Manovra: canone Rai resta a 90 euro
VIALE MAZZINI
8 Maggio Mag 2018 1646 08 maggio 2018

Concorso Rai, continua la battaglia dei giornalisti idonei non assunti

Entro il 15 ottobre la graduatoria potrebbe non avere più valore. Il Comitato per la l'informazione pubblica chiede gli atti della prova. E chiede che l'azienda rispetti lo scorrimento e contenga i costi. 

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Concorso per giornalisti Rai, atto secondo. Continua la battaglia dei giornalisti risultati idonei alla selezione del 2015 fa ma che ancora non sono stati assunti. «Chiediamo che la Rai applichi la legge dello Stato, la legge di Bilancio 2018, e faccia scorrere fino a esaurimento la graduatoria 2015», ha scritto in un comunicato il Comitato per l’Informazione pubblica, fondato da oltre 100 giornalisti professionisti risultati idonei, chiedendo a Viale Mazzini l'accesso agli atti della prova.

UNA SELEZIONE MERITOCRATICA. «Da un triennio ormai dialoghiamo con l’azienda», ricorda il Comitato, «per far valere quello che è un nostro diritto, così come dimostrato anche dal parere pro veritate redatto per noi dal professor Gianluca Maria Esposito, ordinario di Diritto amministrativo all’Università di Salerno. La Rai nel 2015 ha fatto una selezione meritocratica, abbandonando procedure meno trasparenti, e ha stilato una graduatoria di 392 professionisti selezionati da una Commissione prestigiosa, presieduta da Ferruccio de Bortoli, e risultati in possesso dei requisiti di idoneità, accertati attraverso prove di concorso riguardanti giornalismo televisivo, radiofonico, web e social, oltre che colloqui in lingua straniera e psicoattitudinali».

IL LIMITE DEL 15 OTTOBRE. In un primo momento l'azienda aveva espresso l'intenzione di assumere 100 professionisti, saliti poi - come affermato davanti alla commissione parlamentare di Vigilanza - a 196 (201 con gli ex aequo) entro il 15 ottobre 2018. Entro questa data però, secondo la Rai, la graduatoria «cesserà di avere valore». Secondo il Comitato però «le leggi e una giurisprudenza unanime vincolano l'azienda al dovere di contenere i costi delle procedure selettive, mediante lo scorrimento delle graduatorie fino a loro progressivo esaurimento». Il Comitato ricorda poi che «il comma 1096 della legge di Bilancio 2018 ha attribuito all'azienda il compito di “avviare, in un'ottica virtuosa di risparmio a medio-lungo termine, immissioni in organico di figure al livello retributivo più basso, attingendo in primis al personale idoneo inserito nelle graduatorie 2013 e 2015».

L'EQUIPARAZIONE CON LA PA. Non a caso, l’ordinanza del Consiglio di Stato n. 001191/2018 ha ribadito che, per quanto riguarda il personale addetto al servizio pubblico, la Rai, prosegue il comunicato, «è equiparata in tutto e per tutto alla Pubblica Amministrazione, il che fa sorgere l’obbligo di assumere per concorso e di prorogare le relative graduatorie fino al loro tendenziale esaurimento». «Sono tre anni che ci comportiamo in modo responsabile», conclude il Comitato. «Se la Rai non ci darà risposta entro i termini dovuti e se, peggio ancora, tornerà a metodi di assunzione meno trasparenti, faremo valere i nostri diritti in ogni modo».

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