Rolling Stone Chiude

Rolling Stone chiude l'edizione cartacea

La pubblicazione vive online, redazione allegerita. Per l'editore la scelta è dovuta alle esigenze del mercato pubblicitario, ma solo sei mesi prima aveva ingaggiato Massimo Coppola per rilanciare il mensile.

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Rolling Stone chiude l'edizione cartacea in Italia: l'anticipazione di Selvaggia Lucarelli, che ha diretto il sito della rivista nel 2018, è stata confermata dall'editore Luciano Bernardini de Pace con una intervista a Primaonline. L'editore precisa che «Rolling Stone non chiude ma si evolve per seguire dove va il mondo: il sito ha 2,5 milioni di utenti unici, 435mila follower su Facebook e 231mila su Instagram. Questi sono i numeri che indicano qual è la strada. Il mercato pubblicitario oggi chiede il digitale ed è un’opportunità che secondo me va presa senza esitazioni».

A DICEMBRE SI ERA CHIUSO IL RAPPORTO CON L'EDITOR IN CHIEF

Al 31 dicembre, con la fine del contratto a tempo determinato, si erano chiusi i rapporti tra l'azienda e Giovanni Robertini, editor in chief dell'edizione cartacea, che aveva annunciato il suo addio dopo due anni e mezzo con un post su Istagram. Non rinnovati altri due contratti, più altri due licenziamenti. Ma allora non ci fu nessuna comunicazione ufficiale sulla fine dell'edizione cartacea, arrivata invece adesso dopo l'anticipazione della Lucarelli. Lucarelli, a sua volta, si era licenziata in polemica con l'editore. «Le ragioni (delle dimissioni, ndr.) sono molteplici e hanno a che fare col mio modo di intendere il giornalismo, la libertà di opinione, il rispetto per chi lavora, quello tra colleghi ma anche col desiderio di fare finalmente qualcosa di mio» aveva scritto su Twitter. Rimane invece in carica Alessandro Giberti, che guida l'edizione online.

La chiusura del cartaceo è stata un fulmine a ciel sereno tenendo conto del fatto che solo pochi mesi prima, a giugno, l'editore aveva ingaggiato Massimo Coppola come direttore editoriale e supervisore anche del sito. Un ritorno in grande stile che sembrava dovesse preannunciare a un rilancio deciso della testata: Coppola aveva già diretto la pubblicazione tra il 2015 e il 2016, quando poi lasciò l'incarico per lavorare in Rai. Nell'intervista a Primaonline, l'editore esclude che alla base della scelta di chiudere il cartaceo ci fossero problemi economici: «In edicola vendeva tra le 17mila e le 20mila copie, c’erano 3mila abbonamenti, all’Alitalia davo 8mila copie da distribuire in business class e 2mila per le lounge».

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11 Gennaio Gen 2019 1456 11 gennaio 2019
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