Centrali nucleari in Francia
Mondo
10 Ottobre Ott 2017 2205 10 ottobre 2017

Allarme terrorismo sulle centrali nucleari francesi

Un rapporto di Greenpeace riaccende i riflettori sulla sicurezza. A preoccupare sono soprattutto le vasche di raffreddamento. Metterle in sicurezza potrebbe costare oltre 200 miliardi di euro.

  • ...

Sono talmente allarmanti da sconsigliarne la diffusione e da far preferire la pubblicazione di una versione "light", senza dettagli né informazioni delicate: fanno paura le conclusioni di Greenpeace dopo una perizia di esperti internazionali durata 8 mesi sulle 19 centrali nucleari francesi. Il tallone d'Achille degli impianti sembra essere la vasca. «Dobbiamo allertare l'opinione pubblica e le autorità francesi e non dare idee a persone malintenzionate», ha spiegato l'incaricato di Greenpeace Yannick Rousselet a Le Parisien, che ha pubblicato per sommi capi il rapporto.

PREOCCUPANO LE VASCHE DI RAFFREDDAMENTO. Già più volte messa in guardia sulla vulnerabilità delle proprie centrali ad eventuali terroristi pronti a tutto, la Francia è però da oggi avvertita: «abbiamo un deficit storico nella protezione degli impianti», ha detto Yves Marignac, uno dei firmatari del rapporto «e in particolare delle vasche di raffreddamento. All'epoca del lancio del programma nucleare francese, l'attenzione si concentrò unicamente sul rischio di rottura del nucleo del reattore. L'evoluzione del rischio terroristico in 40 anni ha cambiato tutto».

Il problema è che di fronte alla minaccia, diventata oggi enorme, non esiste neppure un organismo incaricato della sicurezza nucleare in relazione a un attacco esterno. Al contrario di quello che accade in altri Paesi che fanno ricorso all'atomo, l'Authority per la sicurezza nucleare francese si occupa infatti soltanto di questioni di sicurezza tecnica. Greenpeace, a conclusione delle sue perizie, fa anche i conti. E sono conti pesanti: rinforzare le 58 vasche costerebbe fra 1,6 e 2,26 miliardi di euro per ogni reattore, ma per La Hague si sale fino a 11-22 miliardi. In totale - per rafforzare i punti deboli dei 58 reattori dislocati nelle 19 centrali - servirebbero fra 140 e 222 miliardi di euro, praticamente fra 3 e 5 volte quello che il gestore EDF ha previsto di spendere per prolungare la durata di vita delle centrali.

EDF: «SIAMO SENSIBILI ALLE MINACCE». Difende invece la sicurezza degli impianti Philippe Sasseigne, direttore del parco nucleare EDF: «Tutti gli strumenti vengono utilizzati e in modo coordinato, fra EDF e lo stato, per garantire la sicurezza. Lavoriamo con i servizi dell'alta autorità di Difesa e sicurezza al ministero della Transizione ecologica. E tutto il personale delle centrali, seppure non ha sempre una formazione specifica, è tuttavia sensibilizzato nei confronti di tutti i rischi di attacco terroristico».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso