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Aggiornato il 09 marzo 2018 8 Marzo Mar 2018 2127 08 marzo 2018

Trump approva i dazi, le cose da sapere

Le tariffe sull'importazione di acciaio e alluminio entreranno in vigore nel giro di 15 giorni, fatta eccezione per i Paesi esentati come Canada e Messico. Berlino non ci sta: «Questo è protezionismo». Parigi: «Risposta collettiva europea». Bruxelles: «Pronti a portare gli Usa al Wto».

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«Stiamo fronteggiando un attacco al nostro Paese». Sfidando la comunità internazionale, i mercati e le istituzioni finanziarie mondiali (ultimo in ordine di tempo Mario Draghi), il suo partito e alcuni ministri chiave, Donald Trump ha firmato i dazi al 25% sull'acciaio e al 10% sull'alluminio con una cerimonia alla Casa Bianca, circondato da quelle 'tute blu' che dice di voler proteggere insieme alla sicurezza nazionale (leggi anche: Dazi su alluminio e acciaio, cosa rischia l'Italia).

IN VIGORE FRA 15 GIORNI. Le tariffe entreranno in vigore entro 15 giorni. Il presidente ha spiegato che l'amministrazione americana userà questo periodo per vedere come applicarli, in base ai comportamenti dei partner sul piano commerciale ma in parte anche militare. Trump non ha rinunciato a sottolineare che molti dei Paesi che trattano peggio gli Usa nelle relazioni commerciali e militari sono suoi alleati.

Coi dazi Trump calpesta l'Ue: così Bruxelles è pronta a rispondere

Le misure ferirebbero l'Unione. In primis la Germania, poi l'Italia. La commissaria al commercio Malmstrom prova a chiarire col delegato Usa. Misure di difesa, trattative, conseguenze: la posta in gioco. Quando Donald Trump è entrato alla Casa Bianca in molti si preoccupavano dell'uso che avrebbe potuto fare della valigetta con i codici nucleari.

1) Una soluzione "flessibile"

Mentre 11 Paesi rispolverano il patto commerciale transpacifico in funzione anti-Usa, il presidente americano ha scelto una soluzione "flessibile", riservandosi di aumentare o abbassare i dazi in qualsiasi momento e di esentare provvisoriamente alcuni Paesi. Ad esempio l’Australia, oppure il Canada e il Messico. Se il Nafta, l'accordo di libero scambio che gli Usa hanno firmato coi vicini di Nord e Sud, verrà rinegoziato, i due Paesi verranno esentati dai dazi.

2) Esenzioni in base agli interessi della sicurezza nazionale

Nell'annunciare il provvedimento, Donald Trump ha detto che gli Usa stanno facendo fronte ad «un assalto al nostro paese». Il segretario al Commercio, Wilbur Ross, ha aggiunto che le esenzioni saranno basate sugli interessi della sicurezza nazionale Usa intesi in senso lato, dall’occupazione agli effetti su singole industrie. Tali eccezioni, tuttavia, rischiano di aprire il vaso di Pandora delle richieste per un trattamento speciale. L'obiettivo futuro è la «reciprocità di tassazione», avvisa il tycoon, che intanto invita le aziende straniere a produrre negli Usa

3) Australia tra i Paesi amici e Germania nel mirino

Trump si era detto «impaziente» di firmare le nuove misure sin dal mattino dell'8 marzo, annunciando subito però su Twitter «grande flessibilità e cooperazione verso quelli che sono i veri amici e ci trattano equamente, sia sul piano commerciale che militare». «Saremo molto equi e molto flessibili», ha insistito Trump, «abbiamo relazioni molto buone con l’Australia, abbiamo un’eccedenza commerciale con questo Paese formidabile, un partner di lunga data».

GERMANIA SOTTO TIRO. Ben diversi i toni nei confronti della Germania: «Abbiamo amici e anche dei nemici, che da anni approfittano enormemente di noi su commercio e difesa. Se guardiamo alla Nato, la Germania paga l’1% e noi paghiamo il 4,2% di un Pil molto più importante. Questo non è giusto».

ZYPRIES: «QUESTO È PROTEZIONISMO». La ministra tedesca dell'Economia, Brigitte Zypries, ha commentato così la decisione di Trump il 9 marzo: «Questo è protezionismo che urta contro partner stretti come Unione europea e Germania e limita il commercio libero. Stiamo saldamente dalla parte delle nostre imprese e dei loro dipendenti e lavoreremo a stretto contatto con la Commissione per rispondere in modo ponderato ma chiaro».

PER GLI IMPRENDITORI TEDESCHI È «UN AFFRONTO». Ancora più dura la reazione della Confindustria tedesca, che ha definito i dazi su alluminio e acciaio «un affronto» e ha avvertito Trump: «Rischia una guerra commerciale su scala mondiale che può solo perdere. Gli Usa danneggiano loro stessi».

4) Le ritorsioni di Ue e Cina

L’Unione europea ha già pronte misure di ritorsione sino a 3,5 miliardi di dollari su un’ampia gamma di prodotti americani, realizzati in particolare negli Stati repubblicani. Misure pensate per mettere in difficoltà Trump nelle elezioni di midterm. «Sull'annuncio di Trump sui dazi l'Ue è uno stretto alleato degli Stati Uniti e continuiamo a essere del parere che l'Ue debba essere esclusa da queste misure». Così in un tweet il Commissario europeo per il commercio, Cecilia Malmstrom ha risposto al tycoon. «Cercherò maggiore chiarezza su questo tema nei giorni a venire. Non vedo l'ora di incontrare il rappresentante Usa per il commercio Robert Lighthizer sabato a Bruxelles per discutere».

PECHINO MINACCIA RISPOSTE «NECESSARIE». «Deploriamo profondamente l'annuncio di Trump sui dazi. L'Ue non vuole una guerra commerciale. Ma non accetteremo questo comportamento aggressivo dagli Usa senza reagire», ha rincarato il presidente del gruppo Ppe all'Europarlamento Manfred Weber. «L'Europa deve essere chiara e ferma ma proporzionata nella sua risposta agli Usa», ha scritto Weber in una serie di tweet. Anche la Cina, vero bersaglio per il suo eccesso di produzione sovvenzionata di acciaio, è sul piede di guerra e minaccia «un'appropriata e necessaria risposta». «Scegliere la guerra commerciale è una soluzione sbagliata. Alla fine si danneggiano gli altri e se stessi», ha affermato il ministro degli Esteri Wang Yi.

5) La Francia chiede una risposta collettiva

La Francia, il 9 marzo, ha deplorato la decisione del presidente Donald Trump di firmare i dazi sull'acciaio e l'alluminio. E il il ministro Bruno Le Maire ha sottolineato che la reazione «può essere soltanto collettiva al livello europeo se vogliamo che sia efficace». Anche se una guerra commerciale tra Usa e resto del mondo «farà solo dei perdenti».

KATAINEN: «PRIMO OBIETTIVO DIALOGO CON GLI USA». A stretto giro è arrivata la dichiarazione del vicepresidente della Commissione europea, Jyrki Katainen: «Abbiamo preso atto della decisione di Trump sui dazi sull'acciaio e l'alluminio, il nostro primo obiettivo è il dialogo con gli Usa. Prepariamo delle contromisure, ma speriamo di non doverle usare». Se tuttavia «si avverasse il peggior scenario possibile, siamo pronti a portare gli Usa al Wto». Katainen ha poi aggiunto: «Ci aspettiamo che l'Unione europea sia trattata come un blocco unico, non possiamo accettare che sia divisa in categorie differenti». Bruxelles «ha regole rigide sugli aiuti di Stato, che dovrebbero rassicurare gli Usa sul fatto che l'industria non ha sussidi».

6) Merkel guarda alla Cina

Sul rischio di una guerra commerciale con gli Stati Uniti, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha usato parole misurate: «Non uso un linguaggio marziale, ma è chiaro che i dazi sono svantaggiosi per tutti». Poi ha sottolineato come sia necessario che l'Unione europea «curi il canale del dialogo con Washington, ma anche con altri partner colpiti da effetti collaterali, come la Cina».

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