fake-news-adoc-social-network Agcom
LA FABBRICA DEL VERO
28 Novembre Nov 2018 1400 28 novembre 2018

Chi sono i veri responsabili della diffusione delle fake news?

All'evento Adoc "Consumaker" si parla di disinformazione. Tutti puntano il dito contro i social ma i veri colpevoli sono altri. Da certi giornalisti ai partiti. E nessuno sembra rendersene conto. 

  • ...

Sono all'assemblea Adoc 2018, intitolata Consumaker, il futuro è nelle mani dei consumatori. L'invito che mi è stato fatto dall'Associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori è stato molto gradito, si tratta di un'occasione importante per raccontare la mia esperienza di blogger e fact checker. Tra il pubblico dell'Auditorium Antonianum di Roma ci sono tantissimi studenti del liceo e si parla di fake news...Prima di me è intervenuta Chiara Ferrari di Ipsos. i nostri due interventi erano complementari, a dimostrazione che se si studia la materia alla fine le conclusioni sono le stesse: la colpa della larga diffusione delle notizie false e della disinformazione non è della Rete, ma delle tanti "fonti" che in Rete vengono diffuse. Fake che non sono spacciate solo sul web ma anche, spesso e volentieri, da testate nazionali, da blog con alle spalle fondi infiniti legati a case editrici o magari da partiti politici.

IL FACT CHECKING FINE A SE STESSO SERVE A POCO

Perché ve lo dico? Bè in questi giorni è uscito lo studio Agcom a firma Walter Quattrociocchi sullo stato dell'informazione in Rete. Lo studio ripete cose già sentite, le spiega in maniera più approfondita ed è sicuramente corretto. Ma non fornisce nuovi strumenti che ci permettano di contrastare la disinformazione. Insomma, è l'ennesimo studio che dimostra come il fact checking fine a se stesso serve a poco. Bene, ma non benissimo. All'evento di Adoc partecipa anche Agcom e ciò che sento onestamente mi preoccupa.

IL WEB NON È COLPEVOLE

Il commissario Agcom Antonio Martusciello ha passato 20 minuti a spiegare come regolamentare la Rete, come mettersi a tavolino con Facebook e studiare nuove regole. Ma come, cacchio, Agcom deve occuparsi di comunicazione, perché parliamo di Facebook? Perché non dire che le informazioni diffuse su Facebook sono state create da soggetti ben precisi che sfruttano gli algoritmi? E che Facebook di suo non è colpevole se ci sono soggetti che diffondono bufale? Questi soggetti spesso e volentieri hanno un nome e cognome, spesso hanno una testata alle spalle. Sono loro che vanno sanzionati, non i social network. Pensiamoci, le bufale esistono da sempre, 30 anni fa avremmo multato il bar dove venivano diffuse? No, ovviamente, la colpa non è del barista che si occupa di farci trovare un locale accogliente e buon caffé, la colpa è degli avventori che arrivano al bar proprio per poter diffondere le proprie sciocchezze.

Onestamente sentire questo genere di proposte mi fa venire i brividi. Come mi fa venire i brividi sentire una giornalista dire che «l'errore capita, d'altronde siamo uomini». Certo che l'errore capita, ma può capitare a me blogger non pagato da nessuno. Nella verifica dei fatti non può capitare a un giornalista pagato per informare. Il mestiere del giornalista deve basarsi sulla verifica dei fatti. Certo che si può sbagliare, certo che si può incappare in un errore ma deve essere qualcosa di minuscolo e rarissimo.

«SIAMO UMANI» NON È UNA GIUSTIFICAZIONE

Giustificarsi con un «siamo esseri umani» è sciocco. Lo spazzino che non pulisce la strada alla terza o quarta volta che non fa il suo lavoro viene licenziato. Il giornalista che racconta bugie (e ne conosciamo tanti) può addirittura essere un nome di punta di un giornale. Nessuno lo caccia, spesso nemmeno viene sanzionato. Ho provato a chiedere il perché al commissario di Agcom presente tra i relatori e la questione mi è stata ribaltata come una frittata: mi è stato detto che le regole esistono, che andrebbero rispettate, e che l'unica cosa che resta da fare è crearne di nuove per regolamentare i social. La bolla è grossa. Tra i relatori l'unica con cui riesco a confrontarmi è proprio Chiara Ferrari. Tutti gli altri sono perfettamente in linea con chi considera la disinformazione qualcosa di piccolo, giustificabile, innocuo. Tutti in linea con l'attacco ai social, tutti in lina col chiedere nuove regole per Google e Facebook. Nessuno che vada dritto il punto e cioè che punti il dito contro chi crea la disinformazione. Sembra che siano tutti innocenti...E a me cascano un po' le braccia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso