Kucia K3
28 Febbraio Feb 2018 1359 28 febbraio 2018

Slovacchia, dietro l'uccisione di Kuciak le ombre della 'ndrangheta

Il reporter 27enne lavorando su frodi fiscali si sarebbe imbattuto nel traffico internazionale di coca gestito dai calabresi. Lo svelano i colleghi di Occrp e Irpi.

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Dalle indagini su una ex modella assunta come collaboratrice dal primo ministro slovacco Robert Fico agli affari economici internazionali della 'ndrangheta, fino alla morte domenica scorsa nel suo appartamento. Per capire qualcosa di più sull'assassinio del giovane giornalista investigativo di 27 anni Jan Kuciak, ucciso con la sua fidanzata Martina Kušnírov, bisogna riavvolgere il nastro e guardare con attenzione il lavoro che aveva svolto negli ultimi mesi. Si scopre così che il materiale maneggiato da Kuciak non riguardava solo semplici indagini su frodi fiscali, ma portava allo spaccio internazionale di cocaina in Europa, dove la 'ndrangheta, secondo l'Europol, ha una posizione di dominio incontrastato sul mercato.

LE INDAGINI SUL VADALÀ. A svelarlo nelle ultime ore sono stati i colleghi di Occrp (Organized Crime and Corruption Reporting Project) e Irpi (Investigative Reporting Project Italy), che lavoravano con Kuciak. Il team di giornalismo investigativo ha svelato una notizia inedita fino a ora. Da almeno un anno la procura di Reggio Calabria stava lavorando su Antonino Vadalà, il calabrese di Bova Marina in cui si era imbattuto Kuciak: non risulta indagato ma compare in un'informativa della Guardia di Finanza che lo segnala come possibile broker della cocaina. L'uomo, da tempo in Slovacchia, potrebbe essere, a quanto riporta Occrp, uno dei più importanti esponenti del cartello dello spaccio internazionale di cocaina della 'ndrangheta.

Una foto di Jan Kuciak.

Ma andiamo con ordine. Il giovane cronista slovacco aveva iniziato le sue indagini sulle possisili infiltrazioni della 'ndrangheta in Slovacchia lavorando sull'assunzione di Maria Troskova come assistente del presidente del Consiglio. La vicenda aveva creato non poco dibattito sulle cronache nazionali, anche perché Troskova è un'ex concorrente di Miss Universo e la si può trovare su internet in foto poco istituzionali. La nomina della bella Maria non è mai stata spiegata fino in fondo da parte del governo.

IL SODALIZIO CON L'EX MODELLA. Kuciak indagando su di lei si era imbattuto in una storia molto più vasta che ha il suo inizio nel 2011 quando - come ha anche ricordato aktuality.sk, il giornale del giornalista ucciso - l'ex candidata a Miss Universo ha conosciuto Vadalà. Il 42enne calabrese di Bova Marina si trovava da tempo in Slovacchia dove aveva alcune tenute agricole nell'Est. I due hanno fondato la Gia Management, società slovacca che si occupa di immobili, costruzioni, packaging e fotografia, diventando soci. L'incontro tra Vadalà e Troskova è importante per il primo perché la donna ha saputo farsi strada nel mondo politico, prima come assistente di Pavol Rusko, ex politico ed ex comproprietario della stazione televisiva Markiza, poi con Viliam Jasan, ex membro del parlamento slovacco con il partito di Smer-SD e ora nel Consiglio di sicurezza dello Stato. Come riporta Politico, Troskova lasciò l'azienda nel giugno del 2012 mentre Vadalà nel 2015. A prenderla in mano fu Pietro Catroppa, che nel 2016 diventò titolare anche della Prodest insieme proprio con Jasan. Ma c'è di più: la Prodest è finita nel mirino dei servizi segreti, per conto del tribunale di Bratislava.

L'OPERAZIONE GERRY. Secondo Occrp e Irpi «nel marzo 2017 l'antimafia calabrese, insieme all'unità antidroga della Guardia di Finanza di Catanzaro, aveva fatto partire un'indagine chiamata in codice "Gerry", dove erano emersi i collegamenti tra cinque famiglie della 'ndrangheta e l'America Latina, la tratta con cui la polvere bianca arriva in Europa nel porto di Gioia Tauro. Nell'inchiesta, che è ancora in corso, Vadala è considerato uno dei possibili broker del cartello, ne avrebbe sostituiti altri arrestati negli anni passati».

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