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Teresa De Santis e una carriera vissuta tra Lega e Pci

La direttrice di RaiUno si scaglia contro Baglioni a difesa del governo. Dietro la sua nomina il benestare della Lega. Malgrado i trascorsi a il manifesto e le simpatie dalemiane. Il ritratto.

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Dicono che da giovane avesse una smodata adorazione per Rossana Rossanda. Cresciuta al Manifesto, alla scuola di Valentino Parlato, Teresa De Santis ha percorso il lungo viale che dalle simpatie per il Pci l'ha portata alle stanze del conservatorismo per antonomasia, quelle di viale Mazzini. Oggi si mormora che abbia già posto il veto al Baglioni ter dopo le dichiarazioni del direttore artistico del Festival di Sanremo, finito nel mirino di social e politica per le dichiarazioni sui migranti rilasciate in conferenza stampa all'Ariston.

UNO SCUDO CONTRO LE POLEMICHE ANTI-GOVERNATIVE

La direttrice di RaiUno, alla sua prima uscita pubblica, è apparsa visibilmente scocciata da quello che lei stessa, in un lettera recapitata a Dagospia, ha definito il «solito comizio», in doveroso ossequio al governo gialloverde per averle assegnato la carica numero uno della rete ammiraglia e più che mai indispettita dall'ipotesi che nella Città dei fiori possa farsi largo un moto d'opinione avverso alle politiche salviniane. «Dal momento della mia nomina a direttore di RaiUno», ha detto De Santis, «ho scelto di lavorare in silenzio; perdere tempo a chiacchierare, secondo il mio modo di vivere e pensare, non dimostra serietà. A quanto pare è impossibile, nel clima avvelenato del nostro Paese».

Il Teatro Ariston.

UNA SCELTA BEN VISTA DAL CARROCCIO

Non ci sta, ed è legittimo in virtù dei suoi trascorsi, a passare per «direttore in quota Isoardi», ma è pur vero che la sua vicinanza alla Lega non può essere considerata estranea nella scelta delle nomine. Così come i suoi vecchi ammiccamenti ai primi vagiti del Movimento 5 stelle. Pare non fosse lei la prima scelta di Matteo Salvini, più orientato a promuovere l'autore alla Prova del cuoco della sua ex compagna, Casimiro Lieto. Ma la scelta partorita dall'ad Fabrizio Salini non è affatto dispiaciuta in via Bellerio. Malgrado la conoscenza coi due vicepremier sia ancora fresca e passi attraverso lunghe chiacchierate di economia o politica estera.

LA PRIMA DONNA ALLA GUIDA DELLA RETE AMMIRAGLIA

La prima donna alla guida della rete ammiraglia di mamma Rai, nata a Roma nel 1955, ha sempre avuto una predilezione per le questioni televisive, dandone prova prima al Manifesto, poi all'Europeo e a Panorama. L'approdo in Rai è datato 1995, con l'assunzione al Tg3 come redattrice. Tre anni dopo la promozione a caposervizio, seguita dal distacco alle Relazioni istituzionali. All'epoca De Santis non nascondeva un certo apprezzamento per Massimo D'Alema. Nel 2000 un nuovo capitolo: capo struttura per l’informazione con la responsabilità dei mezzi di produzione. Al 2002, in pieno governo Berlusconi, risale invece la nomina a vicedirettore di RaiUno con la responsabilità della Pianificazione economia e mezzi.

Per descrivere la sua Rai ha preso in prestito uno degli slogan più iconici della politica francese, quel «force tranquille» coniato da François Mitterand

LO SCONTRO CON DEL NOCE E L'ESILIO AL TELEVIDEO

I dissidi con Fabrizio Del Noce, all'epoca direttore di RaiUno, risalgono invece al periodo in cui quest'ultimo, nel 2005, fu ricoverato per dei bypass coronarici. In quell’occasione fu la stessa De Santis a chiedere all’allora direttore generale Rai Alfredo Meocci di avere le deleghe di direttore. Circostanza che mandò Del Noce su tutte le furie. Anche se fu il suo successore, Mauro Mazza, a relegarla al Televideo prima del ripescaggio dello scorso novembre. A suo carico, nel corso degli anni sono stati aperti tre procedimenti, uno dei quali per assenteismo. Il Codacons l’ha accusata di pubblicità occulta per il programma Oltremoda e di far parte di un giro di affari illecito con delle case di moda. È stata sempre assolta da tutte le accuse.

IL MODELLO MITTERAND PER VIALE MAZZINI

Per descrivere la sua Rai ha preso in prestito uno degli slogan più iconici della politica francese, quel «force tranquille» coniato da François Mitterand negli Anni 80. «Continuerà a essere questa forza tranquilla che vuole rappresentare con completezza e con forza questo Paese», ha detto, «e che avrà, comunque, in Sanremo un momento molto importante, importantissimo e altissimo, come sempre, di questa rappresentazione».

11 Gennaio Gen 2019 1347 11 gennaio 2019
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