Marcello Foa
Aggiornato il 31 luglio 2018 27 Luglio Lug 2018 1440 27 luglio 2018

Chi è Marcello Foa, candidato presidente della Rai

Giornalista milanese, ha diretto nel 2010 il sito web del quotidiano Il Giornale. Poi è passato al Corriere del Ticino. Il cda ha dato l'ok, ma Forza Italia potrebbe affossarlo in commissione di Vigilanza.

  • Daniele Ferri
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Marcello Foa.

Il giornalista milanese Marcello Foa è stato scelto dal governo M5s-Lega per ricoprire il ruolo di nuovo presidente della Rai. Per assumere l'incarico dovrà ottenere il via libera della commissione di Vigilanza, convocata per mercoledì primo agosto, a maggioranza dei due terzi. E in quella sede Forza Italia ha minacciato di affossarlo. Intanto, però, martedì 31 luglio, il cda di viale Mazzini ha dato il suo ok alla nomina di Foa per la presidenza. La consigliera Rita Borioni, in quota Pd, ha votato contro. Mentre Riccardo Laganà, consigliere eletto dai dipendenti della tivù pubblica, si è astenuto (leggi anche: Chi è Giampaolo Rossi, il sovranista di riserva). Via libera del cda anche alla nomina di Fabrizio Salini amministratore delegato.

FOA ASSUNTO DA MONTANELLI

Foa, classe 1963, ha diretto nel 2010 il sito web del quotidiano Il Giornale. Nel 2011 ha abbandonato l'incarico per diventare direttore generale del gruppo editoriale svizzero Timedia Holding SA e del Corriere del Ticino, il più importante quotidiano della Svizzera italiana, controllato da una fondazione che dal 1891 ha come mandato la difesa della libertà di stampa e del pluralismo. Assunto nel 1989 da Il Giornale di Indro Montanelli, Foa si è subito occupato di Esteri seguendo il processo di unificazione tedesca. È stato poi inviato regolarmente a Mosca, dove ha documentato il crollo dell’Unione sovietica e le fasi successive (leggi anche: Accordo nel governo per i nuovi vertici della Rai).

Nella seconda metà degli Anni 90 ha seguito il processo di creazione della moneta unica europea e le trattative per l’adesione dell’Italia all’euro. Specializzatosi nel corso del tempo come analista di geopolitica, dal 2014 Foa è inoltre vicepresidente di Asimmetrie, associazione italiana per lo studio delle asimmetrie economiche fondata e presieduta dal professor Alberto Bagnai, eletto al Senato con la Lega di Matteo Salvini.

I RETWEET SULLE ONG

Foa è molto attivo anche su Twitter. Il 17 e il 19 luglio ha ritwittato i cinguettii di Francesca Totolo, l'influencer che al quotidiano La Stampa ha detto di essere finanziata da CasaPound e che ha scritto il post che ha contribuito a diffondere la fake news sullo smalto della migrante Josepha, salvata dalla Ong Open Arms (leggi anche l'intervista su La Stampa: Chi è l'autrice del post sullo smalto di Josepha). Di seguito i due tweet di Totolo rilanciati da Foa, e quello in cui Totolo stessa accusa La Stampa di aver virgolettato «frasi che non ho mai detto».

E LA QUERELA AL SETTIMANALE L'ESPRESSO

Foa, inoltre, ha deciso di querelare il settimanale L'Espresso, che tramite la sua persona aveva ipotizzato l'esistenza di un collegamento tra i partiti Lega e M5s e il gruppo cui fa capo il Corriere del Ticino. Nell'inchiesta di Vittorio Malagutti sulla rete dei sovranisti europei, il settimanale aveva raccontato i rapporti tra Foa, il mondo leghista, quello pentastellato e le voci di Putin in Italia. Sulla sua pagina Facebook, il nuovo presidente Rai non manca di segnalare i suoi interventi da opinionista per Russia Today, la tivù via satellite in lingua inglese controllata dal governo di Mosca.

L'INTERVISTA AL CORRIERE DEL TICINO

Poco dopo la nomina, Foa ha rilasciato un'intervista al Corriere del Ticino, che è stata pubblicata il 28 luglio. «Ora volto pagina, con l'intento di rinnovare la Rai e di riportarla al suo vecchio splendore, non solo giornalistico ma di contenuti in generale», ha spiegto, «ho sempre ammesso di essere soprattutto un giornalista, di avere questa meravigliosa professione nel sangue e d'ora in poi questa mia passione verrà esercitata ancora di più, ma per permettere ai colleghi della Rai di lavorare nel migliore dei modi». Tutto è avvenuto «all'improvviso», ha detto ancora Foa, «la sera del 26 luglio sono stato contattato da Roma e mi è stata chiesta la disponibilità a ricoprire un incarico molto prestigioso in Rai, verisimilmente quello di presidente. Non era ancora una proposta ufficiale, ma un sondaggio di disponibilità oltre a un attestato di stima nei miei confronti. Pensavo che la cosa avrebbe necessitato di tempo, come è prassi in questi casi, con colloqui e negoziati. Invece la mattina del 27 luglio, per il mio stupore, mi è giunta una telefonata nella quale mi si comunicava che c'era consenso unanime sul mio nome e che sarei quindi stato proposto al Consiglio dei ministri. Ho dovuto decidere sui due piedi. Sono onorato per come si è sviluppata la vicenda, ma anche colpito e un po' frastornato».

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