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12 Novembre Nov 2018 1114 12 novembre 2018

Avviso di sfratto al Corriere: Allianz punta alla sede di via Solferino

Il gruppo assicurativo ha offerto a Blackstone, che affitta gli uffici al quotidiano, due volte e mezzo la cifra che il fondo aveva pagato a Rcs per l'acquisto del palazzo. Cosa che ha mandato Cairo su tutte le furie.

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Il Corriere della Sera e il suo editore Urbano Cairo si trovano di fronte una sgradita sorpresa: la prestigiosa sede storica di via Solferino è entrata nel mirino del gruppo Allianz, interessato ad avere un piede nel centro di Milano, segno che evidentemente non si accontenta dell'imponente grattacielo nel quartiere CityLife. Il colosso assicurativo è in trattativa con il fondo Blackstone, proprietario dell'immobile che affitta gli uffici al Corsera, per una cifra tra i 250 e i 300 milioni di euro. Ovvero due volte e mezzo il valore al quale era stato venduto dal gruppo Rcs alla fine del 2013. All'epoca in molti avevano parlato di svendita, dovuta alle ristrettezze economiche di Rizzoli Corriere della Sera e alla necessità di fare cassa.

DA BLACKSTONE A RCS 120 MILIONI

Contestualmente alla cessione del palazzo per 120 milioni di euro, il quotidiano aveva firmato un accordo per continuare a occupare in affitto la parte più antica del palazzo (dove per un canone di 2 milioni all'anno rimangono i giornalisti del Corriere), il Blocco 3 (affittato a 1,7 milioni) e quella di via San Marco (a 6,1 milioni l'anno).

La sede del Corriere.

«La decisione di vendere il palazzo storico di Via Solferino è un atto folle dal punto di vista finanziario e uno sfregio inaccettabile all’identità del Corriere della Sera», era stata la protesta del comitato di redazione, «il risultato è un danno permanente allo stato patrimoniale del gruppo, un’iniziativa che concede solo un sollievo transitorio e apparente ai conti, ma che peserà nel medio-lungo periodo».

IL POSSIBILE TRASFERIMENTO

Se l'intenzione di Allianz è quella di un trasferimento di parte degli uffici del centro, la redazione potrebbe vedersi costretta a fare gli scatoloni per andare a raggiungere i colleghi della Gazzetta dello Sport nella sede di via Rizzoli a Crescenzago. Cosa che a Cairo, che di risparmi e tagli dei costi ha sempre fatto una professione di fede, non dovrebbe dispiacere. Quello che invece gli dispiace, e molto, è che la più prestigiosa e simbolica società del gruppo sia trattata ora a un prezzo superiore del doppio a quello cui solo quattro anni fa fu venduta.

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