Denuncia Sole 24 Ore Business Media
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11 Gennaio Gen 2019 1644 11 gennaio 2019

Dal Sole 24 Ore denuncia contro ignoti per l'affare Business Media

ESCLUSIVO. L'operazione del 2014 fu oggetto di polemiche per la scelta di un acquirente che aveva imposto condizioni più gravose. E che aveva tra i suoi clienti l'allora numero uno di Confindustria, Squinzi.

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Una denuncia-querela contro ignoti è stata presentata a fine novembre 2018 da Giuseppe Cerbone, amministratore delegato de Il Sole 24 Ore, sulla vendita del ramo d'azienda Business Media a Tecniche Nuove spa nel gennaio del 2014, ceduta alla cifra simbolica di 1 euro, ma con una dote economica importante, pari a poco meno di 11 milioni di euro. La nuova dirigenza del gruppo vuole vederci chiaro: perché il ramo d'azienda non è stata ceduto a soggetti - che pure c'erano - che offrivano condizioni più vantaggiose? Continua così l'operazione di controllo ed eventuale rivalsa rispetto alla precedente gestione, dopo la decisione di valutare la fattibilità di un'azione di responsabilità contro l'ex direttore Roberto Napoletano, Benito Benedini e Donatella Treu. La questione della cessione di Business Media, peraltro, sarebbe già stata sotto la lente della procura di Milano, che a novembre ha chiuso le indagini per false comunicazioni e aggiotaggio e che con ogni probabilità porteranno a processo gli stessi Napoletano, Benedini e Treu.

Roberto Napoletano e Giorgio Squinzi.
Ansa

La vicenda riguardante l'acquisto e poi la cessione delle testate tecniche e specializzate è, nel migliore dei casi, una Caporetto economica per il gruppo di Via Monte Rosa. Rilevate tra il 2006 e il 2007 per la cospicua cifra di 40 milioni di euro, sono diventate un buco nero bruciando valore dal 2008 in poi. Nel 2009 sono state ristrutturate dopo una svalutazione di asset immateriali per 11 milioni, ma l'emorragia è proseguita fino alla cessione decisa nel 2013-2014. Nella vicenda, già di per sé critica, si è inserita la variabile della scelta di un acquirente non particolarmente generoso, una questione già da tempo contestata alla dirigenza, tra gli altri, dal giornalista (che adesso collabora con il Fatto Quotidiano) Nicola Borzi. In sintesi: Il Sole 24 Ore era da mesi in trattativa con una società, Lswr, che proponeva di rilevare il ramo d'azienda a zero euro con una dote di 3-4 milioni di euro che, al raggiungimento di determinati obiettivi, sarebbe stata in parte restituita al gruppo Sole 24 Ore. L'operazione era già stata presentata in consiglio di amministrazione, anche se ancora doveva essere finalizzata. All'improvvviso, però, è spuntato un secondo potenziale acquirente che, a differenza del primo, presentava una proposta "prendere o lasciare".

IL COSTOSO BLITZ DI "TECNICHE NUOVE"

La seconda proposta, che poi è quella che è stata accettata, è stata di Tecniche Nuove, società che fa capo a Ivo Nardella, morto nel gennaio del 2018. Era decisamente meno conveniente: la dote, infatti, saliva a oltre 10 milioni. Perché quindi è stata preferita? La ragione sostenuta dall'allora presidente de Il Sole 24 Ore era che si trattava di realtà finanziariamente più solida: Via Monte Rosa, insomma, sarebbe stata più tutelata perché più improbabile che sorgessero criticità nei 12 mesi successivi, cosa che avrebbe fatto scattare oneri anche a carico de Il Sole 24 Ore stesso. Effettivamente Lswr era allora appena nata, ma era pur sempre fondata da un manager, Giorgio Albonetti, con una lunga esperienza nel settore dell'editoria specializzata, per altro sviluppata proprio in Tecniche Nuove, dove era stato direttore editoriale. Di Tecniche Nuove, invece, si può dire che allora la società era in regime di solidarietà e contava, tra i suoi clienti, anche la Mapei di Giorgio Squinzi, a capo di Viale dell'Astronomia dal 2012 al 2016. Sia New Business Media sia Lswr, a cinque anni di distanza, sono entrambe pienamente operative. Ma questo, ovviamente, si può dire solo con il senno di poi. Per Il Sole 24 Ore la vicenda si è risolta con circa 60 milioni di euro andati in fumo.

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