Stampa Estera Processo 120214145340
Aggiornato il 09 maggio 2018 9 Maggio Mag 2018 1500 09 maggio 2018

Liti, accuse e spaccature nell'Associazione stampa estera a Milano

Una parte dei soci lascia in polemica con il consigliere delegato Spannaus, già membro del movimento estremista americano di LaRouche. «Mi attaccano per il mio libro su Trump», dice a L43. La storia.

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Soci in uscita, commissariamenti, battaglie a colpi di regolamenti e, sullo sfondo, le critiche nei confronti del presidente della sezione milanese per la sua militanza passata in una delle associazioni dell'estrema destra americana più controverse, quella che fa capo all'economista Lyndon H. LaRouche. C'è subbuglio nell'Associazione della stampa estera, anno di fondazione 1912 e, stando a quanto dichiarato nel sito, «al giorno d’oggi la più grande organizzazione di corrispondenti esteri nel mondo»

CONTRO LA NOMINA DI SPANNAUS. Abituati a occuparsi delle notizie che riguardano altri, gli associati non hanno poi gran voglia di raccontare quanto sta succedendo a Milano, dove dopo otto mesi di commissariamento e battaglie a colpi di regolamento una parte dei soci aderenti alla sezione Alta Italia, soprattutto tedeschi, hanno deciso di uscire dall'Associazione contro la nomina a consigliere delegato di Andrew Spannaus.

Contestano al nuovo numero uno di non avere i titoli per essere eletto, ma sullo sfondo le accuse sono politiche: Spannaus, infatti, ha scritto per lunghi anni su Executive Intelligence Review, ovvero l'organo di stampa principale di un movimento internazionale che fa capo a LaRouche e che spesso e da più parti è stato accusato di antisemitismo e di indugiare in tesi cospirazioniste.

BUSH E OBAMA NEL SUO MIRINO. Secondo LaRouche il mondo sarebbe in mano a un'oligarchia finanziaria che fa capo alla Gran Bretagna. Altri suoi obiettivi polemici sono la famiglia Bush (secondo un libro pubblicato da Eir avrebbe avuto un ruolo determinante nell'ascesa al potere di Hitler), Barack Obama, paragonato a Hitler per la sua riforma sanitaria, e la Regina Elisabetta II, accusata in un'intervista di spaccio di droga.

Da diversi anni sono uscito per divergenze dal Movimento internazionale per i diritti civili-solidarietà, l'associazione italiana vicina al movimento di LaRouche

Andrew Spannaus

Spannaus è socio dell'Associazione della stampa estera da 21 anni ed è stato segretario di Movisol, acronimo che sta per Movimento internazionale per i diritti civili-solidarietà, e che è l'emanazione italiana del movimento di LaRouche.

IL PADRE NEI GUAI COL FISCO. «Sono uscito per divergenze da diversi anni», spiega a Lettera43 .it, «il mio lavoro in questa associazione verteva su due temi: la riforma del sistema finanziario internazionale attraverso la separazione bancaria e l'importanza di investimenti pubblici per rilanciare l'economia». Tra parentesi c'è un altro Andrew Spannaus in questa storia: è il padre dell'attuale presidente del circolo milanese ed è stato il coordinatore legale di LaRouche in persona. Quando LaRouche è stato condannato a 15 anni di galera per frode al fisco - era il 1989 e l'economista si era già candidato tre volte alla Casa Bianca -, fu coinvolto anche Spannaus senior, che subì una condanna a cinque anni.

Lyndon H. LaRouche.

Comunque: nel 2017 Spannaus si candida e vince le elezioni per consigliere delegato del circolo milanese, ma il voto è stato annullato perché Spannaus era l'unico candidato e il regolamento dice che ce ne devono essere due. La sfidante, infatti, si sfilò all'ultimo minuto, secondo alcuni per far fallire il voto.

CHIESTO IL TRASFERIMENTO A ROMA. Fatto sta che l'Associazione fu commissariata per otto mesi da Roma. «Ma al termine», ricorda Spannaus, «la mia iscrizione è stata ritenuta valida». Spannaus si è ripresentato alle elezioni e, a marzo del 2018, ha vinto. A questo punto, però, una decina di soci hanno deciso di sfilarsi, dimettendosi o chiedendo il trasferimento dell'iscrizione all'Associazione di Roma. In molti casi si tratta di soci tedeschi, Paese dove il movimento di LaRouche è fortemente contestato per il suo presunto antisemitismo. Le dimissioni dovrebbero essere presentate a breve.

UN PROBLEMA DA 200 MILA EURO. In tutto questo c'è anche un problema di soldi. Una dipendente dell'Associazione a Milano si è rivolta a un avvocato chiedendo 200 mila euro in una controversia di lavoro riguardante mobbing e lamentando di aver svolto compiti non previsti dal suo contratto. Nell'ipotesi che l'Associazione sia colpevole, chi paga? Al momento i bilanci della sezione Alta Italia sono all'esame degli uffici di Roma. Sarebbe un controllo di routine, ma non è chiaro se in questo specifico caso tale controllo sia stato sollecitato o meno da alcuni soci.

Mi criticano perché sono un giornalista indipendente che parla di temi che non piacciono a qualcuno. Ma questo non ha niente a che fare con la gestione dell'Associazione

Andrew Spannaus

I fuoriusciti, intanto, si sono organizzati in una nuova realtà che si chiama Foreign press incontri. Si trovano al Camparino e organizzano, appunto, incontri con personalità come l'economista Marco Fortis o Leoluca Orlando. Spannaus nel frattempo si difende: «Mi criticano perché sono un giornalista indipendente che parla di temi che non piacciono a qualcuno. Ma questo non ha niente a che fare con la gestione dell'Associazione».

HA PREVISTO L'ONDATA TRUMP. Spannaus è tra l'altro autore di Perché vince Trump, un libro pubblicato in Italia da Mimesis edizioni e che in un certo senso ha “previsto” l'affermazione del milionario americano e l'ondata populista. A giugno del 2017 ha poi pubblicato, sempre per Mimesis, La rivolta degli elettori: «La questione», recita la quarta di copertina, «è se i governanti saranno in grado di rispondere in modo efficace alle istanze di quella larga fetta di popolazione lasciata indietro dalla globalizzazione economica e finanziaria».

CONTROVERSIE SUL POPULISMO. Sarebbero queste sue posizioni, fa capire Spannaus, ad averlo reso inviso a parte dei fuoriusciti che, da parte loro, sembrano piuttosto puntare il dito sui legami con il chiacchierato LaRouche. Le controversie su trumpismo e populismo, di questi tempi, sbocciano dove meno te le aspetti.

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