Titolo Libero Terroni

Il titolo "Comandano i terroni" di Libero non è piaciuto a molti

Il quotidiano di destra ha dato la colpa delle difficoltà di Salvini ai meridionali Conte, Fico e Mattarella. Indignazione di Pd e M5s. Di Maio: «Tranquilli, nel giro di tre anni vi togliamo i fondi pubblici».

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L'ultimo titolo della collezione è "Comandano i terroni". Così il quotidiano Libero ha aperto la prima pagina dell'11 gennaio 2019. Riferendosi alle tre cariche istituzionali occupate da politici del Sud Italia: il foggiano Giuseppe Conte premier, il palermitano Sergio Matterella al Quirinale, il napoletano Roberto Fico alla Camera. Motivo per cui il ministro dell'Interno leghista Matteo Salvini avrebbe «tutti contro». Di sicuro «tutti contro» (o quasi) se li è messi Libero. A partire dall'altro vicepremier oltre a Salvini, cioè Lugi Di Maio da Avellino: «Libero, giornale finanziato con soldi pubblici, anche quelli dei terroni. Ecco la preziosa informazione da tutelare con i vostri soldi! Tranquilli abbiamo già iniziato a togliergliene da quest'anno e nel giro di tre anni arriveranno a zero», ha scritto in un tweet con un post scriptum interrogativo: «L'Ordine dei giornalisti rimarrà di nuovo in silenzio?».

IL GRILLINO D'UVA: «NON È GIORNALISMO, VIA I FONDI»

Quel titolo non è piaciuto anche a un altro cinque stelle, il capogruppo alla Camera Francesco D'Uva. Che su Facebook ha scritto: «Perdonatemi, ma questo non è giornalismo. Questa non è informazione! L'ordine dei giornalisti intervenga immediatamente per bloccare questa vergogna. Libero usa i soldi pubblici per infangare il Sud? È opportuno tagliare a questo "quotidiano d'informazione" qualsiasi tipo di finanziamento».

GIANNONE (M5S): «PRIMA PAGINA VERGOGNOSA»

Indignazione anche per Veronica Giannone, portavoce del M5s alla Camera: «Libero, il quotidiano del parlamentare Forza Italia con il record di astensionismo Antonio Angelucci, ha aperto stamattina con il titolo "Comandano i terroni", alludendo alle cariche istituzionali ricoperte da uomini e donne del Sud. L'ennesima prima pagina vergognosa di un quotidiano che negli ultimi anni ha ricevuto milioni di euro di soli contributi diretti statali e che ancora continua a riceverne. E sono soldi anche dei cittadini del Sud che hanno contribuito ogni anno per veder alimentare questo tipo di "informazione", se così possiamo definirla. Questa è un'anomalia italiana a cui abbiamo messo fine in Legge di Bilancio. Da qui al 2021 taglieremo gradualmente i finanziamenti pubblici ai giornali che nel giro di tre anni saranno azzerati. Anche stavolta l'Ordine dei giornalisti rimarrà in silenzio?».

Anche diversi esponenti del Partito democratico si sono "ribellati" via social.

La Leonardi ha risposto anche a Di Maio.

Nemmeno Pina Picierno l'ha presa bene.

Oltre a diversi altri commenti.

11 Gennaio Gen 2019 1248 11 gennaio 2019
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