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10 Novembre Nov 2018 1057 10 novembre 2018

Sole24Ore, si va verso le richieste di rinvio a giudizio

ESCLUSIVO. I pm hanno chiuso le indagini e preparano le richieste di rinvio a giudizio. Nell'inchiesta sono indagate 10 persone, tra cui gli ex vertici del gruppo Napoletano, Treu e Benedini.

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Si va verso una serie di richieste di rinvio a giudizio nell'ambito dell'inchiesta sui conti del gruppo Sole 24 Ore. Secondo quanto appreso da Lettera43.it, la Procura di Milano ha comunicato la chiusura delle indagini ed è rponta a chiedere il rinvio a giudizio di alcuni indagati. Si chiude così il primo lungo capitolo di una inchiesta che ha mosso i primi passi nel marzo del 2017, con le perquisizioni della Guardia di Finanza, e che nel settembre dello stesso anno ha visto i pm chiedere una proroga per le indagini. Complessivamente, risultano indagate per false comunicazioni sociali e appropriazione indebita da circa 3 milioni di euro 10 persone, tra cui (solo per false comunicazioni sociali) l'ex presidente del gruppo Benito Benedini, l'ex amministratore delegato Donatella Treu e l'ex direttore del quotidiano Roberto Napoletano. Al centro dell'indagine, una presunta fittizia sottoscrizione di decine di migliaia di abbonamenti digitali.

AGLI EX VERTICI VIENE CONTESTATO IL REATO DI FALSE COMUNICAZIONI SOCIALI

Nello specifico, agli ex vertici e a Napoletano viene contestato il reato di false comunicazioni sociali, perché avrebbero rappresentato «fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione economica» e, in particolare, sui «ricavi» connessi alla vendita delle copie digitali, ma anche di una parte «significativa di copie» cartacee finita «dritta al macero». Secondo le indagini effettuate dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, sarebbero state fatte figurare presunte vendite «false», tramite una società inglese, di copie digitali, oltre 100 mila in totale, con le quali si sarebbe «veicolato un messaggio largamente positivo sull'andamento economico» del Sole 24 Ore, mentre la «situazione effettiva» era caratterizzata da «gravi anomalie».

PER SETTE INDAGATI L'ACCUSA È DI APPROPRIAZIONE INDEBITA

Appropriazione indebità è invece l'accusa che è stata mossa agli altri indagati: tra loro figurano Stefano Quintarelli, deputato dei Civici-Innovatori ed ex direttore dell'area digitale del quotidiano, il fratello e imprenditore Giovanni Paolo Quintarelli, l'ex direttore finanziario del gruppo Massimo Arioli, l'ex direttore dell'area vendite Alberto Biella, il commercialista Stefano Poretti e Filippo Beltramini, direttore di una controllata di Di Source Limited, la società inglese che si occupava degli abbonamenti digitali.

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