Lucetta Scaraffia Dimissioni Osservatore Romano 1

Il riassetto dei media vaticani e le dimissioni di Scaraffia

Lo strappo della direttrice dell'inserto dell'Osservatore romano si inserisce nel riordino del settore voluto da Francesco per rafforzare la sua linea pastorale e politica.

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In apparenza si tratta di una piccola tempesta: tuttavia come tutte le burrasche che scuotono il Vaticano è destinata a non passare sottotraccia. Le dimissioni di Lucetta Scaraffia dalla direzione di Donne Chiesa Mondo, mensile dell’Osservatore romano dedicato all’universo femminile, sono infatti destinate a far rumore. A motivare il gesto, abbastanza clamoroso per le abitudini vaticane, sarebbe stata una sorta di delegittimazione della redazione del ‘femminile’ dell’Osservatore da parte del neo-direttore Antonio Monda, dovuta secondo l’ex direttrice alla volontà di mettere sotto controllo l’inserto e alle denunce delle violenze sessuali sulle suore commesse da sacerdoti, religiosi, vescovi portate avanti dalla rivista.

IL J'ACCUSE DI SCARAFFIA

Nel suo ultimo editoriale Scaraffia ha scritto nero su bianco che la «nuova direzione dell'Osservatore Romano» è indirizzata «a depotenziare Donne Chiesa Mondo, avviando collaborazioni e iniziative che appaiono concorrenziali, con l'effetto di mettere le donne l'una contro l'altra invece di sollecitare confronti aperti, e dimostra così di non considerare i membri della redazione interlocutori sufficientemente ‘affidabili’».

LA VERSIONE DEL DIRETTORE MONDA

Di fatto sarebbero scomparse alcune firme femminili dall’Osservatore romano, rimpiazzate da altre penne femminili più ortodosse. La replica di Monda è stata altrettanto netta: la redazione femminile del mensile ha goduto di piena libertà e autonomia, non c’è stato alcun depotenziamento dell’inserto neanche sotto il profilo del budget, nessuno è stato selezionato con «il criterio dell’obbedienza», non vi è stato alcun diktat, mentre è stato scelto il metodo del confronto libero. Monda, diventato direttore lo scorso dicembre, ha preso il posto di Gian Maria Vian, che ha diretto l’Osservatore per 11 anni (dal 2007 al 2018); fu quest’ultimo a chiamare al giornale Lucetta Scaraffia e ad affidarle il ruolo di editorialista di punta.

Lucetta Scaraffia ha dato le dimissioni dalla direzione dell'inserto femminile dell'Osservatore romano.

LA ROTTURA ERA NELL'ARIA DA TEMPO

Le dimissioni di Scaraffia e del resto della redazione non sono però un fulmine a ciel sereno: le tensioni erano cominciate poche settimane dopo l’arrivo di Monda. In gioco c'erano già l'autonomia del mensile e il rapporto con il nuovo direttore. Oltre a incomprensioni, timori di invasioni di campo, visioni diverse e scarso feeling fra i due. Oltretevere si dice che da quasi due mesi, proprio a causa dei contrasti con Monda, Scaraffia stesse manifestando l‘intenzione di dimettersi e rompere polemicamente col giornale. La sua firma intanto è progressivamente scomparsa dalla prima pagina dell’Osservatore. Da ultimo era stato convocato un incontro, in programma per la prossima settimana, con un gruppo di intellettuali, giornaliste e teologhe - compresa la redazione di Donne Chiesa Mondo - per approfondire i temi legati al rapporto fra donne, Chiesa e società, sotto un profilo culturale e teologico, allo scopo di aprire nuovi spazi di dibattito e ampliare il ventaglio degli interventi. E forse è stata questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

IL RIASSETTO DEI MEDIA DI PAPA FRANCESCO

La vicenda in atto non è però riducibile a uno scontro personale ma va fatta rientrare nel più ampio riassetto della comunicazione vaticana avvenuto negli ultimi mesi. Il papa, di fatto, ha rimodulato i media d’Oltretevere scegliendo ‘interpreti’ capaci di rafforzare e leggere al meglio la sua linea pastorale, diplomatica, politica e anche di affrontare i momenti critici del pontificato senza farsi travolgere. Evidentemente, la squadra messa insieme in precedenza è stata giudicata inadeguata.

DA RUFFINI A TORNIELLI: I VOLTI NUOVI

Per questo sono comparsi diversi volti nuovi: Paolo Ruffini, ex direttore di RaiTre e di Tv2000 (l’emittente della Cei), è diventato prefetto del dicastero per la comunicazione; Andrea Tornielli, vaticanista di lungo corso, coordinatore di Vatican Insider (La Stampa), ha assunto l’incarico di direttore editoriale di tutti i media vaticani; e Andrea Monda è stato chiamato a dirigere l’Osservatore romano. Monda, che ha scritto su Civiltà Cattolica, Avvenire e il Foglio, è considerato vicino a padre Antonio Spadaro, gesuita, che di Civiltà cattolica è direttore oltre a essere uno dei più stretti collaboratori del papa. Infine, Alessandro Gisotti dalla Radio Vaticana è passato a guidare la Sala stampa della Santa Sede, da sempre snodo nevralgico del rapporto fra Vaticano e media.

L'USCITA DI SCENA DI VIGANÒ, BURKE E VIAN

Giù dalla torre sono finiti invece monsignor Dario Edoardo Viganò, ex prefetto della comunicazione, incappato in un incidente comunicativo che coinvolgeva ben due papi, Benedetto XVI e Francesco; Greg Burke, giornalista di Fox news, appartenente all'Opus Dei, che ha diretto la Sala stampa della Santa Sede insieme alla giornalista spagnola Paloma Garcia Ovejero (anche loro si dimisero con qualche nota polemica, probabilmente perché ritenevano che il loro ruolo uscisse ridimensionato dalla nuova ondata di nomine); infine Gian Maria Vian che ha lasciato dopo molti anni la direzione dell’Osservatore cui era stato chiamato da Benedetto XVI.

SCARAFFIA, PENNA ULTRACONSERVATRICE

Con l’uscita di scena di Lucetta Scaraffa si chiude un cerchio, anche se potrebbero non mancare altre dimissioni eccellenti. In quanto all’ormai ex editorialista dell’Osservatore, c’è comunque da dire che in un passato non così lontano ha spesso assunto posizioni più che tradizionaliste su materie come unioni gay, sessualità e sul caso di Eluana Englaro senza contare i dubbi espressi sul concetto di morte cerebrale. Negli ultimi mesi, in ogni caso, il mensile femminile dell’Osservatore aveva chiesto maggior spazio per le donne nella Chiesa - anche in relazione all'ultimo sinodo dei giovani - e aveva affrontato il tema degli abusi sulle suore, denunciandoli, suscitando attenzione e interesse da parte dei media di tutto il mondo (per completezza di cronaca va detto che a sollevare il caso erano stati, in precedenza, gli organismi di governo delle congregazioni religiose femminili). Cosa accadrà ora? Continuerà a uscire l‘inserto sulle donne dell’Osservatore o il direttore, al di là delle dichiarazioni di queste ore, deciderà di chiuderlo? E se proseguirà, chi ne prenderà la guida? I nodi verranno al pettine nei prossimi giorni.

26 Marzo Mar 2019 1745 26 marzo 2019
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