Squinzi,ora Boccia convincere sindacati
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1 Ottobre Ott 2016 1457 01 ottobre 2016

Sole 24 Ore, Squinzi si dimette

Il presidente del cda annuncia l'addio. Dopo solo sei mesi. Colpa del bilancio in rosso e delle polemiche del cdr.

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Cinque mesi. Tanto breve è stata l'avventura di Giorgio Squinzi alla presidenza del consiglio d'amministrazione del Solo 24 Ore.
L'ex leader di Confindustria, nominato alla guida del gruppo editoriale il 29 aprile 2016, ha infatti rassegnato le dimissioni.
VIA 5 CONSIGLIERI. E con lui se ne sono andati cinque consiglieri: Carlo Pesenti, amministratore delegato di Italmobiliare, Claudia Parzani, avvocato internazionale, Livia Pomodoro, ex presidente del tribunale di Milano e Mauro Chiassarini, amministratore delegato di Bayer Italia. Successivamente ha lasciato anche anche una sesta consigliera, Maria Carmela ColaiacovoColpa di un semestre disastroso e delle aspre polemiche da parte del comitato di redazione.
Le dimissioni sono state motivate da Pesenti, Pomodoro e Parzani con la «richiesta irrituale» arrivata da Confindustria sulla disponibilità a lasciare l'incarico. Sul futuro del quotidiano sono però arrivate le rassicurazioni del presidente degli industriali, Vincenzo Boccia. «È e sarà un asset fondamentale di Confindustria», ha sostenuto delineando un percorso che con «determinazione e serenità» riporterà i conti in utile.
ROSSO DI 50 MILIONI. Il Sole 24 Ore ha chiuso la prima metà dell'anno con una perdita netta di 49,8 milioni di euro che risente della svalutazione di imposte anticipate per 10,4 milioni di euro (contro una perdita di 11,7 milioni nel 2015).
I ricavi sono stati pari a 151,8 milioni, il margine operativo lordo negativo per 19,7 milioni e il risultato operativo negativo per 36,1 milioni.
Numeri che dovrebbero portare a un aumento di capitale e che hanno suscitato le reazioni veementi del cdr del Sole 24 Ore, di Radiocor, di Radio 24 e della Rsu dei poligrafici.
I SINDACATI: «FALLIMENTO SU PIÙ LIVELLI». I risultati semestrali, si legge in un comunicato congiunto, mostrano «un fallimento su più livelli» quali la «strategia», «la governance», e «la proprietà», e «l'emergenza obbliga a un ribaltamento totale della prospettiva: abbiamo bisogno di verità al posto della realtà parallela e di progettualità di lungo termine per costruire il futuro».
«Dall''ultimo miglio», hanno scritto le rappresentanze sindacali, «siamo passati all'orlo del baratro. Con la continuità aziendale improvvisamente a rischio. Come tutto questo sia stato possibile, come sia stato possibile compromettere a questo punto la solidità di un'offerta informativa che ancora è punto di riferimento nel dibattito pubblico, ci riserviamo di capirlo prima e di spiegarlo poi ai lettori che hanno il diritto di essere informati anche e soprattutto su tutto quello che ci/li riguarda».
CHIARIRE LE RESPONSABILITÀ. Il comitato di redazione ha quindi invocato che venga sciolto il nodo della «responsabilità della voragine certificata ieri dal consiglio di amministrazione, responsabilità da cercare a tutti i livelli, soprattutto quelli più alti, cui andranno chiamati tutti coloro che hanno gestito la società in questi anni di agonia».

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