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Massimo Russo ha lasciato il digital di Gedi per Hearst

Per il giornalista in passato a l'Espresso, Wired e La Stampa un ruolo di responsabile digitale Western Europe. Risponderà a Giacomo Moletto.

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Giro di poltrone nel mondo dell'editoria. Massimo Russo ha detto addio alla direzione della divisione digitale di Gedi, il gruppo editoriale de la Repubblica e La Stampa. Lo attende un ruolo di responsabile digitale Western Europe in Hearst. E risponderà a Giacomo Moletto, amministratore delegato di Hearst Magazines Italia, che nel frattempo è diventato chief executive officer Western Europe del gruppo. La scelta di Russo è dettata dalla volontà di avere maggiore visibilità internazionale, soprattutto con gli Stati Uniti.

UN PASSATO TRA L'ESPRESSO, WIRED E LA STAMPA

Russo per 10 anni dal 1991 ha lavorato all'interno del gruppo L’Espresso. Fu nel 1999 tra i fondatori di Kataweb. È stato direttore del mensile Wired Italia dal 2013 al 2015 e successivamente condirettore del quotidiano La Stampa di Maurizio Molinari. Dal luglio del 2016 era diventato direttore generale della divisione digitale di Gedi. Quando lavorava a La Stampa è stato l'ultimo giornalista a intervistare il guru del Movimento 5 stelle Gianroberto Casaleggio prima che morisse. Ha scritto Eretici digitali con Vittorio Zambardino, un saggio sull’incontro tra giornalismo e società digitale.

VOCI SULLA CESSIONE DEL GRUPPO GEDI

A fine novembre 2018 si è parlato molto di una cessione del Gruppo Gedi da parte della famiglia De Benedetti. L’interessato che potrebbe comprare la Repubblica e La Stampa sarebbe Daniel Křetínský, 43enne imprenditore ceco di Brno. Il gruppo viene valutato intorno ai 300 milioni di euro. Sotto la sigla Gedi ci sono anche Il Secolo XIX e le testate Finegil, i periodici (oltre a l'Espresso, Limes, Micromega e le Science), le radio (Deejay e Capital), le attività televisive.

13 Dicembre Dic 2018 1030 13 dicembre 2018
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