Blackstone Solferino Causa Cairo

Caso Solferino: dopo Rcs Blackstone fa causa a Cairo per 300 milioni

ESCLUSIVO: in seguito all'azione nei confronti del gruppo editoriale, il fondo d'investimento vuole rifarsi a titolo personale contro l'imprenditore per la mancata vendita della sede del Corriere della Sera.

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Blackstone vuole rifarsi direttamente sulla persona di Urbano Cairo per la vicenda della sede del Corriere della Sera in via Solferino. Il fondo d’investimento - che aveva già chiesto i danni a Rcs - ha depositato a New York un esposto contro l’imprenditore a titolo personale, chiedendo un risarcimento di 300 milioni di dollari per la mancata vendita del palazzo in centro a Milano. Un affare sfumato, secondo Blackstone, a causa delle «dolose interferenze» del patron di Rcs. Entrambe le cause, quella contro Rcs e quella contro Cairo, sono in ogni caso sospese in attesa dell'esito dell'arbitrato in corso a Milano sulla liceità della vendita dell'immobile al fondo Blackstone nel 2013.

Il caso è piuttosto complesso: nel 2013 Rcs, che navigava in cattive acque, ha venduto l’immobile di via Solferino a Blackstone per 120 milioni di euro. Contestualmente alla cessione del palazzo, il quotidiano aveva firmato un accordo per continuare a occupare in affitto la parte più antica del palazzo (dove per un canone di 2 milioni all'anno rimangono i giornalisti del Corriere), il Blocco 3 (affittato a 1,7 milioni) e quella di via San Marco (a 6,1 milioni l'anno). Un accordo non considerato proprio un affare, e criticato in primis dalla stessa redazione. Tutto è rimasto fermo fino all’autunno 2018, quando alle orecchie di Cairo (diventato nel frattempo proprietario di Rcs) è arrivata la voce che Blackstone era in trattativa con Allianz per vendere lo stabile a una cifra tra i 250 e i 300 milioni di euro. Oltre al rischio di sfratto del Corsera, all’imprenditore non è andato giù che un edificio un tempo appartenente alla sua nuova galassia valga ora il doppio di quanto era stato venduto.

LA PAROLA ALL'ARBITRATO

Rcs se la vuole riprendere dichiarando nulla la cessione a Blackstone del 2013 e i fondi americani, che dopo cinque anni stavano per portare a termine la vendita ad Allianz, accusano il gruppo e Cairo di aver interferito «tortuosamente» per mandare a monte l’operazione. Dopo aver chiesto a Rcs di ritirare le sue pretese, l'8 novembre Blackstone ha preannunciato che avrebbe avviato la causa a New York per chiedere un risarcimento. In risposta il 9 novembre Rcs ha avviato un arbitrato a Milano chiedendo l'annullamento dell'operazione del 2013. Il 24 aprile, il giudice della Corte suprema di New York ha deciso, in udienza, di sospendere il caso Blackstone contro Rcs in attesa di una decisione dell'arbitrato a Milano. Lo stesso varrà per la causa fatta direttamente a Cairo. Blackstone non sembra comunque intenzionata a trovare un accordo per via arbitrale. «È apparso chiaro che Rcs e Cairo sono 'bad actors' (hanno agito in malafede)», ha commentato Aaron Marks di Kirkland & Ellis, che rappresenta il fondo d'investimento, «e Blackstone perseguirà queste affermazioni fino alla fine, sia a New York che in Italia. Siamo assolutamente fiduciosi nel nostro caso legale e non abbiamo intenzione di liquidare il caso».

2 Maggio Mag 2019 0947 02 maggio 2019
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