Climate Change Due Gradi
Green Lab
20 Dicembre Dic 2018 1624 20 dicembre 2018

Frenare il climate change in quattro mosse

Industria, edilizia, trasporti e agricoltura: contenere l’aumento della temperatura nel XXI secolo entro due gradi centigradi è difficile ma indispensabile. Ecco come fare.

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Scioglimento dei ghiacciai, innalzamento dei mari, clima tropicale, desertificazione, alluvioni, erosione dei mari sono solo alcuni degli effetti: il climate change può generare anche migrazioni, conflitti e guerre per le risorse naturali. Non è possibile, infatti, sostenere una crescita illimitata dei consumi di energia e delle materie prime. E continuando con l’attuale tasso di sviluppo, alla fine del XXI secolo la temperatura del pianeta salirà di almeno tre gradi centigradi con conseguenze irreversibili per gran parte degli ecosistemi. Con gli Accordi di Parigi, i rappresentanti di 197 governi hanno stabilito limiti precisi per le emissioni di gas serra.

L'OBIETTIVO È MANTENERE L'AUMENTO DI TEMPERATURA ENTRO DUE GRADI

L'obiettivo è mantenere entro i 2 gradi centigradi l’aumento di temperatura media mondiale di qui alla fine del secolo rispetto a quella pre-industriale. Per raggiungerlo è necessario ridurre del 55% entro il 2050 le emissioni non solo di anidride carbonica, ma anche di metano, ozono, ossidi nitrosi e clorofluorocarburi. Sfida ulteriore è arrivare a zero nel 2060 – 2075. Oggi, secondo l'United Nations Environment Programme, siamo ancora ben lontani da quei target. L'unico modo, dunque, è compiere trasformazioni profonde nelle attività umane più inquinanti. Che sono quattro: l’industria e il settore energetico (30% delle emissioni totali di gas serra), l'agricoltura (24%), l’edilizia (19%) e i trasporti (15%). Ecco come.

UNA INDUSTRIALIZZAZIONE DIFFERENTE PER LE ECONOMIE IN CRESCITA

Il progresso economico e sociale di Cina, India, Turchia, Brasile, Messico, Sud Africa e Paesi che si affacciano sul mare Cinese Meridionale è diventato oggi molto più rapido di quello delle altre nazioni e avrà come conseguenza la crescita dei consumi in tutti i settori. Ad esempio, entro la metà del secolo si stima che le vetture in circolazione aumenteranno di un miliardo, un numero che si aggiungerà ai tre miliardi di veicoli che dovranno essere sostituiti, per un totale di 5 miliardi di auto da produrre e mettere in circolazione nei prossimi 30 anni. Ecco perché occorrerà un programma di ricerca e sviluppo sull’efficienza energetica, sulla transizione verso fonti fossili meno inquinanti e poi verso le rinnovabili.

LE NUOVE CASE IN MATERIALI RICICLATI

La realizzazione di cemento, ferro, alluminio, vetro e altri materiali da costruzione genera da sola il 10% dell’anidride carbonica immessa in atmosfera dall'uomo. A questo si aggiungono emissioni prodotte dal riscaldamento e condizionamento, dagli elettrodomestici e dalle apparecchiature elettriche. Secondo le stime della Ue, entro metà del secolo, dovrà essere realizzato il 46% del parco edilizio mondiale. Tuttavia, l’85% delle nuove abitazioni sarà realizzato nei paesi emergenti, oggi privi di vincoli legislativi sulla efficienza energetica delle case. Per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni prima della fine del XXI secolo sarà però necessario che tutti gli edifici nel mondo producano in proprio da fonti rinnovabili non solo l'energia che consumano ma anche quella necessaria per costruirli, mantenerli e smantellarli riciclandone i componenti.

RISCHI DAL COMMERCIO ONLINE: SERVONO NUOVI MODELLI DI PROSSIMITÀ

Come dimezzare le emissioni dovute alle auto oggi in circolazione? L’attuale rete di veicoli elettrici non risolve il problema: la loro elettricità viene generata per la maggior parte dalle centrali a carbone. I trasporti, inoltre, complessivamente richiedono altrettanta energia di quella consumata dal parco automobili. Uno studio dell’International Transport Forum mostra che il trasporto internazionale di merci su strada, ferrovia, rotte marine o aeree è in rapida espansione per via del boom del commercio elettronico e aumenterà del 300% entro metà del secolo. Di qui la necessità di un nuovo modello di movimento di persone e merci che permetta di razionalizzare i trasporti diminuendo il più possibile la distanza fra casa e lavoro, produzione e consumo, favorendo i collegamenti telematici rispetto agli spostamenti fisici.

SALVARE I BOSCHI DALL'AVANZATA DELLE COLTIVAZIONI

L’alimentazione di una popolazione mondiale in rapida crescita richiede l’aumento delle superfici coltivate o dedicate ad allevamenti e colture intensive. Ogni area sottratta al bosco ridurrà in modo corrispondente la capacità di assorbimento dell’anidride carbonica a opera delle piante che vi si trovavano, e questo corrisponde a diminuire la quantità catturata. Ridisegnare questo settore provocherà un forte impatto sul modello economico e alimentare di intere popolazioni modificandone lo stile di vita.

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