Libertà Stampa Italia Consiglio D'europa
LA DENUNCIA
12 Febbraio Feb 2019 1301 12 febbraio 2019

Per il Consiglio d'Europa la libertà di stampa in Italia è peggiorata nel 2018

Allarme lanciato nel rapporto di Strasburgo: «La crescente violenza contro i giornalisti è particolarmente preoccupante». Il nostro Paese equiparato a Russia, Ungheria e Turchia.

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Cattive notizie l'informazione italiana. Nel nostro Paese «la libertà di stampa è chiaramente deteriorata nel 2018» e «la crescente violenza contro i giornalisti è particolarmente preoccupante». La denuncia arriva dal rapporto scritto dalle 12 organizzazioni che gestiscono la piattaforma del Consiglio d'Europa di Strasburgo per la protezione del giornalismo e l'incolumità dei giornalisti, in cui si afferma che la libera informazione «sul continente non è mai stata così fragile dalla fine della Guerra fredda».

A rendere evidente il peggioramento della situazione in Italia, uno dei quattro Paesi insieme a Turchia, Russia, e Ungheria a cui è dedicato un paragrafo a parte, è «il brusco aumento» di segnalazioni di violazioni alla libertà di stampa fatte sulla piattaforma nel 2018, «triplicate rispetto all'anno precedente». L'Italia, secondo il rapporto, è uno degli Stati col «più alto numero di segnalazioni nel 2018» per attacchi e minacce a giornalisti, «13 come per la Russia». Nel nostro Paese il grosso delle segnalazioni - si legge nel documento - è giunto dopo l'insediamento del «nuovo governo, il primo giugno» e dopo che «i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, esprimono regolarmente una retorica particolarmente ostile a media e giornalisti sui social». Gli autori del rapporto affermano che tra le altre cose, il leader della Lega «ha minacciato di togliere la scorta al giornalista Roberto Saviano, nonostante siano note le minacce di morte che ha ricevuto da parte delle organizzazioni criminali». Mentre, si legge nel documento, il capo politico del M5s ha insultato i giornalisti (dopo il processo al sindaco di Roma, Virginia Raggi) e ha dato inizio a una politica per abolire i fondi pubblici alla stampa».

MATTARELLA: «LA LIBERTÀ DI INFORMAZIONE È DEMOCRAZIA»

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ospite del congresso della Fnsi in Trentino, ha ribadito che la «libertà di informazione e democrazia sono elementi inscindibili. La vita della Repubblica e la nostra Costituzione sono profondamente segnate da questo principio». «La XVII norma transitoria della Costituzione», ha aggiuno, «affidava all'Assemblea Costituente il compito di varare una legge: quella sulla stampa, testimonianza della consapevolezza che i Padri costituenti ebbero della centralità della libertà di informazione nel nuovo ordinamento». «Ai giornalisti», ha osservato Mattarella, «è affidata una grande responsabilità nel saper corrispondere alla visione dell'informazione come bene pubblico, elemento irrinunciabile della vita democratica. Responsabilità pienamente confermata nella stagione che stiamo vivendo di importanti trasformazioni tecnologiche, fatta di informazione istantanea, ininterrotta, facilmente raggiungibile».

REPORTER SANS FRONTIÈRES: NEL 2018 80 GIORNALISTI UCCISI

Lo studio del Consiglio d'Europa era stato preceduto da un altro rapporto, presentato da Reporter Sans Frontières, studio che faceva emergere dati allarmanti per la categoria a livello internazionale. Nel 2018, secondo l'ong, oltre la metà dei giornalisti uccisi nel mondo (80 in totale contro i 65 dello scorso anno) sono stati «presi deliberatamente come obiettivo e assassinati». Tra i numerosi casi, Rsf cita, tra l'altro, l'editorialista saudita, Jamal Kashoggi, ucciso al consolato saudita a Istanbul il 2 ottobre scorso a cui è dedicata la copertina del Time che ha scelto I «giornalisti guardiani e la guerra contro la verità» come Persone dell'Anno.

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