Stefano Mancuso profilo
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30 Ottobre Ott 2018 1812 30 ottobre 2018

Chi è Stefano Mancuso

Professore a Firenze, dirige il laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale. È stato inserito da Repubblica fra i 20 italiani che ci cambieranno la vita per le sue ricerche sulla comunicazione delle piante.

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Cinquantatre anni, origini siciliane, Stefano Mancuso è uno scienziato di prestigio mondiale. Professore ordinario all’università di Firenze, dirige il Linv (Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale) con sedi a Firenze e Kitakyushu, in Giappone. Nel 2012 è stato inserito dal quotidiano La Repubblica fra i 20 italiani che ci cambieranno la vita per le sue ricerche sulla comunicazione delle piante. Due anni prima, nel 2010, primo scienziato che lavora in Italia, è stato invitato a parlare in un Ted Global a Oxford. Basta ascoltarlo qui per capire la novità del suo approccio scientifico sull’intelligenza delle piante, che – a differenza di quanto si pensa – riescono anche a comunicare con il mondo: il funzionamento dell’apice di una radice di segale, tanto per fare un esempio, si basa su neuroni che rispondono agli impulsi nello stesso modo di quelli del nostro cervello. È vero che sono poche centinaia per apice, ma è anche vero che, nell’esempio, gli apici della radice sono lunghi 622 chilometri e coprono 237 metri quadrati. È soprattutto il loro concetto organizzativo che dovrebbe colpirci: siccome le piante non hanno un cervello inteso come organo unico, come l’abbiamo noi, si può eliminare il 90% della pianta ma l’organismo resta vivo. Dovremmo imitarle. Impossibile? No. Un’organizzazione decentrata, senza capi, era quella degli indiani Apache che – per questo motivo – per due secoli anni hanno resistito ai Conquistadores spagnoli e ne hanno impedito l’invasione negli attuali Usa. L’ultima conferma arriva dal World Economic Forum, che recentemente ha diffuso il suo rapporto: l’economia più produttiva e competitiva è quella della Danimarca, Paese che meglio di tutti ha diffuso i centri di potere e ha eliminato la burocrazia. «Un’organizzazione davvero democratica non è anarchica», spiega Mancuso, «è la salvezza per il genere umano. Come insegnano le piante».

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