Tempo di Libri, in aumento le scrittrici
Media
28 Aprile Apr 2018 1200 28 aprile 2018

Adei, cos'è e cosa rivendica la nuova associazione di editori

Dopo il divorzio da Aie, le sigle piccole e medie tengono a battesimo una nuova realtà. Obiettivi: combattere i canali preferenziali dei big e ridurre gli sconti massimi sui libri dal 15% al 5%.

  • ...

Gli editori indipendenti italiani sono al lavoro per formare una nuova associazione che li raggruppi: si chiama Adei e potrebbe vedere la luce probabilmente in occasione del Salone di Torino, in programma dal 10 al 14 maggio 2018.

IL DIVORZIO NEL 2011. Storicamente gli editori italiani sono rappresentati in Italia da Aie, l'associazione italiana editori che attualmente ha come presidente Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla presidenza del consiglio dal 2006 al 2008 e padre della legge sul prezzo dei libri del 2011. Da due anni però l'Associazione italiana editori non è più la casa di un nutrito gruppo di piccole e medie case editrici, che hanno scelto di sfilarsi dopo la decisione del Consiglio dell'associazione di non sostenere più il Salone del libro di Torino proponendo come alternativa un appuntamento a Milano - cioè Tempo di libri - di cui si è recentemente chiusa la seconda edizione. Lo scontro sui Saloni è stata l'elemento che ha fatto deflagrare lo scontro: da una parte i grandi a sostegno di Milano - città dove hanno sede Mondadori e Gems -, i piccoli a sostegno di Torino.

UNA FUSIONE A TRE. La nuova associazione dovrebbe nascere dalla fusione di tre realtà già adesso attive: Odei (osservatorio degli editori indipendenti), gli Amici del Salone di Torino che si sono costituiti a sostegno dell'evento piemontese, e Fidare, un'associazione che già adesso raggruppa piccoli editori. Dentro Adei, quindi, dovrebbe esserci E/O (l'editore di Elena Ferrante), Sellerio (la casa editrice di Camilleri), add editore, Iperborea, Lindau, Minimum Fax, Nottetempo, Nutrimenti, Sur e 66thand2nd, per citare i nomi più noti. Il numero totale però sarebbe molto più alto: stiamo parlando di diverse centinaia, essendo il mercato editoriale molto frammentato.

ANCORA IN COSTRUZIONE. Il condizionale è d'obbligo: Lettera43.it ha raggiunto tre diversi editori tra quelli sopra citati e tutti hanno confermato che da tempo si è al lavoro per costruire una nuova realtà e che, tuttavia, l'associazione non è ancora stata costituita. In una prima versione del programma del Salone di Torino Sandro Ferri, che insieme alla moglie guida E/O, era indicato come “presidente di Adei”. La dizione adesso è stata corretta in “rappresentante degli editori indipendenti”.

Ricardo Franco Levi, primo firmatario della legge che limita al 15% lo sconto sul prezzo di copertina dei libri.
ANSA

Secondo l'ultima indagine Aie, oggi i grandi gruppi editoriali - Mondadori, Gems, Feltrinelli, Giunti-Bompiani e Zanichelli - controllano il 53,8% del mercato. Mondadori, dopo la fusione con Rizzoli, da sola ha una quota del 29,3%. Con l'esclusione di Zanichelli, tutti questi gruppi hanno una caratteristica peculiare: sono editori di libri e, allo stesso tempo, proprietari di società di distribuzione e/o catene librarie. Questa integrazione garantisce loro un canale privilegiato per far arrivare più facilmente i propri titoli sugli scaffali delle librerie, soprattutto le catene, e questa differenza con i piccoli editori è uno dei motivi di attrito latenti.

CONCORRENZA DI AMAZON. I piccoli editori, d'altra parte, stanno molto lavorando con le librerie indipendenti per superare questo limite. Sullo sfondo c'è la concorrenza di Amazon che, sostengono da tempo i big - Marina Berlusconi in primis - costringe gli editori a grandi concentrazioni per far fronte a un mercato completamente mutato.

SCONTO MASSIMO: 5%. Non è un caso, quindi, che una delle prime richieste della neonata associazione potrebbe essere proprio la revisione della legge sui prezzi dei libri di cui è padre Levi e che impone uno sconto massimo del 15% (limite a cui per altro si può derogare per breve periodi di tempo e a condizioni molto stringenti). Abbassarlo al 5%, sostengono da tempo librerie ed editori indipendenti, sarebbe un modo per tutelare le realtà più piccole che non possono permettersi di praticare gli sconti praticati dai grandi. È dimostrato che i Paesi come la Francia, dove gli sconti non sono permessi, hanno mantenuto nel tempo una rete di piccole librerie che, invece, in Paesi come la Gran Bretagna, dove la vendita è completamente liberalizzata, sono state spazzate vie.

DUE INTERLOCUTORI? Diversi promotori della nuova associazione hanno specificato a L43 che Adei non nasce in contrapposizione all'Aie: «Non vogliamo fare un doppione». Tuttavia c'è un tema di referenti: oggi istituzioni pubbliche e governo fanno riferimento all'Aie quando si parla di politiche a sostegno della lettura. E domani? C'è anche un tema, più prosaico, di soldi. Aie, che ha una politica di grande trasparenza sul tema, ha pubblicato sul suo sito l'elenco dei contributi pubblici ricevuti nel 2017 per le sue attività: 198 mila euro complessivi ricevuti da MibAct, Regione Piemonte e Regione Lombardia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso