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22 Settembre Set 2017 1749 22 settembre 2017

La Corea del Nord e la bomba H: le cose da sapere

Mille volte più potente della atomica, l'ordigno termonucleare che Kim minaccia di sganciare nel Pacifico potrebbe arrecare danni permanenti alla fauna marina e all'uomo: storia, caratteristiche e possibili effetti.

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Il ministro degli Esteri della Korea del Nord, Ri Yong Ho, fuori da un hotel di New York ha recapitato a Donald Trump l’ennesima provocazione: «La Carta delle Nazioni Unite sancisce il diritto all’autodifesa degli Stati membri e, visto che gli Usa hanno dichiarato guerra al nostro Paese, noi abbiamo il diritto di rispondere e abbattere i caccia americani anche se non sono ancora all’interno dei nostri confini». È la risposta di Pyongyang dopo che il presidente statunitense nei giorni scorsi aveva disposto l’invio di alcuni bombardieri al largo delle coste nordcoreane. Continua dunque la serie di botta e risposta tra Kim Jong-un e Trump. Proprio il leader della Corea del Nord aveva reagito alle nuove sanzioni disposte dall’Onu minacciando di testare una bomba H nell’Oceano Pacifico. Una prospettiva preoccupante soprattutto per le conseguenze che potrebbe avere sull’ambiente e sull’uomo. Ecco storia e caratteristiche di quello che è considerato l'ordigno più potente mai costruito dall'uomo.

1. La carica distruttiva: fino a mille volte superiore all'atomica

Bomba H, bomba all’idrogeno, bomba termonucleare, superbomba. Quattro nomi per indicare un’unica devastante arma di distruzione di massa, da 100 a 1.000 volte più potente degli ordigni atomici sganciati su Hiroshima e Nagasaki nel 1945. In sostanza, una bomba nucleare al cubo. La bomba H, infatti, sfrutta la fissione del nucleo di uranio 235 o plutonio 239, tipica di un ordigno atomico “ordinario”, per innescare la fusione termonucleare del nucleo di due molecole di idrogeno (più correttamente, di trizio, un isotopo dell’idrogeno).

La somma di fissione e fusione nucleare genera un’esplosione potentissima, misurata in megatoni – in sostanza, si calcola quanti milioni di tonnellate di tritolo servirebbero per produrre una detonazione equivalente. Teoricamente, non ci sono limiti alla potenza di un ordigno termonucleare. Gli effetti sono devastanti. Nell’immediato, una bomba H produce onde di calore che nel punto di detonazione raggiungono i 20 milioni di gradi e onde d’urto che viaggiano per diversi chilometri. Inoltre, l’esplosione emette direttamente radiazioni letali, seguite, a distanza di una o due ore, dal fallout radioattivo, ossia la ricaduta al suolo di particelle radioattive che può avvenire anche a molti chilometri di distanza dal sito dell’esplosione. Rispetto alla bomba atomica, poi, quella a idrogeno consente una notevole miniaturizzazione, può essere cioè ridotta a dimensioni tali da consentire il trasporto su un missile intercontinentale.

2. I Paesi con la bomba H: dagli Usa alla Francia

L’arma termonucleare finora non è mai stata usata in guerra. Cinque Paesi, però, l’hanno testata fra il 1951 e il 1970. Si tratta, non a caso, dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza – Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito e Francia – che, al momento, sono anche le uniche nazioni in possesso di armamenti termonucleari. Gli esperti dubitano, infatti, che Pakistan, India e Corea del Nord, nonostante i proclami dei loro governi, siano effettivamente riusciti a sviluppare una bomba H.

LA INVENTARONO DUE SCIENZIATI AMERICANI. Furono due scienziati americani a inventare la bomba H: Edward Teller e Stanislaw Ulam. E proprio gli Stati Uniti hanno effettuato il primo test l’1 novembre 1952, sganciando Ivy Mike sull’atollo di Enewetak, nelle Isole Marshall. La detonazione ha generato un’esplosione di potenza 10,4 megatoni, 1.000 volte superiore a quella di Hiroshima, distruggendo l'isola di Elugelab. Niente in confronto al secondo test portato a termine nel 1961 dall’Unione Sovietica che con la detonazione di Zar è riuscita a sviluppare una potenza di 50 megatoni, 3.125 volte quella di Little Boy, l’atomica di Hiroshima.

IL RECORD DELLA BOMBA ZAR. A oggi, Zar rimane la più potente bomba a idrogeno mai testata. Nel 1957 è toccato alla Gran Bretagna effettuare un test simile, replicato 10 anni più tardi dalla Cina. L’ultima a entrare nel club delle nazioni termonucleari è stata la Francia che nel 1968 ha fatto detonare un ordigno della potenza di 1.000 chilotoni sull’isola di Mururoa. In seguito si registrarono morie di pesci e una radioattività 500 volte superiore ai limiti massimi. Le malformazioni alla nascita e i casi di tumore in Polinesia erano molti più del normale alla fine dei test.

3. L'ipotesi di un'esplosione nel Pacifico: danni incalcolabili per la vita marina

Se il regime di Pyongyang dovesse tenere fede alle sue minacce, la detonazione di una bomba H nell’Oceano Pacifico con tutta probabilità finirebbe per distruggere o contaminare la fauna e la vita marina, generando danni incalcolabili. Da quanto si apprende dall’Organizzazione a sostegno del trattato di bando complessivo dei test nucleari (Ctbto) - un test nucleare sottomarino condotto dagli Usa al largo della California nel maggio del 1955, realizzato con un ordigno grande il doppio di quello usato a Hiroshima, provocò una «bolla-palla di fuoco salita fino a un’altezza massima di 3.600 metri». Una bomba H però sarebbe più potente: questo tipo di detonazione provocherebbe un’ondata di calore a milioni di gradi centigradi nel punto zero, un’onda d’urto di diversi chilometri oltre a un’imponente emissione di radiazioni. L’impulso elettromagnetico generato dallo scoppio potrebbe mettere fuori uso le reti elettriche, se sufficientemente vicine.

SULLE ISOLE MARSHALL È AUMENTATA L'INCIDENZA DEL CANCRO. «Dipende da dove faranno esplodere l’ordigno e da che condizioni climatiche ci saranno in quel momento» ha detto Melissa Hanham, ricercatrice del centro studi per la non proliferazione, alla Cnn. «Quello che già sappiamo sono i persistenti effetti climatici e l’impatto sugli esseri umani» che un’esplosione termonucleare può provocare. Sulle isole Marshall, dove gli Stati Uniti hanno provato le loro armi, la popolazione locale soffre di tassi di incidenza più alti di cancro, malformazioni alla nascita e problemi alla tiroide.

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