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17 Agosto Ago 2018 1545 17 agosto 2018

Il lobbista di domani? Un vero e proprio Campaign Manager

Ecco come cambia la professione ai tempi dei social network.

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Quali sono i fattori che oggi determinano l’agenda politica e istituzionale? I metodi e modelli dell’azione politica e della comunicazione sono cambiati al punto di imporre una ridefinizione totale dei meccanismi di decisione all’interno delle arene di policy? Dagli scenari internazionali in cui si parla di troll che attraverso i social network influiscono nelle campagne elettorali fino all’emersione di una discussione generale sui prodotti contenenti Cannabis Light sono tutti esempi di cronaca, anche politica, che quotidianamente ci dimostrano che sì, i paradigmi – soprattutto comunicativi - sono cambiati, le regole del gioco anche. Sarebbe fin troppo facile ricorrere al, tutto sommato confortevole pensiero, dei poteri forti e delle forze complottiste. In realtà il quadro è molto più complesso di quanto sembra. A fare la differenza è la strategia e la gestione degli strumenti con cui enti, imprese e organizzazioni difendono e promuovono i propri interessi e i propri temi all’interno delle arene in cui si definiscono le decisioni. Se l’improvvisazione è da sempre il peggior nemico di un lobbista, da oggi i nemici sono ancora di più e più agguerriti di prima.

TRA I PARLAMENTARI L'80% È SU FACEBOOK, IL 66% SU TWITTER

Nel nuovo parlamento eletto a seguito delle elezioni dello scorso 4 marzo più dell’80% dei suoi componenti è presente su Facebook, il 66% su Twitter, il 45% su Instagram e il 40% su Youtube. Nei social network elencati sono oggi presenti oltre 34 milioni di cittadini, dove oltre il 40% di questi utilizza i social network per informarsi ed esprimere la propria opinione politica, quotidianamente (fonte analisi MR&Associati Comunicazione). I social media funzionano quindi come una cassa di risonanza chiusa al mondo esterno, in cui ciascuno di noi tende a sentire le stesse opinioni fino a vedere un mondo a propria immagine e somiglianza, mentre tutto ciò che non si conforma ai nostri gusti semplicemente scompare, trattenuto dal filtro che lo separa dalla nostra bolla personale.

Anche se non ne siamo realmente consapevoli infatti, gli algoritmi del web - capaci ormai di prevedere le nostre scelte e i nostri gusti - tendono a filtrare tutte le informazioni provenienti dal mondo esterno, facendoci arrivare solo ciò che si conforma alle nostre opinioni, ai nostri gusti, alle nostre idee politiche Anche la democrazia ne risente, rendendo queste bolle decisive nella competizione elettorale così come nelle decisioni politiche. Non si ha più un pubblico indistinto a cui rivolgersi, ma bolle, echo chamber e “sciami digitali” che influenzano i meccanismi di formazione del consenso e dunque i contenuti delle arene decisionali. Non solo la politica, infatti, ma tutti quanti tendiamo a polarizzarci e vivere dentro una bolla, perdendo la percezione di opinioni alternative e rafforzando progressivamente la propria visione delle cose.

COME CAMBIA LA FIGURA DEL LOBBISTA

Uno scenario, questo, che presenta dinamiche di complessità del tutto nuove e in cui anche le azioni di lobbying e relazioni istituzionali necessitano di essere rafforzate da attività mirate ad ottenere il coinvolgimento e la costruzione di una base di stakeholders capaci di legittimare i temi di interesse. Evolve così – necessariamente – anche la figura del lobbista. Chi in questo terreno opera da anni – come Fabio Bistoncini, fondatore nel 1996 di FB&Associati - sa bene che da tempo il mestiere non è più come prima. Audizioni parlamentari, emendamenti e notti in commissione Bilancio non spariranno, ma rappresenteranno solo l’ultimo miglio di una strategia che per essere vincente deve partire da più lontano se vuole essere davvero efficace.

Chi in questo terreno opera da anni sa bene che da tempo il mestiere non è più come prima

Come? Un mix chirurgico di campagne e strategie di advocacy, quello che si propone di fare FBBubbles, il nuovo hub di competenze lanciato da FB&Associati per fornire consulenza strategica integrata in ambito advocacy e reputation management, in collaborazione con MR&Associati Comunicazione, società con consolidata esperienza in web reputation e digital strategy. Campagne integrate di advocacy multi-stakeholder, web reputation e media affairs, oltre ad un’attenta definizione dei messaggi per contrastare – sul lungo periodo - la resistenza delle bubbles, promuovendo e difendendo i legittimi interessi anche all’interno delle nuove arene di policy, dove i social network hanno modificato le regole del gioco, ridefinendo le dinamiche del sistema mediatico e i processi di determinazione delle priorità delle agende politiche ed istituzionali.

«In questi 22 anni di attività nel settore del lobbying e del public affairs, FB&Associati è stata un osservatore diretto e privilegiato dei profondi cambiamenti istituzionali del Paese. Da sempre, riteniamo il sistema della rappresentanza degli interessi un prezioso stimolo al funzionamento del processo democratico. È per questo che ora nasce FB Bubbles: Think Campaign! perché sentiamo la necessità di affiancare le aziende, le associazioni e gli enti nello sviluppo di campagne per far emergere e governare efficacemente le proprie issue all’interno delle nuove arene di formazione delle opinioni che sempre di più impattano nella formazione dell’agenda istituzionale»

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