio delle iniziative che possono essere intraprese dalle famiglie per migliorare la qualità della vita nei propri luoghi di residenza e per ridurre i consumi di energia. Così come il cambio dell'organizzazione delle case: migliorare l'ombreggiamento dell'abitazione, favorire la ventilazione naturale o una più intelligente organizzazione della zona giorno e della zona notte possono rappresentare espedienti molto utili per far fronte sia al caldo che al freddo, riducendo i consumi per climatizzazione e riscaldamento. Amministrazioni e cittadini, infine, possono collaborare portando avanti iniziative che contribuiscono a cambiare di giorno in giorno le abitudini delle famiglie. Come quelle avviate in alcune città italiane (a Milano, ad esempio) per incoraggiare i residenti a passare a una dieta prevalentemente vegetariana, magari tramite l'eliminazione della carne dai pasti per un solo giorno a settimana: anche questo, infatti, può essere un modo per contribuire in larga misura a ridurre le emissioni, iniziando dalla fonte della produzione alimentare.

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