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Trump e il Russiagate
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28 Ottobre Ott 2017 2220 28 ottobre 2017

Russiagate, paura Trump: pronti i primi capi di accusa

Nel mirino l'ex consigliere Flynn e il capo della campagna Manafort. Secondo la Cnn lunedì potrebbero esserci persino i primi arresti. E intanto il Nyt svela che il dossier anti-presidente è stato confezionato in ambienti repubblicani.

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È lo spettro che lo ha accompagnato fin dal giorno dell'insediamento, dieci mesi fa. Ma ora sul Russiagate è attesa a ore la prima vera e propria svolta. Nell'ambito delle indagini sui presunti legami tra l'entourage del tycoon e Mosca, un giudice federale si appresta a formulare i primi capi di accusa. Ed entro lunedì potrebbero scattare anche le prime manette. Questo in una settimana in cui il presidente americano ha continuato a bollare come 'fake news' e 'caccia alle streghe' tutto ciò che riguarda le indagini portate avanti dal procuratore speciale Robert Mueller, in un crescente nervosismo.

Michael Flynn, ex consigliere per la sicurezza di Trump.

FLYNN E MANAFORT NEL MIRINO. Sull'identità delle persone coinvolte vige il massimo riserbo. Ma nel mirino ci sarebbero l'ex responsabile della campagna elettorale di Trump, Paul Manafort, indagato a New York per riciclaggio, e l'ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn, che nascose di aver discusso delle sanzioni di Obama a Mosca con l'ex ambasciatore russo a Washington. Nella ridda di nomi che in queste ore impazza sui media Usa spuntano però anche quelli degli ex legali di Trump Carter Page e Michael Cohen, coinvolti tra l'altro in un progetto per la costruzione di una Trump Tower a Mosca. Tirati in ballo persino il figlio maggiore e il genero del presidente, a vario titolo sospettati di contatti con ambienti legati al Cremlino: Donald Trump Jr. e Jared Kushner, marito di Ivanka Trump.

IL DOSSIER ANTI TRUMP? DEI REPUBBLICANI. Al di là dei personaggi incriminati, la notizia - svelata per prima dalla Cnn e per ora non confermata ufficialmente - è una di quelle destinate a scatenare un terremoto a Washington, con un'onda d'urto sull'amministrazione Trump dalle conseguenze difficili da prevedere. Conseguenze che potrebbero essere amplificate dal riacuirsi dello scontro tra la Casa Bianca e una parte dell'establishment repubblicano, rappresentata da un gruppo di senatori 'ribelli'. E quanto siano da sempre contrastati i rapporti tra Trump e il partito emerge da un'altra clamorosa vicenda, portata alla luce dal New York Times: durante la campagna elettorale, a commissionare un primo dossier anti-Trump non sono stati i democratici o la campagna di Hillary Clinton, bensì il Washington Free Beacon, magazine conservatore che fa capo al miliardario Paul Singer, 73 anni, uno dei più potenti investitori di Wall Street e storico finanziatore del partito repubblicano.

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