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24 Gennaio Gen 2018 0834 24 gennaio 2018

Afghanistan, attacco a una sede di Save The Children

Un commando ha assaltato la struttura a Jalalabad, vicino al confine con il Pakistan, prendendo diversi ostaggi. Almeno sei morti e 24 feriti. Liberati 45 ostaggi. L'Isis rivendica. L'ong sospende le attività nel Paese.

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Un commando armato ha attaccato la sede della ong Save The Children a Jalalabad, capoluogo della provincia orientale di Nangarhar in Afghanistan, causando un bilancio provvisorio di almeno sei morti e 24 feriti. L'assalto si è concluso alle 19 locali (le 15,30 italiane) con l'uccisione di cinque militanti e la liberazione di 45 ostaggi. Secondo una fonte ufficiale un kamikaze si è fatto esplodere all'ingresso dell'edificio che ospita l'organizzazione, permettendo al commando di penetrare all'interno. La tensione intorno all'edificio è stata altissima per dieci ore e le truppe speciali afghane hanno avanzato con prudenza contro i militanti. In seguito all'attentato, Save the Children ha annunciato la sospensione delle sue attività in Afghanistan.

L'ISIS RIVENDICA. L'Isis ha rivendicato l'attacco. Lo riferisce l'agenzia di stampa Pajhwok. La rivendicazione, pubblicata dall'agenzia Amaq, sostiene che l'attacco è stato portato contro «fondazioni britanniche e svedesi», in riferimento forse ad un'altra organizzazione presente nell'edificio di cui al momento non si sa nulla.

I talebani afghani hanno sostenuto fin da subito di non avere alcuna responsabilità nell'attacco. Al riguardo il portavoce Zabihullah Mujahid ha indicato via Twitter: «Attacco odierno nella città di Jalalabad: nulla a che vedere con i mujaheddin dell'Emirato islamico». Questa smentita, che esclude quindi anche la Rete Haqqani collegata con i talebani, lasca pensare a una azione dell'Isis.

SOSPESE LE ATTIVITÀ NEL PAESE. Fondata 98 anni fa e basata a Londra, Save The Children è una ong internazionale che promuove i diritti dei bambini portando aiuto ad essi nelle zone più povere dei Paesi in via di sviluppo.

L'organizzazione ha dichiarato oggi di essere «devastata dalla notizia dell'attacco oggi del nostro ufficio di Jalalabad in Afghanistan». In un breve tweet, l'ong aggiunge che «la nostra principale preoccupazione riguarda l'incolumità e la sicurezza del nostro staff».

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