Gina Haspel
13 Marzo Mar 2018 1526 13 marzo 2018

Chi è Gina Haspel, il nuovo capo della Cia

Nominata vicedirettrice da Trump un anno fa, prese parte ai programmi di interrogatorio e tortura dei terroristi tra il 2003 e 2005. Falco dell'amministrazione, si è salvata dalle purghe di Obama.

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Per la prima volta nella storia la Central Intelligence Agency verrà guidata da una donna. La nomina di Mike Pompeo come nuovo segretario di Stato al posto di Rex Tillerson ha aperto le porte della Cia a Gina Haspel. Sessantadue anni, Haspel lavora nel servizio dal 1985 e nel febbraio del 2017 era stata nominata da Donald Trump vicedirettrice, prima donna ufficiale di carriera ad occupare tale posizione (Avril Haines, nominata alla stessa carica da Barack Obama, non veniva dai ranghi dell'intelligence). Haspel ha la fama di essere un "falco", ma soprattutto al suo nome si lega uno dei periodi più controversi della storia dei servizi statunitensi.

PRESENTE ALL'INTERROGATORIO DI ZUBAYADH. Nel curriculum del nuovo capo dell'intelligence, la gestione di una prigione segreta della Cia in Thailandia nel 2002, dove i sospetti membri di Al Qaeda vennero sottoposti a torture e interrogatori con metodi non autorizzati, come il waterboarding. Haspel fu tra gli ufficiali della Cia presenti al famoso interrogatorio di Abu Zubaydah (una delle menti ritenute responsabili dell'11 settembre) durante il quale il presunto terrorista venne torturato e sottoposto per 83 volte a waterboarding fino a crollare e costringere i medici a intervenire per rianimarlo. Come rilevato da un rapporto del Senato americano datato 2014, durante quella detenzione Zubaydah perse anche l'occhio sinistro.

Nel 2003 legò le sue fortune a Jose Rodriguez, numero uno del centro di antiterrorismo dell'agenzia, diventando il suo capo dello staff, carica che ricoprì anche quando Rodriguez diventò responsabile delle operazioni sotto copertura. Due anni dopo, secondo diversi attivisti citati dal New York Times, Haspel decise con Rodriguez di cancellare i filmati degli interrogatori di Zubaydah. Quella disposizione mandò su tutte le furie i membri del Congresso che finirono per mettere la Cia sotto controllo.

UNA NOMINA CONTROVERSA. Un anno fa John Sifton, un membro della ong Human Rights Watch, e una fonte anonima raccontarono al New Yorker che la nomina a vicedirettrice di Haspel rappresentava un tentativo dell'agenzia di eliminare chi era critico col programma Rdi (Rendition, Detention and Interrogation), con cui la Cia rapiva e torturava prigionieri in giro per il mondo. L'amministrazione Obama ordinò la chiusura delle prigioni segrete e mise fine a quella stagione, senza però perseguire gli ufficiali implicati in quelle decisioni, e salvando quindi Haspel da processi ed eventuali condanne.

LE PRESSIONI DEL SENATO. La figura di Haspel aveva suscitato polemiche già nel 2013 quando l'ex direttore della Cia John Brennan la nominò a capo del servizio clandestino dell'agenzia per le operazioni all'estero. Alla fine riuscì a mantenere la carica solo per due mesi a causa della pressioni di alcuni senatori che criticavano la sua partecipazione al programma Rdi. Nel giugno 2017 il Centro europeo per i diritti umani e costituzionali chiese al procuratore generale in Germania di emettere un ordine di arresto contro la Haspel per le accuse di aver supervisionato le torture dei sospetti terroristi.

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