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21 Novembre Nov 2018 2149 21 novembre 2018

Per Blackstone l'arbitrato di Rcs su via Solferino è «un ricatto»

Cairo sostiene che la vendita della sede del Corsera al fondo d'investimenti nel 2013 sia «nulla». E il colosso Usa ha risposto facendo causa al gruppo editoriale per interferenze nella trattativa con Allianz.

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La sede storica del Corriere della Sera di via Solferino è di nuovo al centro della contesa. Rcs se la vuole riprendere dichiarando nulla la cessione a Blackstone del 2013 e i fondi americani, che dopo cinque anni stavano per portare a termine la vendita ad Allianz, hanno denunciato il gruppo editoriale e aperto una causa davanti alla Corte suprema di New York chiedendo, oltre al ritiro delle pretese, danni per un minimo di 500 mila dollari. Allo stesso tempo, il presidente Urbano Cairo ha aperto un arbitrato a Milano per annullare il contratto di cinque anni fa. Il gigante Usa non ha gradito la mossa di Cairo. «Il tentativo di Rcs di annullare la vendita», hanno dichiarato fonti vicine a Blackstone alla Reuters, «è una montatura e nient'altro che un ricatto».

Nel 2013, ricorda il documento depositato presso il Tribunale di New York dal fondo di private equity, i fondi americani avevano acquistato gli immobili (un portafoglio immobiliare composto da via San Marco e via Solferino) per complessivi 120 milioni di euro e poi li avevano riaffittati alla stessa Rcs. Due anni dopo Rcs ne ha lasciato libera la maggior parte e Blackstone dichiara di aver «investito ingenti fondi nella ristrutturazione, e poi attratto nuovi affittuari per portare le sue proprietà a piena occupazione». «Dopo aver incrementato il valore delle proprietà negli ultimi cinque anni (durante i quali Rcs non si è mai lamentata della transazione del 2013)», si legge sulla memoria del fondo Usa, «Blackstone ha cercato un acquirente e recentemente è arrivata una lettera di interesse da parte di Allianz Real Estate».

«DANNI ECONOMICI E REPUTAZIONALI»

I querelanti «erano sulla strada giusta per chiudere l'operazione quando il presidente Cairo ha dichiarato 'nulla e vuota' la transazione del 2013 denigrando Blackstone e interferendo con la vendita ad Allianz». I fondi definiscono «false e maligne» le dichiarazioni, che hanno portato Allianz a non voler più andare avanti con l'operazione fino a quando Rcs non ritirerà le sue pretese. «La cattiva condotta di Rcs ha già provocato danni sotto forma di spese legali e di altro tipo», denuncia Blackstone, e se dovessero perdere l'opportunità di vendere gli immobili «i danni causati da Rcs, sia economici che reputazionali, aumenteranno esponenzialmente».

Dopo indiscrezioni del 10 luglio su un accordo in vista per 250 milioni di euro, il 13 luglio, tre giorni dopo, «Rcs ha inviato una lettera firmata da Cairo in cui dichiarava nulla la transazione a causa, secondo Rcs, della condizione finanziaria di Rcs al tempo della transazione del 2013 e di uno squilibrio tra i termini e le condizioni e i benefici e i ritorni tra le parti», dichiara Blackstone. «Il timing non è stata una coincidenza, sapevano che Blackstone era vicina alla vendita e la lettera era quindi un modo spurio, malevolo ed estorsivo, e chiaramente mirato a diffamare e interferire con l'operazione».

BLACKSTONE CHIEDE I DANNI

Dopo aver chiesto numerose volte a Rcs di ritirare la sua dichiarazione l'8 novembre Blackstone ha preannunciato che avrebbe avviato una causa a New York per chiedere un risarcimento. In risposta il 9 novembre Rcs ha avviato un arbitrato a Milano chiedendo l'annullamento dell'operazione del 2013. «È chiaro che un arbitrato è un modo inadeguato e insufficiente» di risolvere la questione. Ora Blackstone chiede che il tribunale americano imponga a Rcs «una dichiarazione che la transazione del 2013 è valida e non nulla e vuota» e vuole inoltre «una compensazione per i danni subiti a causa della condotta di Rcs che ha interferito in modo maligno e calunnioso con gli sforzi di Blackstone e le aspettative di completare la vendita dei loro interessi negli immobili».

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