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14 Febbraio Feb 2018 1532 14 febbraio 2018

Daria Bignardi racconta il cancro: «La chemio fa schifo, ma serve»

La giornalista e conduttrice in un'intervista: «Ho scoperto il tumore con la mammografia. Mi prendevano in giro per i capelli, ma non ho mai detto niente».

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La giornalista e conduttrice Daria Bignardi, ex direttrice di Rai3, ha raccontato di aver avuto un tumore in un'intervista rilasciata al settimanale Vanity Fair: «La chemioterapia fa schifo, ma serve. Non ho rimosso niente, ma ho elaborato tutto anche scrivendo questo libro». La scrittrice ha illustrato la genesi del personaggio di Lea Vincre, protagonista del suo nuovo romanzo Storia della mia ansia (Mondadori) che «non è un libro sulla malattia e non è un libro sul tumore, è una storia d'amore, e sul rapporto tra l'amore e l'ansia. Il cancro è soltanto un evento che lo attraversa».

LA SCOPERTA CON UNA MAMMOGRAFIA. «Bisognava che a questa donna innamorata e divorata da un'ansia atavica succedesse qualcosa di molto forte. Un evento importante che cambiasse il tessuto delle sue giornate e dei suoi pensieri. All'inizio pensavo a un incidente, poi mentre scrivevo mi sono ammalata. "Nessuno è più di buon umore di un ansioso, di un depresso o di uno scrittore quando gli succede qualcosa di grosso", ho scritto nell'aletta del libro. Qualunque cosa accada a uno scrittore, anche la più faticosa, lo troverà ad accoglierla con gli occhi illuminati perché attraversare un'esperienza forte è materiale per una storia», ha raccontato. Bignardi ha svelato di essersi accorta del tumore facendo una mammografia, un controllo di routine, appena terminata l'ultima stagione delle Invasioni barbariche.

«VOLEVO SOLO VOLTARE PAGINA». Confessa di non averne parlato prima perché «chi è ammalato considera la propria malattia il centro del mondo, ma anche se ho rispetto per chi sta soffrendo in questo momento, parlare pubblicamente della malattia in generale, o peggio ancora della mia, non mi interessa. Per tanti motivi: un po' per pudore, un po' per paura della curiosità o della preoccupazione degli altri, un po' perché quando guarisci volti pagina e non hai più voglia di parlarne ancora. Ho superato una malattia seria, ma al tempo stesso molto comune. Si ammalano milioni di donne, a cui va tutto il mio affetto»

LO STOP ALLA PARRUCCA. Le cure che hanno tenuto a bada il tumore le hanno causato la perdita dei capelli e hanno costretto Bignardi a presentarsi con quel look tanto criticato, taglio di capelli corti e nessuna tinta per coprire i capelli grigi: «Il giorno della nomina, quando c'è stata la conferenza stampa a Roma, avevo la parrucca. L'ho portata per diversi mesi, era molto carina, capelli identici ai miei, anzi più belli. Poi andando avanti e indietro in continuazione tra Milano e Roma, a gestire 'sta parrucca, a un tratto, non ce l'ho fatta più. Un bel giorno l'ho tolta dalla sera alla mattina e mi sono presentata al lavoro con i capelli corti e grigi che stavano ricrescendo sotto. Ma non ho dato spiegazioni, tranne che ai miei vicedirettori, coi quali eravamo diventati amici».

«LE CRITICHE NON MI HANNO TOCCATA». La giornalista ha detto anche di non essere rimasta ferita dalle critiche: «Sono vaccinata. Chiunque compare, soprattutto oggi, è oggetto di una tale massa di critiche che non bisogna esserne toccati davvero. In alcuni casi, le assicuro, mi dispiaceva per loro. Mi preoccupavo che rimanessero male se avessero saputo del cancro. Sono materna. E quindi rompiscatole. Vorrei fare da mamma a tutti».

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