Gerusalemme: morto palestinese ferito
Tensione a Gerusalemme
Razzi

Gerusalemme capitale, scontri nel venerdì di preghiera

L'aviazione israeliana risponde al lancio di razzi dalla Striscia: raid su due basi di Hamas. Almeno quattro i morti e oltre mille i feriti tra i manifestanti contro Trump. Cortei in tutto il mondo islamico, da Giacarta al Cairo.

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L'aviazione israeliana ha colpito due obiettivi situati nel Nord della Striscia di Gaza in seguito al lancio di due razzi verso Israele, e in questi attacchi sono rimaste ferite una decina di persone. Lo riferiscono fonti locali secondo cui uno dei raid ha raggiunto una base di addestramento di Ezeddin al-Qassam, braccio armato di Hamas, presso il campo profughi di Jabalya. Altre esplosioni sono state udite nella vicina località di Shaikh Zayed.

«In risposta al lancio di razzi sparati da Gaza verso Israele, la nostra aviazione ha colpito un campo di addestramento di Hamas ed un deposito di munizioni nella Striscia di Gaza», ha riferito il portavoce militare. «Israele», ha aggiunto, «ritiene Hamas unico responsabile di tutti gli atti di ostilità contro Israele partiti dalla Striscia». Intanto da Gaza si apprende che gli aerei hanno attaccato anche la zona di Sudanya, da dove presumbilmente sono stati lanciati i razzi. Le esplosioni sono state molto potenti e sono state udite anche nella vicina città israeliana di Ashqelon. Fonti locali riferiscono che l'onda d'urto ha provocato danni a numerose abitazioni e che persone sono state ferite anche dalla rottura dei vetri delle finestre.

QUATTRO MORTI E 767 FERITI NEGLI SCONTRI. Si è ulteriormente aggravato intanto il bilancio delle vittime in Cisgiordania nel corso degli scontri con l'esercito israeliano nelle proteste contro la politica di Donald Trump per Gerusalemme. Secondo la Mezzaluna Rossa palestinese, ci sarebbe almeno quattro morti. Due uccisi nei violenti scontri con l'esercito israeliano nei pressi della barriera difensiva tra Israele e Gaza e due - identificati poi come membri di Hamas - nel raid dell'aviazione dello stato ebraico dopo i missili lanciati dall'enclave palestinese nel sud di Israele. Per quanto riguarda i feriti sarebbero invece più di mille. Di essi, 61 stati sono stati colpiti da armi da fuoco; 479 intossicati da gas lacrimogeni; 200 contusi da proiettili rivestiti di gomma; e gli altri da cause diverse. A Gaza, a quanto risulta, i feriti sono una quindicina. «Né Trump né alcun altro potrà cambiare la verità storica e geografica e la identità della Città Santa. Sogna chi pensa che tutto si esaurirà con le manifestazioni», ha affermato a Gaza il capo dell' ufficio politico di Hamas Ismail Haniyeh. «La santa intifada di oggi ha inoltrato due messaggi: il primo, che respingiamo la decisione del presidente Trump, e il secondo che siamo pronti ad immolarci per difendere Gerusalemme».

SIRENE AL CONFINE CON GAZA. Le sirene di allarme anti missili hanno risuonato nel Sud di Israele nelle comunità attorno alla Striscia di Gaza per tutto il pomeriggio. Un missile è stato intercettato dal sistema difensivo Iron Dome, mentre un altro è esploso in una zona ancora non definita. Non ci sono state vittime, ma le forze armate israeliane hanno voluto subito rispondere. «Sono molto preoccupato per il potenziale rischio di escalation», ha detto l'inviato speciale dell'Onu per il Medio Oriente, Nickola Mladenov. «È ora più importante che mai preservare la prospettiva della pace», ha aggiunto, ribadendo che «non c'è un piano B alla soluzione dei due Stati».

L'ITALIA E 4 PAESI UE CONTRO TRUMP. Gli ambasciatori Onu di cinque Paesi europei (Italia, con l'ambasciatore Sebastiano Cardi, Francia, Gran Bretagna, Germania e Svezia ) hanno letto una dichiarazione comune al Palazzo di Vetro dicendosi in "disaccordo" con la decisione di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele e di prepararsi a trasferire l'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme.

Al Cairo, a Istanbul, a Giacarta, a Kuala Lumpur, a Tunisi, a Beirut, a Lahore, a Teheran, a Mogadiscio, a Dacca, a Srinagar e in molte altre città di tutto il mondo la folla è scesa in piazza bruciando e strappando bandiere americane e immagini del presidente Donald Trump. La sicurezza di diverse sedi diplomatiche Usa nel mondo è stata aumentata in via precauzionale.

Una coltre di gas lacrimogeno in un campo in Cisgiordania.

«Per trasferire l'ambasciata Usa a Gerusalemme ci vorranno almeno due anni», ha detto il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, a Parigi per la conferenza sul Libano. Il capo della diplomazia Usa ha anche sottolineato come lo status finale di Gerusalemme sarà definito nei negoziati tra israeliani e palestinesi.

AL AZHAR: «FERMATE TRUMP». Il Grande Imam di al-Azhar, Ahmed Al Tayyib, massima espressione dell'islam sunnita, si è appellato a leader e governi dei Paesi del mondo islamico, alla Lega Araba, all'Organizzazione della Cooperazione Islamica e alle Nazioni Unite affinchè agiscano «presto» e con decisione per «bloccare l'applicazione della decisione Usa di trasferire l'ambasciata americana a Gerusalemme». Lo riferisce l'agenzia egiziana Mena citando un comunicato.

8 Dicembre Dic 2017 1330 08 dicembre 2017
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