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ESTREMISMO
22 Dicembre Dic 2011 0841 22 dicembre 2011

Qui tira una brutta Area

Sul mensile vicino ad An l'ombra di cosche e neonazismo.

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Una copertina del mensile Area.

Rigurgiti neonazisti e un'area grigia della destra sociale vicina alla 'ndrangheta calabrese. C'è un certo imbarazzo da parte del sindaco Gianni Alemanno nell'affrontare due questioni che nelle ultime settimane lo hanno portato alla ribalta delle cronache nazionali, pur non essendo coinvolto legalmente in nessuna inchiesta.
Il filo che collega spettri neonazi e criminalità organizzata passa dalla rivista mensile e online Area, finanziata con contributi statali, diretta da Gabriele Marcone, il cui editorialista di punta è il direttore del Secolo d'Italia Marcello De Angelis.
L'ANELLO DI CONGIUNZIONE. Nelle ultime settimane il mensile, che sottotraccia si prefigge di unire la storica destra radicale dei nostalgici della Repubblica di Salò a quella moderata e sociale vicina al primo cittadino romano, è finito in prima pagina per due fatti di cronaca: la strage dei due senegalesi a Firenze del 14 dicembre a opera dell'estremista di destra Gianluca Casseri, frequentatore di Casa Pound più volte recensito da Area; e le inchieste sulla 'ndrangheta di Ilda Boccassini, che hanno portato in carcere il consigliere regionale calabrese del Popolo della Libertà Francesco Morelli vicino ad Alemanno.

Il killer di Firenze recensito sulla rivista

Gianluca Casseri

Casseri, revisionista di destra, aveva pubblicato vari saggi tra cui Chiave del Caos - il cui coautore è Enrico Rulli - che aveva ricevuto una recensione lusinghiera su Area a firma di Gianfranco De Turris, amico del killer suicida e segretario della Fondazione Julius Evola.
Il giornalista aveva descritto il libro con una frase che ora, alla luce dei fatti di Firenze, suona premonitrice: «Il viaggio, l’incontro pericoloso, la discesa agli inferi e la conseguente trasformazione dei protagonisti».
Sull'altro versante, quello vicino alla criminalità organizzata, va ricordato che Morelli è stato tra i fondatori e per molti anni uno dei sostenitori della rivista, proprio in virtù del rapporto di fiducia instaurato in questi anni con lo stesso Alemanno. A confermarlo sono le intercettazioni contenute nell'ordinanza di custodia cautelare del Gip Giuseppe Gennari.

I fondi pubblici per l'editoria aumentati nel 2010

Franco Morelli con il sindaco di Roma Gianni Alemanno.

La casa editrice di Area è Area Editoriale, una società cooperativa. Nel 2010, in base alla legge sull'editoria, come mensile di partito ha ricevuto finanziamenti dallo Stato per circa 350 mila euro. Si tratta di un bel salto in avanti rispetto al 2006, quando al governo non c'era il centrodestra di Silvio Berlusconi e di soldi pubblici ne aveva ricevuti «solo» 43 mila.
VIAGGIO NELLA DESTRA ITALIANA. Area editoriale, nata nel 2001, negli anni ha vissuto di riflesso i mutamenti interni al centrodestra. Nata come costola editoriale della corrente sociale di Alleanza nazionale, quella di Alemanno, ha attraversato gli anni della fusione con il Pdl, fino alla cacciata di Gianfranco Fini da parte del Cavaliere nel 2010.
Per questo motivo, sfogliare le copertine storiche equivale a compiere un viaggio nella destra italiana. Se nell'ottobre del 2005 il titolo di apertura era «Se Fini fosse premier», ora del presidente della Camera non c'è più traccia. Mentre si portano avanti le battaglie classiche del revisionismo storico, per esempio quella sulla strage di Bologna.
IL CUORE NERO DELLA RIVISTA. Ma non c'è solo politica dentro Area. C'è molta letteratura e tantissima musica. Del resto, De Angelis è leader e fondatore di uno dei gruppi storici della musica neofascista italiana. Stiamo parlando dei 270bis, che prendono il nome dall'articolo del Codice penale che punisce l'associazione eversiva. Lo stesso per cui fu condannato De Angelis negli Anni 80: il pezzo di punta della band è Cuore Nero.

De Turris, lo sponsor letterario di Casseri

Ma se Morelli, invischiato secondo i giudici milanesi negli affari poco puliti del clan 'ndranghetista Lampada almeno non si permetteva di collaborare culturalmente con Area, diverso è il caso di Casseri. L'esponente di Casa Pound ha in questi anni goduto della stima di De Turris, che è anche vicecaporedattore Cultura del giornale radio Rai.
I SAVI DI SION. Oltre a scrivere la recensione della Chiave del Caos sulla rivista, De Turris ha sponsorizzato Casseri anche per il libro l'Albero di Tolkien, edito da Bompiani, dove compare un racconto del killer di Firenze su Frodo Baggins.
Ma c'è di più. Sempre il giornalista Rai ha lodato il volume I Protocolli del Savio di Alessandria (Solfanelli), sempre a firma di Casseri. Opera nella quale il 50enne fascista contestava il libro di Umberto Eco Il Cimitero di Praga, definendo «autentici» i manoscritti utilizzati per sostenere la tesi del complotto ebraico internazionale.

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