Stati Generali Editoria

Le cose da sapere sugli Stati generali dell'editoria

Al via il 25 marzo il confronto tra governo, federazioni e soggetti privati per ridisegnare un settore vittima di una crisi decennale. L'obiettivo: preparare disegni di legge per settembre.

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Si parte il 25 marzo, con un evento al quale sarà presente il premier Giuseppe Conte, poi alcuni mesi di consultazioni per arrivare all'inizio dell'autunno con le proposte di legge sul settore. Questo il cronoprogramma degli Stati generali dell'editoria, il processo messo in campo dal governo per ridisegnare un settore vittima di una crisi ormai decennale e in profonda trasformazione. «Oggi possiamo dire che gli Stati Generali si faranno», dice il sottosegretario Vito Crimi, «se ne parla da anni ed ora è realtà: riuscire a mettere intorno a un tavolo tutto il mondo dell'editoria deve essere vista con un'opportunità per tutti i soggetti coinvolti e soprattutto per i cittadini che hanno il diritto di essere informati correttamente».

L'OBIETTIVO: PRESENTARE NUOVE LEGGI A SETTEMBRE

L'idea è affrontare tutti gli argomenti irrisolti e permettere a operatori del settore e lettori di far sentire la propria voce. Per questo il timore che circola tra gli addetti ai lavori è che il processo vada troppo per le lunghe. «Si andrà avanti con una cadenza ben determinata», assicura Crimi, «è un processo che durerà alcuni mesi. Immaginiamo una fase di consultazioni fino a giugno-luglio, per arrivare a settembre con i disegni di legge da depositare». Saranno cinque le aree tematiche: l'informazione primaria fornita dalle agenzie di stampa; il ruolo del giornalista, tra regole deontologiche e contratti di lavoro; il ruolo dell'editore, dagli assetti societari al diritto d'autore; il mercato, dall'innovazione alla concorrenza; i cittadini con il loro diritto ad essere informati. «Vogliamo coinvolgere la più ampia base possibile», sottolinea Crimi, «con un occhio di riguardo ai soggetti istituzionali, come ad esempio l'Ordine dei giornalisti, la Fnsi e le organizzazioni sindacali degli altri lavoratori interessati».

LE CONSULTAZIONI: ANCHE ONLINE CON I CITTADINI

Ci sarà una prima parte della consultazione che si svolgerà online e coinvolgerà anche i cittadini, che potranno fare proposte, ed una seconda con confronti diretti alla quale prenderanno parte le associazioni di rappresentanza e le istituzioni coinvolte. A fare la sintesi tra le varie proposte che saranno presentate sarà il Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria con l'obiettivo di arrivare a uno o più disegni di legge. «Abbiamo la nostra visione politica e ci sarà un elemento di indirizzo», afferma Crimi, «ma partiamo senza preconcetti con l'obiettivo di trovare soluzioni che aiutino tutto il sistema ad evolvere nel mercato nella maniera migliore per tutti. Il legislatore non può e non deve sostituirsi al mercato».

I SOGGETTI: FEDERAZIONI, ASSOCIAZIONI E ODG

All'evento di apertura una tavola rotonda moderata dal Capo Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria, Ferruccio Sepe, alla quale prenderanno parte i presidenti di Federazione Italiana Editori Giornali, Federazione Nazionale Stampa Italiana e Ordine dei Giornalisti, Associazione Nazionale Stampa Online, Unione Stampa Periodica Italiana, Utenti Pubblicità Associati. «Questi ultimi sono i principali finanziatori del sistema», spiega il sottosegretario, «il loro punto di vista va preso in considerazione».

15 Marzo Mar 2019 1705 15 marzo 2019
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