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20 Agosto Ago 2018 1542 20 agosto 2018

Le ricadute occupazionali della nazionalizzazione di Autostrade

«La revoca della concessione non mette a rischio i dipendenti diretti. Ma i lavoratori delle controllate come Telepass e Punto Blu che fine farebbero?». Il segretario della Fit Cisl Diamante a L43.

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Dopo il drammatico crollo del viadotto Morandi, il cui cedimento ha provocato la morte di 43 persone, il futuro di Autostrade per l'Italia resta un gigantesco punto interrogativo. Dopo le prime schermaglie politiche sull'opportunità di revocare la concessione per la gestione della rete, negli intendimenti del governo Lega-cinquestelle ha preso corpo l'ipotesi, per alcuni ai limiti dell'impraticabilità, di una nazionalizzazione della società. Un'idea fortemente voluta dal M5s, rilanciata più timidamente dal vicepremier Matteo Salvini ma già bocciata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti. «Mi auguro che prima di fare determinate dichiarazioni, o di mettere in piedi qualsiasi ipotesi, i rappresentanti delle istituzioni abbiano pensato al futuro dei migliaia di lavoratori», ha detto a Lettera43.it Maurizio Diamante, genovese e segretario nazionale di Fit Cisl.

Bel riquadro, Maurizio Diamante, segretario nazionale Fit Cisl.

DOMANDA.Qual è secondo lei lo scenario più probabile per il futuro di Autostrade?
RISPOSTA. Per ora tutti navigano a vista. Stando alle notizie riportate tutti danno per scontato che sia Anas il nuovo soggetto a cui sarà data la gestione della rete. Ma, revoca della concessione o nazionalizzazione, in ogni caso dovremmo prima parlare col ministero dei Trasporti e con l'azienda.

Ci sono incontri in agenda?
Per ora nessuno. È giusto che si accertino le responsabilità penali, che paghi chi deve pagare ma poi bisogna capire come andremo avanti.

Cosa rischiano gli oltre 7 mila dipendenti di Autostrade per l'Italia qualora l'azienda venisse nazionalizzata o le fosse revocata la concessione?
Stando alle notizie riportate tutti danno per scontato che sia Anas il nuovo soggetto. In ogni caso la clausola sociale tutela i dipendenti diretti di Autostrade.

Quindi il loro posto di lavoro non è in pericolo?
Il loro, e il mio anche visto che sono un dipendente di Autostrade, no. Piuttosto c'è qualcun altro che non si sa che fine farebbe in caso di revoca della concessione.

Chi?
I dipendenti delle aziende collegate o controllate da Autostrade al 100% come Telepass, PuntoBlu, le società che si occupano di pulizie negli Autogrill, o Pavimental (che si occupa della manutenzione del manto stradale, ndr). Sono decine di imprese.

Di quante persone stiamo parlando?
Di un numero simile a quello dei dipendenti diretti: circa 5-6 mila persone. E poi c'è il problema della cosiddetta "Gronda", la nuova bretella autostradale che avrebbe dovuto alleggerire il peso del traffico di Ponte Morandi.

Ci spieghi...
Certo e da genovese questo è un tema che mi tocca direttamente. Il prolungamento della concessione che a fine anno avrebbe dovuto prolungare l'accordo dal 2038 al 2042 era legato alla realizzazione della Gronda a spese di Autostrade. Senza la concessione anche la bretella diventerebbe un grosso punto interrogativo: non si sa che fine farebbe o chi la pagherebbe. E anche questa mancata opera avrebbe delle importanti ricadute sull'occupazione.

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