Le Monde

Le Monde, dimissioni in massa dei caporedattori

Lasciano in polemica 7 caporedattori su 11.

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Le Monde.

Ma cosa sta succedendo nella redazione di uno dei quotidiani più prestigiosi del mondo e uno dei simboli dell'intellighentia progressista francese? Difficile capirlo con chiarezza. Di certo c'è il fatto che c'è stato un vero terremoto ai piani alti del giornale Le Monde, uno dei fari dell'informazione in Francia, anche se ultimamente la sua immagine s'è un po' appannata.
DIMISSIONI AI VERTICI. Sette caporedattori del giornale (su undici) hanno presentato martedì 6 maggio le dimissioni per contestare «importanti disfunzioni» e «l'assenza di fiducia e comunicazione» con la direttrice Natalie Nougayrède.
«Da diversi mesi abbiamo inviato molti messaggi d'allerta per segnalare importanti disfunzioni, come anche l'assenza di fiducia e comunicazione con la direzione, cosa che ci impedisce di svolgere il nostro ruolo», si legge in una nota che i dimissionari hanno spedito via mail a Nougayrède e a Louis Dreyfus, presidente del direttorio che è il consiglio che governa il giornale parigino.
NAVIGAZIONE A VISTA. Tra i principali motivi di attrito, il cambio della forrmula dell'edizione cartacea del più conosciuto quotidiano del pomeriggio d'Europa, inizialmente prevista per questa primavera ma poi rinviata a settembre.
Lo scontro riguarda anche la versione tablet e i piani di riorganizzazione interna con 57 posti di lavoro in gioco.
Nei giorni scorsi il sito di informazione on line Mediapart.fr ha parlato di un rapporto dei consulenti di Technologia, ufficio specializzato nella valutazione e prevenzione dei rischi professionali, che traccia un quadro severo della situazione all'interno di Le Monde con una «direzione che non dà risposte chiare e naviga a vista» e la sensazione «di un'organizzazione all'ultima spiaggia».
Nominata alla direzione de Le Monde nel marzo 2013, Nougayrède ha diffuso un comunicato in cui dice di «prendere nota» delle dimissioni collettive di cui parlerà con i colleghi.
LA VIGNETTA CENSURATA. Intanto la sua gestione è stata infastidita da un altro mini-scandalo. Il noto disegnatore umoristico Plantu, firma del giornale, aveva preparato una vignetta per la prima pagina del 6 maggio raffigurando il presidente francese François Hollande intento a sodomizzare una Marianna col berretto frigio, simbolo della repubblica.
Ma il disegno è stato ritenuto scioccante dalla direzione del giornale, che però aveva già diffuso un'anteprima della prima pagina (con la vignetta). Alla fine, nell'edizione in edicola, il disegno è rimasto con la figura di Hollande semplicemente cancellata.

7 Maggio Mag 2014 1300 07 maggio 2014
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