Gerusalemme: morto palestinese ferito
Tensione a Gerusalemme
Gerusalemme: scontri a Ramallah

Gerusalemme capitale, Cisgiordania in rivolta

Sassaiole, lacrimogeni, granate assordanti e cariche di poliziotti a cavallo: momenti di tensione a Ramallah, Betlemme, Hebron. I territori occupati sono in rivolta. E la Lega Araba è pronta a chiedere una risoluzione Onu contro Trump.

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Almeno quattro morti palestinesi e scontri e proteste a Gerusalemme e in almeno 20 località dei territori occupati. Il 9 dicembre è un altro giorno di violenza in Israele e Palestina, dopo l'annuncio di Donald Trump di voler spostare l'ambasciata Usa a Gerusalemme. Un raid aereo israeliano, avvenuto dopo un lancio di razzi da Gaza, ha ucciso due membri di Hamas. secondo quanto ha riferito il movimento al governo nella Striscia. E altri due palestinesi sarebbero stati uccisi nei violenti scontri con l'esercito israeliano nei pressi della barriera difensiva tra Israele e Gaza. Ma il conflitto coinvolge anche Gerusalemme e Ramallah e molte zone della Cisgiordania. Mentre la Lega Araba è pronta a chiedere alle Nazioni Unite di adottare una risoluzione che respinga la decisione del presidente Usa.

SCONTRI IN 20 LOCALITÀ. «Violenti scontri si sono verificati in mattinata in un almeno 20 punti di attrito in Cisgiordania e a Gaza», hanno riferito le forze armate di Tel Aviv in un comunicato. Secondo l'esercito complessivamente a queste manifestazioni - caratterizzate da lanci di molotov e di pietre - hanno partecipato ''600 palestinesi''. Lungo la linea di demarcazione con Gaza si sono radunati 450 dimostranti palestinesi che lanciano pietre contro i militari israeliani, i quali cercano di disperderli. I

POLVERIERA PRONTA A ESPLODERE. Secondo fonti palestinesi sarebbero infatti in corso diversi sconti a Bet El, a nord di Ramallah. Qui i manifestanti avrebbero iniziato il lancio di pietre contro agenti di polizia israeliana che, per tutta risposta, hanno utilizzato lacrimogeni e granate assordanti. Altri incidenti sarebbero in corso anche ad Hebron, mentre proseguono scontri a Betlemme tra manifestanti e forze dell'ordine. A Gerusalemme est inoltre la polizia israeliana avrebbe usato anche agenti a cavallo per disperdere le manifestazioni di protesta.

BARRICATE A GERUSALEMME. Durante gli scontri, nella centrale via Sallah Eddin, gli agenti, due dei quali sono rimasti feriti, hanno improvvisato barricate per rispondere al lancio di pietre e oggetti da parte dei ragazzi palestinesGli incidenti più gravi si sono tuttavia verificati proprio a Betlemme e a Tulkarem, dove un dimostrante è stato arrestato e altri sono stati feriti. In tutto l'esercito israeliano ha arrestato sei persone.

NIENTE INCONTRI CON IL VICE PRESIDENTE USA. Sul fronte diplomatico, dopo che l'8 dicembre il grande imam della moschea di Al- Azhar, al Cairo, ha annunciato che non incontrerà il vicepresidente Usa Mike Pence nel suo viaggio in Medio Oriente, Washington ha incassato altri due rifiuti. Quello del presidente palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas) e del papa della chiesa cristiana copta egiziana Tawadros. Il consigliere diplomatico di Abu Mazen, Majdi Khaldi, ha spiegato che «gli Usa hanno superato le linee rosse» su Gerusalemme. Mentre la chiesa egiziana ha diramato un comunicato in cui afferma che Trump «non ha preso in considerazione i sentimenti di milioni di arabi».

«GAZA PAGHERÀ UN PREZZO». Intanto il generale israeliano Yoav Mordechai ha inoltrato un messaggio agli abitanti della Striscia. Il tutto dopo una nottata caratterizzata dal lancio di razzi palestinesi e da incursioni aeree israeliane. «Elementi terroristici irresponsabili vi trascinano verso una escalation mentre l'inverno è alle porte e le difficoltà a Gaza crescono. Gli abitanti di Gaza saranno costretti a pagare il prezzo. La continuazione dei lanci di razzi comporteà una dura reazione da parte dell'esercito», ha scritto l'alto ufficiale.

9 Dicembre Dic 2017 1429 09 dicembre 2017
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