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Gerusalemme capitale, Netanyahu: «Un passo verso la pace»

Il premier israeliano fa tappa a Bruxelles dopo le schermaglie con Macron. Due ore di confronto 'franco' con i ministri Ue. E otto Paesi chiedono compensazioni per le strutture finanziate nella West Bank e distrutte da Israele. 

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Dopo Parigi fa tappa a Bruxelles il percorso europeo del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Che, all'indomani del duro scontro col presidente francese Emmanuel Macron, torna ad alzare la voce sul riconoscimento di Gerusalemme come capitale da parte degli Stati Uniti. «Quanto il presidente Trump ha fatto è mettere i fatti sul tavolo per quello che sono. La pace è basata sul riconoscimento della realtà. E che Gerusalemme sia la capitale è evidente per tutti», ha detto Netanyahu arrivando al Consiglio affari esteri europeo e invitando a dare «una possibilità alla pace» col tentativo dell'amministrazione Usa. «È tempo che i palestinesi riconoscano lo stato ebraico e che Gerusalemme è la sua capitale».

«FINORA NEGATA LA VERITÀ STORICA». «Per 3 mila anni», ha proseguito il premier israeliano parlando In conferenza stampa con l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, «Gerusalemme è stata la capitale degli ebrei, dai tempi di re Davide. Noi non abbiamo mai perso il collegamento alla nostra storia. Un collegamento che è stato negato dalle forme dell'Onu e dell'Unesco e dalle risibili decisioni che cercano di negare la verità storica».

«ANCHE L'EUROPA SEGUIRÀ GLI USA». «Anche se ancora non abbiamo un accordo, questo è quello che credo accadrà in futuro», ha concluso, «la maggior parte dei Paesi europei sposterà le ambasciate a Gerusalemme, riconoscendola come capitale di Israele, e si impegnerà con forza, con noi, per sicurezza, pace e prosperità».

DUE ORE DI CONFRONTO. A 22 anni dall'ultima visita di un premier israeliano nella Capitale dell'Unione europea, Netanyahu ha trascorso due ore con i ministri dei 28 Paesi Ue. Un incontro molto franco, lo hanno definito fonti europee, usando una parola che nel linguaggio di Bruxelles significa anche molto duro. Al leader israeliano, i ministri Ue hanno chiesto come davvero possa pensare che la mossa di Trump possa aiutare la pace e chiesto conto della politica israeliana sulle colonie.


OTTO PAESI CHIEDONO COMPENSAZIONI. E ben otto Paesi hanno domandato la Israele le compensazioni per le strutture, dalle scuole ai sistemi di fornitura dell'energia elettrica, dalle case agli acquedotti finanziate dall'Unione nella WEst Bank e che Tel Aviv ha distrutto. Il conto secondo una stima di un gruppo di parlamentari europei che ha pubblicato un annuncio sul quotidiano israeliano Haaretz, ammonterebbe a 1,2 milioni di euro e solo considerando il contributo dei fondi umanitari europei, non l'intero prezzo.

«LA SOLUZIONE RESTANO I DUE STATI». Nettissime, al termine della riunione, sono state le parole dell'Alto rappresentante per gli Affari Esteri Federica Mogherini.Per noi la soluzione «resta quella dei due Stati, non ho mai sentito un'altra idea, e non nelle ultime settimane ma negli ultimi dieci anni, altrettanto realistica» per aiutare il processo di pace. Mogherini ha smentito le voci di un'iniziativa di pace promossa dall'Unione:«Non stiamo pensando a moltiplicare le iniziative, ma a svolgere fino in fondo il nostro ruolo».

NESSUN PAESE UE SEGUIRÀ TRUMP. La linea è chiara: l'Ue crede nel multilateralismo e quindi in una cornice internazionale per il processo di pace, nella quale però devono essere coinvolti, secondo la numero uno della diplomazia europea, anche gli attori regionali, a partire dalla Giordania e dall'Egitto. Per lo stesso motivo Mogherini ha avvertito: «Non ci può essere processo di pace senza gli Usa, ma gli Stati Uniti non si possono illudere che una iniziativa solo loro possa funzionare». E infine ha risposto tranchant agli auspici del primo ministro israeliano: «Netanyahu», ha dichiarato, «si aspetta che altri seguano la mossa di Trump di spostare l'ambasciata a Gerusalemme, ma può mantenere le sue aspettative su altri, dal lato degli Stati Ue questa mossa non ci sarà».

11 Dicembre Dic 2017 0942 11 dicembre 2017
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