Dazn Come Funziona Disdire
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8 Settembre Set 2018 1200 08 settembre 2018

Tutte le spine di Dazn, tra disservizi e faro dell'Antitrust

Anche durante la terza giornata di Serie A diversi utenti si sono lamentati. Mentre spunta la grana Authority. L'avvocato Brunelli a L43: «Ecco le istruzioni per disdire l'abbonamento».

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Dazn, la "Netflix del calcio", avrebbe dovuto rivoluzionare il modo in cui gli italiani seguono la Serie A, invece, almeno finora, ha soprattutto fatto arrabbiare un bel po' di tifosi, messo sul piede di guerra le associazioni a tutela dei consumatori e allarmato persino le Autorità Antitrust e di Agcom, con la prima che ha già avviato una istruttoria. Al fischio di inizio del campionato, insomma, i problemi non sono mancati e in molti ora vogliono stracciare l'abbonamento.

1. CHI È MISTER DAZN: RITRATTO DELL'UCRAINO BLAVATNIK

Dietro Dazn, la piattaforma che offre in streaming un pezzo di Serie A, c'è la britannica Perform Group, nata nel settembre 2007 attraverso la fusione di due aziende: Premium TV Limited, una rete di eventi sportivi, e Inform Group, un'agenzia per i diritti sportivi digitali. Il principale azionista di Perform è il magnate ucraino Leonard Blavatnik. Con un patrimonio stimato di oltre 15 miliardi di sterline (pari a circa 17 miliardi di euro), Blavatnik è il 50esimo uomo più ricco al mondo. È lui ad avere le chiavi di Access Industries che si espande dal settore tecnologico (con Deezer, Yelp, Snapchat, Spotify e Zalando) alle risorse naturali, senza disdegnare quello immobiliare con decine di hotel di lusso dall'Asia all'Europa e il mercato dei media e delle telecomunicazioni. In questo campo l'oligarca ucraino è molto attivo soprattutto in Israele (possiede un terzo di Rge, cui fanno capo Sport Channel, Channel 10 e Noga Communication) e in Russia (ha la maggioranza di Amedia, la società che detiene i diritti esclusivi per la trasmissione delle serie televisive di Hbo, galline dalle uova d'oro del calibro de I Soprano, Il Trono di Spade, Boardwalk Empire, The Young Pope).

L'Antitrust ha avviato una istruttoria su Sky e Dazn

Quanto alle società del gruppo Perform, inclusa Dazn, sono oggetto di attenzione, da un lato, l'enfasi data al "quando vuoi, dove vuoi", che farebbe intendere al consumatore di poter utilizzare il servizio ovunque si trovi, omettendo le limitazioni tecniche che potrebbero impedirne o renderne difficoltosa la fruizione; dall'altro, i messaggi che indicherebbero la possibilità di poter fruire di un " mese gratuito" di offerta del servizio "senza contratto", mentre in realtà il consumatore stipula un contratto per il quale è previsto il rinnovo automatico, con conseguente esigenza di esercitare l'eventuale recesso per non rinnovarlo.

2. IL PRECEDENTE IN CANADA NEL 2016: PROBLEMI TECNICI E PROTESTE

Quanto sta accadendo in Italia ha un precedente. Già nel 2016 in Canada la piattaforma streaming sembrò fare il passo più lungo della gamba. A farne le spese fu il National Footbal League. Anche allora si verificarono non pochi problemi tecnici, cui seguirono scuse, periodi di prova, la rabbia dei tifosi (non a caso è nato proprio in Canada l'account Twitter, ancora parecchio attivo, “Dazn Sucks” che raccoglie tutte le lamentele degli utenti) e tutto culminò col ritorno in televisione di alcune partite. Rispetto a quanto accadde in Canada, però, la situazione italiana offre problematiche in più. La principale riguarda i sospetti sul fatto che la piattaforma streaming Dazn abbia fatto cartello con il suo principale avversario, Sky, al fine di tenere alti i costi dei servizi offerti a discapito degli utenti. Per questo, l'Antitrust ha avviato due istruttorie per appurare se siano state poste in essere pratiche commerciali scorrette e ci siano violazioni dei diritti dei tifosi italiani.

3. LA LENTE SUGLI SLOGAN PROMOZIONALI: IL CLAIM DELLA DISCORDIA

Sotto la lente di ingrandimento del Garante della concorrenza sono finiti anche i modi tramite cui Dazn si è presentata ai consumatori italiani. Nella nota dell'Antitrust, infatti, si legge: «Sono oggetto di attenzione sia l’enfasi data al claim “quando vuoi, dove vuoi”, che farebbe intendere al consumatore di poter utilizzare il servizio ovunque si trovi, omettendo le limitazioni tecniche che potrebbero impedirne o renderne difficoltosa la fruizione, sia i messaggi che indicherebbero la possibilità di poter fruire di un “mese gratuito” di offerta del servizio “senza contratto”, mentre in realtà il consumatore stipula un contratto per il quale è previsto il rinnovo automatico, con conseguente esigenza di esercitare l’eventuale recesso per non rinnovarlo».

Sempre l'Autorità sottolinea che «l’iscrizione per la fruizione gratuita del primo mese comporta l’automatico addebito dell’importo per i mesi successivi, in quanto il consumatore, creando l’account, darebbe inconsapevolmente il proprio consenso all’abbonamento al servizio, dovendosi attivare per esercitare il recesso e quindi evitare gli addebiti automatici. Tali comportamenti potrebbero integrare distinte pratiche commerciali scorrette in violazione degli articoli 21, 24 e 25 del Codice del Consumo, presentando sia profili di ingannevolezza rispetto alle informazioni comunicate dal professionista in merito alle caratteristiche tecniche di fruibilità del pacchetto e alle modalità di adesione all’offerta, che profili di aggressività, in quanto il professionista potrebbe aver esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori che, accettando l’offerta per fruire gratuitamente il primo mese del servizio, potrebbero subire un addebito automatico quale conseguenza della sottoscrizione inconsapevole di un contratto».

4. LE PAROLE DI DAZN: IMPEGNO A DIMEZZARE IL BUFFERING TIME

Se da un lato Dazn ha scelto la Gazzetta dello Sport per rimarcare il proprio impegno a ridurre i disservizi («Il nostro obiettivo è migliorare giornata dopo giornata l'esperienza dei nostri clienti»), garantendo il dimezzamento del buffering time medio (vale a dire il tempo necessario per il caricamento dei dati che, se troppo elevato, provoca problemi di lag, cioè latenza, che possono manifestarsi sia come immagine impastata sia con significativi cali di frame-rate fino ad arrivare al freezing dell'immagine), dall'altro è stato sufficiente fare un giro su Twitter durante Parma-Juventus per leggere ancora centinaia di tweet di utenti inferociti.

5. COME CANCELLARE L'ABBONAMENTO: LE ISTRUZIONI DELL'AVVOCATO

Mentre le principali associazioni a tutela dei consumatori sono già pronte a dare battaglia (l'Unc sta raccogliendo proprio in questi giorni le adesioni degli utenti insoddisfatti per ottenere il risarcimento con lo slogan “la partita finisce quando l'arbitro fischia, non quando lo decide il segnale”, Altroconsumo ha avviato una petizione per chiedere un altro mese gratuito in più), Lettera43.it si è rivolta a un legale per chiedere delucidazioni sulla possibilità di recedere dal contratto. «Sia negli spot pubblicitari sia nel sito internet di Dazn appare più volte l'indicazione "puoi disdire quando vuoi, con un semplice clic"», dice l'avvocato Andrea Brunelli del Foro di Genova. «Vi è però un po' di confusione sull'utilizzo dei termini recesso e rescissione, che nel nostro ordinamento giuridico ha un preciso significato, esplicitato negli articoli 1447 e 1448 del Codice civile».

Spiega il legale: «È possibile esercitare la rescissione (non intesa in senso codicistico) in qualsiasi momento, cliccando sul tasto "cancella abbonamento": non verranno ovviamente rimborsati i canoni già versati ma da quel momento cesseranno sia i pagamenti sia la visione, senza costi aggiuntivi. Sostanzialmente è una forma di disdetta del contratto, un recesso legale nei casi di somministrazione di un servizio a tempo indeterminato (come nel caso di un abbonamento pay tv)». «Vi è poi un diritto di "recesso", da esercitare entro 14 giorni dalla stipulazione del contratto, senza la necessità di fornire motivazioni», conclude Brunelli. «Per esercitare tale diritto occorre inviare una comunicazione a un indirizzo del Regno Unito, anche utilizzando un modulo precompilato che dovrebbe essere reperibile online. Verosimilmente se attuato nei primi 14 giorni di visione gratuita, questo diritto di recesso dovrebbe permettere al consumatore di non pagare alcunché». Queste strade potranno essere percorse da tutti coloro che ritengono lesi i propri diritti di consumatori, stanchi di dover aspettare l'esultanza del vicino che segue la partita via radio per capire chi abbia segnato.

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