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Escalation siriana
Federazione Russa Onu
14 Aprile Apr 2018 1800 14 aprile 2018

Raid in Siria, cosa ha deciso il Consiglio di sicurezza dell'Onu

Bocciata la richiesta della Russia, che voleva una condanna dell'attacco: «Gli Stati Uniti imparino a rispettare il diritto internazionale». Washington ha replicato a muso duro: «Quando il presidente Trump traccia una linea rossa, poi la fa rispettare».

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Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha bocciato la bozza di risoluzione proposta dalla Russia per condannare «l'aggressione contro la Siria da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati, in violazione delle leggi internazionali e della Carta delle Nazioni unite». Il testo ha ottenuto solo tre voti a favore (Russia, Cina e Bolivia), otto contrari equattro astenuti. Non è stato necessario il veto di Usa, Gran Bretagna e Francia (leggi anche: Trump attacca la Siria con Francia e Regno Unito).

LA POSIZIONE DELLA RUSSIA. L'ambasciatore russo all'Onu, Vassily Nebenzia, ha comunque condannato nei termini più forti il raid contro il suo alleato regionale, il regime di Bashar al-Assad. Un'aggressione che, secondo Mosca, «aggrava la catastrofe umanitaria» in corso in Siria e mina l'autorità del Consiglio di sicurezza dell'Onu, che si è riunito in sessione d'emergenza.

SCONTRO TRA MOSCA E WASHINGTON. «Gli Stati Uniti devono imparare che il codice internazionale sull'uso della forza è regolato dalla Carta delle Nazioni unite», ha tuonato Nebenzia. Ma Washington ha risposto a muso duro: «Abbiamo dato alla diplomazia occasioni su occasioni, il tempo delle parole è finito. Non permetteremo al regime di Assad di usare armi chimiche», ha detto infatti l'ambasciatrice americana Nikki Haley, che ha parlato di una «campagna di disinformazione» orchestrata dalla Russia sui fatti di Duma. «Se la Siria userà ancora le armi chimiche», ha aggiunto Haley, «gli Stati Uniti hanno il colpo in canna e sono pronti a sparare». Perché «quando il presidente Trump traccia una linea rossa, poi la fa rispettare».

LONDRA: «NON PRENDIAMO LEZIONI DAI RUSSI». Altrettanto ferma la replica dell'ambasciatrice britannica, Karen Pierce: «Non prendo lezioni di diritto internazionale dalla Russia». Secondo Londra l'intervento militare è stato «giusto e legale», oltre che finalizzato ad alleviare le sofferenze del popolo siriano colpito dal ripetuto uso di armi chimiche.

LA FRANCIA APRE ALLA RUSSIA. Per la Francia, tuttavia, il tempo della guerra è già finito. Parigi vuole «lavorare seriamente» con la Russia per raggiungere «una soluzione politica», ha fatto sapere l'Eliseo, confermando che la visita del presidente Emmanuel Macron a Mosca resta confermata per la fine di maggio. Anche il capo della diplomazia francese, Jean-Yves Le Drian, ha teso la mano a Mosca: «Siamo pronti a lavorare ora con tutti i Paesi che possono contribuire».

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