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Cambridge Analytica
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11 Aprile Apr 2018 1954 11 aprile 2018

Caso Cambridge Analytica, rimosso il Ceo Alexander Tayler

L'amministratore delegato è stato rimosso dal suo incarico e ritorna alla sua precedente posizione tornando a capo della divisione dati »per focalizzarsi sulle varie inchieste e indagini».

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Rimozione del Ceo Alexander Tayler e un documento in dieci punti: nei giorni della testimonianza al Congresso di Mark Zuckerberg, si difende così Cambridge Analytica, la società accusata di aver raccolto i dati di 87 milioni di utenti tramite l'app ponte 'thisisyourdigitallife' creata da Aleksandr Kogan. «Non abbiamo hackerato Facebook, né infranto le leggi, non abbiamo influenzato il referendum sulla Brexit, raccogliamo dati solo con il consenso informato, stiamo conducendo un'indagine indipendente per dimostrare che non possediamo alcun dato, ne condivideremo i risultati», si legge nel documento dell'azienda.

ELENCO DI 10 PUNTI PER RISPONDERE ALLO SCANDALO. Proprio il matematico Kogan, ha scritto il New York Times, avrebbe svelato che «in un piccolo numero di casi» le informazioni condivise abbiano riguardato non solo quelle pubbliche in bacheca, ma anche i messaggi privati. In un documento pubblicato il 9 aprile la società ha spiegato in dieci punti la sua versione della vicenda. «Abbiamo scelto di presentare 10 fatti in risposta a recenti affermazioni, affrontando in modo scrupoloso le falsità che circondano la nostra azienda e il suo lavoro», aveva detto Tayler poi rimosso dall'incarico di Ceo ad interim della società dopo la sospensione del fondatore Alexander Nix.

TYLER TORNERA' ALLA DIVISIONE DATI. Tyler riprenderà il suo posto a capo della divisione dati «per focalizzarsi sulle varie inchieste e indagini», ha sottolineato il consiglio della società. Cambridge puntualizza di aver ricevuto i dati, su licenza, dalla società di ricerca GSR (General Science Research) «che li ha ottenuti legalmente tramite uno strumento fornito da Facebook» esattamente come hanno fatto «centinaia di aziende di dati», quindi senza raccogliere o condividere «illegalmente o in modo inappropriato dati».

CAMBRIDGE: DATI SOLO DA 30 MILIONI DI UTENTI. Proprio il 10 aprile al Senato, Zuckerberg ha ammesso che i dati sono stati acquisiti anche ad altre compagnie e lunedì ha sospeso l'app CubeYou con l'accusa, smentita dai responsabili, di aver raccolto informazioni. Cambridge Analytica ha detto poi di aver usato i dati di 30 milioni di utenti Facebook, non 87 milioni stimati dal social network, aggiungendo che non ci sono utenti fuori dagli Stati Uniti. Cambridge Analytica ha ribadito poi di non aver lavorato «affatto» sul referendum per la Brexit e che i dati di GSR non sono stati usati per le presidenziali americane.

LA SOCIETA': «WYLIE LAVORO' PER NOI FINO AL 2014». Per Trump la società ha usato dati pubblici, come ad esempio il registro dei votanti, e ha fornito «sondaggi, analisi dei dati e marketing digitale», stessi metodi utilizzati per altre campagne elettorali come quelle di Obama e Clinton. Altra puntualizzazione della società britannica è sulla 'gola profonda' Christopher Wylie. «In realtà era un contractor per la società SCL Elections (un'affiliata per il mercato Usa, ndr) e il suo lavoro per Cambridge Analytica è iniziato nell'agosto 2013 e si è concluso a luglio 2014. Non ha una conoscenza recente dei nostri affari o delle sue pratiche», ha spiegato l'azienda aggiungendo che quando Wylie è andato via ha fondato la concorrente Eunoia Technologies che «apparentemente usava i nostri dati e contatti in violazione del suo accordo di non divulgazione con noi».

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