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I conti non tornano: nuovi tagli in arrivo all'Ansa

Dopo lo stop alle assunzioni che ha portato allo sciopero del 21 dicembre, possibili sforbiciate su collaborazioni, pagamento dei festivi e trasferte. L'agenzia di stampa rischia di chiudere l'anno in rosso.

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Nuovi tagli in vista per l'Ansa, la principale agenzia di stampa del Paese, che rischia di chiudere il 2019 in rosso, nonostante un gravoso (per i giornalisti) stato di crisi triennale che ha ridotto di 54 unità la forza lavoro e che si è chiuso nel 2018. Il 25 gennaio alle 14 si tiene un'assemblea di redazione, ma in attesa di conoscere quello che diranno i rappresentanti dei lavoratori ai giornalisti, le previsioni sono tutt'altro che ottimistiche. Da settimane la redazione è informata del fatto che è in arrivo una nuova sforbiciata: si andrà a risparmiare, si dice, sulle collaborazioni, sulle trasferte, forse sui pagamenti dei festivi. Il motivo è presto detto: i conti non tornano. Dopo che il 2018 è stato chiuso in sostanziale pareggio, il 2019 potrebbe infatti chiudersi con una perdita. Il problema non sono le uscite, ma le entrate. Una riduzione dei canoni pagati dai soci, ma anche possibili problemi con le convenzioni stipulate con le istituzioni per la fornitura dei servizi di agenzia di stampa, porteranno meno soldi nelle casse. Nell'impossibilità di intervenire su questo, si interviene sull'altro versante, ovvero quello delle uscite.

IL PROBLEMA DELLA PIANTA ORGANICA: STOP A NUOVE ASSUNZIONI

Il clima è molto teso: per il Cdr è stata una doccia fredda la decisione del nuovo amministratore delegato, Stefano De Alessandri, di non procedere a nuove assunzioni che, secondo i giornalisti, erano dovute. La questione è tecnica, ma si traduce poi in un problema di sostanza: tra prepensionamenti, pensioni di anzianità e un deceduto, la forza lavoro dell'agenzia si è ridotta nel periodo dello stato di crisi di 54 unità. Il cdr, a fronte di queste uscite, si attendeva, per le intese tra le parti, 20 nuovi assunti, un po' più del rapporto 1 a 3 fissato dalle nuove regole sugli ammortizzatori sociali. L'amministratore delegato De Alessandri ritiene che gli otto nuovi innesti già fatti nei mesi precedenti siano sufficienti, anche perché, a suo dire, vanno conteggiate solo le uscite con i prepensionamenti nel rapporto uno a tre. A seguito delll'annuncio dell'azienda, l'Ansa ha scioperato per 24 ore, lo scorso 21 dicembre. A quanto pare, lo scontro è destinato a continuare e la riduzione della pianta organica non è l'unico boccone amaro che si chiede alla redazione - il cui lavoro permette a giornali, tg e siti stampa di uscire tutti i giorni - di ingoiare.

24 Gennaio Gen 2019 1919 24 gennaio 2019
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