Employer Branding Reputazione Azienda

L’importanza dell’employer branding

La creazione di una cultura aziendale, forte e riconoscibile, è diventata una priorità non solo per attirare le risorse giuste ma anche per fidelizzare quelle che già esistono. 

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Nel corso degli ultimi anni la reputazione è arrivata a rivestire un ruolo centrale per ogni tipo di business. Affiancandosi ai risultati economici, la creazione di una cultura aziendale, forte e riconoscibile, è diventata una priorità. In un mondo in cui la competizione per le risorse migliori si fa sempre più accesa, è proprio la cultura aziendale la risorsa chiave per attirare, e a mantenere fra le proprie fila, i talenti migliori sul mercato contribuendo a definire l’unicità e il valore di far parte di una specifica azienda.

Promuovere i valori fondamentali di un'organizzazione rappresenta infatti un vantaggio competitivo, di cui si occupa l’employer branding, attività a metà fra il marketing e le risorse umane, definendo e valorizzando l'immagine dell’azienda come luogo di lavoro privilegiato. L’employer branding infatti si riferisce non solo all’idea che l’azienda ha di sé, ma soprattutto a come la comunica ai potenziali nuovi collaboratori e a quelli che già fanno parte del team. E nella ricerca dei talenti, capitale umano sempre più prezioso, la competizione tra le aziende si gioca appunto soprattutto sull’attrattività del marchio e sui valori che trasmette.

DIPENDENTI AMBASSADOR DEL BRAND

L’insieme dei benefit a cui viene data importanza nelle strategie di employer branding non presuppone solo l’offerta di uno stipendio competitivo e di benefici economici, ma comprende soprattutto opportunità di sviluppo professionale, formazione costante, nonché benefici simbolici legati al senso di appartenenza e di riconoscimento. La crescente attenzione per l’employer branding è volta proprio a sviluppare questo tipo di coinvolgimento emotivo nei dipendenti, e facendo loro apprezzare i valori che l’azienda incarna, rendendoli Ambassador del brand.

​La sensibilità dei millennials, sempre più sensibili alle variabili non economiche, cambia i criteri di scelta del luogo di lavoro ridando centralità alle tematiche reputazionali e sottolineando l’importanza di una strategia di employer branding accattivante. Per le nuove generazioni, più che lo stipendio, diventa centrale il tipo di cultura aziendale e l’attenzione o meno verso alcuni temi come, per esempio, il bilanciamento vita privata-lavoro, la possibilità di crescita, gli impegni sociali. La strategia di rafforzamento dell’immagine e lo sviluppo di messaggi chiave, capaci di promuovere i valori aziendali sia verso l’interno che l’esterno dell’azienda è cruciale, così come l’essere il più coerenti e trasparenti possibile in tutte le fasi di selezione, ingaggio e fidelizzazione del proprio personale.

LA FIDELIZZAZIONE E L'ENGAGEMENT DELLE RISORSE

L’employer branding passa dal fornire informazioni corrette e chiare sulle opportunità e sulle necessità dell’azienda nella sezione del sito dedicata allo sviluppo professionale, alla gestione coordinata dei social media aziendali, fino ai meeting presso le Università: solo attraverso una comunicazione chiara, coerente e veritiera della cultura aziendale è possibile aumentare consapevolezza e interesse nei confronti della propria azienda e attirare risorse giuste in linea con i propri valori. Le finalità dell’employer branding non devono però limitarsi a ottimizzare la selezione del personale e ad aumentare la reputazione dell’azienda, ma possono contribuire efficacemente ad aumentare l’engagement delle risorse già presenti, fidelizzandole.

Come creare o migliorare la propria strategia di employer branding? Gli elementi da cui partire per impostare il proprio piano di rilancio sono l’individuazione (o la ri-definizione) della mission aziendale e la sua declinazione in una serie di attività e principi. I valori cardine che vengono scelti serviranno come base per sviluppare l’identità del brand e le politiche aziendali, ed è sempre in base a questi che i dipendenti stessi dovrebbero identificarsi.

LA COMUNICAZIONE È IL FIL ROUGE DELL'EMPLOYER BRANDING

Ma cosa fare se un’organizzazione non riesce ad agire nel quotidiano in accordo con la propria raison d'être? Necessario per esempio da parte del management, e con il supporto dei professionisti delle aree del marketing, risorse umane e delle public relations, verificare l’esistenza di eventuali incongruenze fra i valori principali dell’azienda e le politiche esistenti all’interno e predisporre una serie di sondaggi per determinare in che modo i dipendenti valutano la performance rispetto ai valori fondamentali e colmarne i gap, qualora venissero evidenziati. La comunicazione rappresenta il fil rouge di tutte le attività di employer branding poiché veicolare i giusti messaggi e valori è fondamentale per posizionare l’azienda sia verso i dipendenti che verso gli stakeholder esterni.

*Professore di Strategie di Comunicazione, Luiss, Roma.

10 Aprile Apr 2019 1500 10 aprile 2019
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