Giornale Sciopero
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4 Settembre Set 2018 1830 04 settembre 2018

Perché Il Giornale sciopera il 5 settembre

Per la prima volta nella sua storia il quotidiano fondato nel 1974 da Montanelli non esce in edicola. L'azienda ha proposto un piano di solidarietà per tre anni con tagli del 30% agli stipendi.

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Per la prima volta nella sua storia il Giornale, quotidiano fondato nel 1974 da Indro Montanelli e di proprietà della famiglia Berlusconi dal 1979, non esce in edicola il 5 settembre 2018. La redazione è in sciopero dopo l'annuncio da parte dell'azienda della volontà di presentare un piano che prevede la formula della solidarietà con tagli medi del 30% agli stipendi dal primo gennaio 2019 e per tre anni. Lo sciopero è stato approvato all'unanimità dall'assemblea dei giornalisti che hanno giudicato inaccettabili le intenzioni dell'editore. Quello del 4 settembre è il primo giorno di sciopero all'interno di un pacchetto di tre giorni dato in consegna al Comitato di redazione (Cdr).

IL COMUNICATO DEL CDR DE IL GIORNALE SULLO SCIOPERO

«L'assemblea di redazione de il Giornale ha deciso all'unanimità di scendere in sciopero contro il piano di tagli annunciato oggi dalla società editrice. Domani il quotidiano fondato da Indro Montanelli non sarà in edicola. L'utilizzo dello strumento dei contratti di solidarietà, nella misura annunciata, è di una entità senza precedenti e incompatibile con la qualità del quotidiano. Lo sciopero immediato è una decisione sofferta ma inevitabile davanti a un'azienda che non propone alcun piano di rilancio editoriale ma scarica sulle spalle dei redattori, cui vengono prospettati sacrifici intollerabili, il peso di una crisi che riguarda l'intero settore dell'editoria. A mesi di richieste di chiarimenti sullo stato dei conti e sulle prospettive di rilancio si è risposto con dichiarazioni tranquillizzanti, clamorosamente smentite dall'annuncio odierno. I giornalisti de il Giornale sono pronti a fare la loro parte ma certamente non nella misura abnorme ipotizzata dall'azienda. L'assemblea ha dato mandato al Cdr per la prosecuzione della trattativa decidendo fin d'ora, se necessarie, altre due giornate di sciopero».

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