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23 Marzo Mar 2018 1637 23 marzo 2018

Attacco a Trèbes, chi era l'attentatore Redouane Lakdim

Il terrorista, ucciso dalle teste di cuoio, si chiamava Redouane Lakdim. Era un cittadino marocchino di 26 anni, già noto alla polizia per piccoli reati di droga. Prima di colpire ha accompagnato la sorella a scuola.

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Da piccolo trafficante di droga a «soldato di Daesh»: questo il profilo di Redouane Lakdim, autore dell'attacco terroristico al supermercato di Trèbes, nel Sud della Francia. L'uomo, che risiedeva a Carcassonne con la madre e le due sorelle, era nato in Marocco ma era titolare di un passaporto francese dal 2015. Nell'agosto del 2016 aveva scontato un mese di carcere per traffico di stupefacenti.

PUSHER O RADICALIZZATO? «L'abbiamo seguito e pensavamo che non ci fosse radicalizzazione. È passato all'azione all'improvviso», ha riferito il ministro dell'Interno, Gérard Collomb, descrivendo un individuo che per lungo tempo è stato considerato solo come un «piccolo pusher». Secondo France Info, invece, Lakdim era schedato nella lista delle segnalazioni per la prevenzione della radicalizzazione terroristica (Fsprt), un elenco diverso dalla "fiche S" (leggi anche: come funziona la fiche S) che invece identifica i radicalizzati a rischio di passare all'azione. Non solo: secondo Le Parisien avrebbe compiuto un viaggio in Siria ma l'informazione non è stata confermata. Un vicino di casa, che conosce molto bene la famiglia, lo ha descritto come un ragazzo «calmo, gentile, con una buona parola per tutti». La stessa persona ha aggiunto che frequentava regolarmente la moschea. Secondo un altro testimone il 26enne la mattina aveva accompagnato a scuola la sorella più piccola.

«HA AGITO DA SOLO». Nella breve trattativa con le forze speciali, durante la presa d'ostaggi, Lakdim ha chiesto la liberazione di Salah Abdseslam, l'ultimo superstite del commando terroristico degli attentati parigini del 13 novembre 2015 (leggi anche: i precedenti attacchi in Francia). Secondo diverse testimonianze citate dai media francesi, pare che la madre e le due sorelle siano giunte sul posto per facilitare la trattativa portata avanti dai negoziatori e poi fallita. L'uomo è stato ucciso nell'assalto delle forze speciali all'interno del supermercato. «Ha agito da solo, non c'era nessuno con lui», ha aggiunto Collomb. Durante l'assalto al Super U, l'uomo ha minacciato i clienti con un'arma e un coltello. Secondo le testimonianze era molto agitato, ha detto di essere un «soldato dell'Isis» e ha gridato più volte «Allah Akbar» (leggi anche: chi era Arnaud Beltrame, il gendarme eroe).

LA CORSA SANGUINARIA. La sua sanguinaria spedizione era cominciata la mattina intorno alle 10.30. Prima aveva rubato un'auto ferendo gravemente il conducente e uccidendo il passeggero, poi aveva sparato contro un gruppo di quattro poliziotti che facevano footing, ferendone uno gravemente, prima di prendere in ostaggio i clienti del supermercato, uccidendone due e ferendone 16.

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