Democrazia Digitale
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3 Marzo Mar 2018 1326 03 marzo 2018

Esiste una stanza per la democrazia nel futuro dell’era digitale?

Fake news, intrusioni informatiche, sorveglianza e profilazione di massa: come siamo arrivati a tutto questo senza che tutti i cittadini siano a conoscenza di ciò che accade alla loro copia digitale? Senza che abbiano votato per questo? L'e-book “Democrazia Digitale” curato da Barbara Carfagna.

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Esiste una stanza per la democrazia nel futuro dell’era digitale? Le fake news, infinitamente più potenti che nel passato, costruite e distribuite come armi di precisione, minano le ultime garanzie di un’informazione obiettiva ma questo è solo l’aspetto più visibile del problema. Intrusioni informatiche, intelligenza artificiale, sorveglianza e profilazione di masssa.

I SOCIAL NETWORK SOTTO ACCUSA E INCAPACI DI DARE RISPOSTE. I proprietari dei socialnetwork sono sotto accusa e hanno dimostrato di non saper gestire neanche loro le conseguenze dei comportamenti degli algoritmi. Le guerre non vengono più dichiarate ma ci sono, solo che seguono modelli finora ignoti e soprattutto invisibili a occhio nudo. Ad essere hackerata e manipolata in qualche modo sembra essere la nostra mente, la consapevolezza, la conoscenza, la coscienza.
Nell'e-book Democrazia Digitale -La seconda fase dieci autori, stimolati dalla curatrice Barbara Carfagna, distillano una goccia di consapevolezza nel caos che è sotto i nostri occhi e in cui probabilmente la politica dovrà navigare per almeno altri cinque anni prima di entrare in una fase più strutturati.

DALLA CINA ALLA GRAN BRETAGNA: SORVEGLIANZA E PROFILAZIONE DI MASSA. In Cina la combinazione tra riconoscimento facciale e un nuovo rating reputazionale che valuta i comportamenti dei cittadini (rilevati ovunque grazie a webcam e sensori) modificherà per sempre la condotta dei singoli, ridisegnandone la stessa identità; come già avviene (in parte e con benefici individuali rilevanti per tutti) a Singapore. Si assottiglia sempre di più la barriera tra pubblico e privato, che è stata alla base della nascita stessa della Democrazia. Tuttavia non c’è bisogno di andare oltreoceano. In Gran Bretagna nel 2016 è passato in sordina l’Investigatory Power Act, che permette alla polizia di accedere ai dati dei cittadini e alle tracce, ad esempio delle loro ricerche online, senza che siano neanche indagati. Anche se la Corte recentemente ha dichiarato il provvedimento illegale c’è da domandarsi: come siamo arrivati a tutto questo senza che tutti i cittadini siano a conoscenza di ciò che accade alla loro copia digitale? Senza che abbiano votato per questo? Senza che ci siano movimenti di cittadini a pretendere di sedere al tavolo quando governi e aziende tech prendono le decisioni? Soprattutto, continuando ad assistere a campagne elettorali basate su gossip e colpi ad effetto che distraggono dai veri temi che dovrebbero essere al centro del dibattito e che vengono invece discussi solo da una piccola élite senza che la massa dei cittadini ne intraveda la potenza?

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