Carlo Freccero Tg2 Rai Nomine Consiglio Amministrazione
Media
12 Luglio Lug 2018 1205 12 luglio 2018

Freccero sulla Rai: «Non voglio cancellare nessun telegiornale»

Il consigliere, in corsa per un nuovo mandato, smentisce a Lettera43.it l'intenzione di voler sostituire il Tg2 delle 20.30 con un talk show. Sullo sfondo la partita dei futuri vertici della tivù pubblica.

  • ...

«Sono un consigliere in scadenza. Replicherò appena finisce il mio mandato, ma le confermo che non voglio cancellare nessun tg... anzi». Carlo Freccero risponde così a Lettera43.it alle polemiche che hanno fatto seguito al suo intervento al Festival di Spoleto. Cosa aveva detto il professore? «Il Tg2 delle 20.30 è esangue. Mi piacerebbe fosse sostituito con un approfondimento affidato a Paolo Mieli, che ha la capacità e la cattiveria che ci vogliono per recuperare gli ascolti perduti». Da lì è partito un piccolo (ma mica tanto piccolo) putiferio.

«NUOVE OCCUPAZIONI» IN ARRIVO?

«Il consigliere Rai in quota M5s Freccero vuole chiudere il Tg2 delle 20.30: inizia così la nuova Rai targata Salvini-Di Maio? Con la chiusura dei telegiornali? Peggio dell'editto bulgaro. Dichiarazioni vergognose da chi è amministratore dell'azienda. Presidente Fico che ne pensa?», ha attaccato su Twitter il deputato renziano del Pd Michele Anzaldi.

Quasi in contemporanea sono arrivati i comunicati del Cdr del Tg2 e dell'Usigrai. Il secondo particolarmente puntuto: «Dov'era il consigliere Freccero, tra i dirigenti alla guida della Rai di questi anni, quando venivano erosi gli spazi informativi del Tg2? Perché parlarne ora con il cda in imminente scadenza in tempi che hanno il sapore dello scaricabarile, delle ricollocazioni o, peggio, della preparazione del terreno a nuove occupazioni?».

I NOMI IN CORSA PER LA DIREZIONE GENERALE

Già. Perché sullo sfondo la partita è quella del rinnovo dei vertici della televisione pubblica. Il 18 luglio il parlamento è chiamato a eleggere i quattro consiglieri di sua competenza. E il 19 luglio i dipendenti Rai sceglieranno il proprio rappresentante (leggi anche: Quando si nomina il cda della Rai 2018). Ma fonti interne all'azienda, contattate da Lettera43.it, sono certe che il vero nodo, cioè l'accordo nella maggioranza sul nome del futuro ad/direttore generale, verrà sciolto prima: «Se non si mettono d'accordo sul direttore generale, tutto il resto è fuffa». Le stesse fonti non esitano quindi a parlare di «totale subordinazione del parlamento alle scelte del governo, frutto della riforma del 2015 voluta da Renzi e che entra pienamente in vigore a partire da quest'anno». Per la direzione, secondo quanto risulta a Lettera43.it, i nomi in pole restano due e sarebbero entrambi "portati" dal M5s: Fabio Vaccarono, Country manager di Google per l'Italia, sponsorizzato in particolare dalla Casaleggio Associati. E poi Fabrizio Salini, ex direttore di La7 e prima ancora di Sky Uno, che piacerebbe soprattutto a Luigi Di Maio (leggi anche: Chi è Fabio Vaccarono, papabile direttore generale della Rai).

FRECCERO NON SI ESPONE SULLA PRESIDENZA

E per la presidenza, invece? In virtù della riforma del 2015, la nomina del presidente del consiglio di amministrazione della Rai viene fatta dal cda stesso nell'ambito dei suoi membri, e diventa efficace dopo l'acquisizione del parere favorevole, espresso a maggioranza dei due terzi, della commissione parlamentare di Vigilanza. Freccero sarebbe interessato a tale ruolo? O in alternativa, chi vedrebbe come più adatto? Il consigliere, in scadenza ma in corsa per un nuovo mandato, preferisce non esporsi ulteriormente: «Per favore, non è il momento di parlare. Tocca ad altri decidere. Se vengo eletto le dirò».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso