Unesco: Usa, fuori da fine 2018
3 Maggio Mag 2018 1610 03 maggio 2018

Giornata mondiale della libertà di stampa: le cose da sapere

Il 3 maggio ci celebra la liberà di informazione. Per l'Unesco tra il 2012 e 2016 sono stati uccisi 530 giornalisti. Mentre in Ue gli operatori dei media sono oltre un milione.

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Il giornalismo in tutto il mondo è sotto attacco, tra la polarizzazione politica e l'innovazione tecnologica che ha facilitato la rapida diffusione di discorsi di incitamento all'odio, misoginia e fake news, i quali spesso portano i governi ad adottare ulteriori restrizioni sulla libertà di espressione. L'allarme è arrivato dall'ultimo rapporto dell'Unesco World Trends in Freedom of Expression e Media Development Report, in occasione della Giornata mondiale per la libertà di stampa (proclamata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1993).

MORTI OLTRE 500 GIORNALISTI IN 5 ANNI. Dal 2012 al 2016 nel mondo sono stati uccisi 530 giornalisti, una media di due alla settimana, e solo in un caso su dieci viene fatta giustizia. «L'impunità per i crimini contro i giornalisti rimane la norma», ha affermato il dossier dell'agenzia Onu per l'educazione, la scienza e la cultura, precisando che nel 92% dei casi, i giornalisti uccisi erano reporter locali.

OLTRE 9 CRIMINI SU 10 IMPUNITI. Negli ultimi dieci anni invece, come ha detto il vice direttore generale dell'Unesco, Getachew Engida, «sono stati 800 i giornalisti uccisi, e di questi crimini circa 9 su 10 sono andati impuniti». «Siamo tutti d'accordo che non esiste democrazia senza libertà di espressione e non c'e' sviluppo senza democrazia», ha aggiunto. Inoltre, il numero di volte in cui è stato chiuso l'accesso a Internet è passato da 18 nel 2015 a 56 nel 2016, e sono aumentati anche blocchi e filtri.

AUMENTANO I CITTADINI CONNESSI. Nonostante i blocchi il pubblico che ha accesso a internet è aumentato, passando dal 34% della popolazione mondiale nel 2012 al 48% nel 2017. Il rapporto spiega che per una «serie di motivi, tra cui la sicurezza nazionale, i governi monitorano sempre più i media e chiedono anche il ritiro delle informazioni online, in molte circostanze non solo in relazione a discorsi di incitamento all'odio o contenuti che incoraggiano l'estremismo violento, ma pure in casi di legittimo posizionamento politico».

Lavoro, Eurostat: mezzo milione di giornalisti in Europa

Sono circa un milione le persone impiegate come autori, giornalisti o linguisti nell'Unione europea nel 2017. E quasi la metà di questi sono giornalisti (0,4 milioni di persone, ovvero lo 0,2% dell'occupazione totale). A riferirlo è Eurostat in occasione della giornata internazionale della libertà di stampa, precisando che rispetto a cinque anni fa, il numero di giornalisti nell'Ue è aumentato di 38 mila unità (o il +10%).

1,2 MILIONI DI LAVORATORI NEI MEDIA. Secondo l'istituto di statistica europeo, complessivamente, 1,2 milioni di persone (o lo 0,5% dell'occupazione totale) sono state impiegate in attività editoriali, come la pubblicazione di giornali, riviste e periodici, mentre circa un milione e mezzo (0,4 milioni, ovvero lo 0,2% dell'occupazione totale) sono state impiegate in altri attività di servizi di informazione, come elaborazione di dati, hosting di siti web o lavoro in agenzie di stampa.

BOOM DI GIORNALISTI IN ESTONIA E SVEZIA. La percentuale più alta di giornalisti è stata registrata in Estonia e Svezia (entrambi lo 0,5% dell'occupazione totale), davanti a Paesi Bassi, Finlandia e Germania (tutti superiori allo 0,3%). La Slovacchia e la Polonia erano all'estremo opposto (entrambi allo 0,1%), seguiti da Italia, Repubblica Ceca, Belgio, Francia, Ungheria e Lussemburgo. (tutti sotto lo 0,2%).

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