110525165555 Vittorio Feltri

Torna a casa, Feltri!

Al Giornale Sallusti si prepara alla rentrée del suo mentore.

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Vittorio Feltri, fondatore di

Sarà un giugno pieno di sorprese quello del Giornale, quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi con sede in via Negri a Milano. Dopo gli affondi del direttore Alessandro Sallusti contro il Cavaliere in un'intervista a Vanity Fair di martedì 24 maggio, circola una voce clamorosa che potrebbe concretizzarsi a breve: Vittorio Feltri attuale condirettore a Libero potrebbe tornare in grande stile nel suo vecchio quotidiano. Con quale ruolo di preciso ancora non si sa: potrebbe essere alla direzione o come editorialista.
Al momento non c'è nulla di sicuro, ma a quanto pare Sallusti non avrebbe più voglia di occuparsi a tempo pieno del Giornale e allo stesso tempo Feltri non si starebbe divertendo con Maurizio Belpietro nel quotidiano che fondò più di 10 anni fa.
Non solo. Le quote di partecipazione nella società degli Angelucci sarebbero irrisorie, così almeno riferiscono alcuni addetti ai lavori, per questo motivo all'ex giornalista del Corriere della Sera piacerebbe riprendersi la sua scrivania in via Negri per traghettare il centrodestra nel dopo elezioni amministrative.
LO SFOGO A MEZZO STAMPA. Del resto, Sallusti, pur restando un fedele paladino del Cavaliere nell'intervista a Vanity Fair, non ha risparmiato critiche. E sulla débâcle della Moratti al primo turno delle amministrative ha detto: «I toni non c'entrano. Nessuno ha il coraggio di rinfacciarle la disfatta, eppure tutti nel partito sapevano che partiva dal 40%. Ha sbagliato Berlusconi a dare ai giudici dei brigatisti, a fare i comizi sotto il Palazzo di Giustizia». Quindi, si è sfogato Sallusti, «dicono che ècolpa del Giornale, dei falchi, della Santanché. Rispondo che sono ipocriti: perché se critichi Il Giornale, che sostiene le posizioni di Berlusconi, critichi il capo del partito».
L'AFFONDO A DONNA LETIZIA. Secondo l'attuale direttore de Il Giornale il passaggio di Milano al centrosinistra sarebbe ormai una facile previsione.«Secondo me la Moratti non ha nessuna speranza di vincere al ballottaggio». E spiega: «Sicuramente è un candidato debole. Negli ultimi sei mesi non ho incontrato una persona di centrodestra disposta a votarla. Ha visioni, penso all'urbanistica e all'Expo soprattutto, che la gente non capisce. Troppi cantieri non finiti, troppe cose fatte solo per le minoranze: le piste ciclabili, per esempio. Si era anche pensato alle alternative: Confalonieri era forse la più forte».
TURNOVER. Negli ultimi giorni erano circolate molte voci su un possibile cambio di direzione al Giornale. Sallusti era stato rimbrottato da Comunione e liberazione dopo gli affondi di settimana scorsa per la campagna elettorale della Moratti. E lo stesso Silvio Berlusconi aveva espresso qualche dubbio sul modo in cui veniva gestito il quotidiano. Martedì 24 maggio è stato il giorno decisivo. Dopo gli affondi di Sallusti, che rimarrà comunque vicedirettore secondo i rumors, Feltri potrebbe tornare via Negri per ricomporre l' accoppiata. Certo si parla anche di Mario Giordano e di Marcello Veneziani, oltre che di Piero Ostellino, uno dei primi nomi coircolati per il dopo Sallusti. Ma la persona giusta sembra proprio essere Feltri, che ridarebbe anche nuova linfa alla redazione.

25 Maggio Mag 2011 1000 25 maggio 2011
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